Dr Rajpal Brar spiega la situazione del nuovo centro dei Lakers e come potrebbe essere gestito l’anno prossimo da coach Darvin Ham.

I Los Angeles Lakers hanno messo sotto contratto Thomas Bryant durante questa free agency (qui i dettagli) per coprire la mancanza di un centro nel roster del neo-head coach Darvin Ham. Bryant può giocare da centro affiancando Anthony Davis, sgravandolo di qualche incarico difensivo soprattutto in Regular Season, e quindi se in buona condizione può essere una risorsa importante per i giallo-viola.

Per via dell’infortunio al ginocchio e del successivo intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore, avvenuto a febbraio 2021, Bryant aveva giocato solo 10 partite nel 2021/22 ed è riuscito a tornare in campo solo per il finale della scorsa stagione, totalizzando alla fine 27 presenze.

Al suo ritorno in campo non è sembrato lo stesso giocatore visto pre-infortunio ed operazione chirurgica, come testimonia il calo nelle sue cifre. Va considerato, però, che di solito gli atleti che subiscono un intervento al legamento crociato possono risentire di qualche problema postumo – soprattutto dolore, fastidio e gonfiore al ginocchio – che limita il carico di lavoro e rallenta il pieno recupero; senza dimenticare che molti giocatori devono superare delle forme più o meno lievi di kinesiofobia, ovvero la paura dello specifico movimento, temendo una ricaduta. Tutto ciò è normale, in presenza di un infortunio che richiede molto tempo lontano dall’attività agonistica, e proprio per questo si tende a considerare la stagione successiva come periodo di ri-acclimatamento, in cui prendere nuovamente confidenza con il proprio corpo.

Le 27 presenze stagionali sono potute sembrare una semplice “comparsata” di fine anno, invece hanno grandissima importanza per Thomas Bryant. I giocatori normalmente riescono a recuperare del tutto dopo 18-24 mesi dal momento infortunio, ma nella timeline è importante la fase di ri-acclimatamento. Bryant raggiungerà il diciottesimo mese all’inizio della Regular Season 2022/23.

Le rotazioni nel frontcourt non possono prevedere per lui, almeno all’inizio, un minutaggio troppo elevato, e ciò dovrebbe favorire un inserimento progressivo a pieno regime. L’obiettivo sarà, ovviamente, averlo nelle migliori condizioni in vista del 2023, quando i Lakers contano di tornare ai Playoffs dopo due stagioni al di sotto delle aspettative.