Il progetto di Brooklyn, dopo l’infortunio di Durant e la reiterata volontà di Irving di rimanere a mezzo servizio, è a rischio implosione.

Il 30 giugno del 2019 – in un blitz per molti sorprendente – i Brooklyn Nets firmavano a stretto giro due dei più grossi nomi in ballo nella Free Agency che si sarebbe formalmente aperta qualche ora più tardi: Kyrie Irving e Kevin Durant. Una mossa che, da sola, proiettava i Nets fin da subito (al netto del rientro di KD dall’infortunio, ovviamente) tra le primissime contender a Est.

Ad animare ancora di più i sogni di gloria dei tifosi della Grande Mela, dopo un primo anno senza Durant, ci aveva poi pensato l’arrivo di James Harden, acquisito via trade dai Rockets poco più di un anno fa, il 14 gennaio 2021.

Nessuno, al tempo, avrebbe potuto immaginare che i tre avrebbero messo insieme, in poco più di 12 mesi, solamente 16 presenze insieme, nè che l’all-in di Joe Tsai e Sean Marks sarebbe stato, dopo nemmeno due stagioni, già a richio collasso.

Lo stato attuale delle cose, tuttavia, è tutt’altro che incoraggiante. A causare la possibile rottura, oltre alle già note vicende extra-cestistiche (in primis, lo status vaccinale di Irving), potrebbe essere la decisione sulla sua prossima free agency dell’ultima stella aggiunta al roster, Harden.

Secondo quanto riportato da Jake L. Fischer (Bleacher Report), infatti, Harden non si sarebbe ambientato al meglio nel nuovo contesto – in questi Nets, ma anche in generale a New York City – e per questo sarebbe propenso a rifiutare la Player Option da 47 milioni di dollari presente sul proprio contratto per la prossima stagione, testando la free agency.

A pesare sulla scelta di The Beard ci sarebbe, sempre secondo l’insider di B/R, la forte frustrazione accumulata a causa della situazione-Irving, da sempre mal digerita dal numero 13 (tanto da fargli dichiarare, il 13 gennaio scorso, di essere disposto a vaccinare in prima persona il proprio compagno se necessario).

Nonostante le conclusioni di Fischer appaiano comunque ottimistiche – sottolinea come il giocatore, una volta ascoltate le offerte, non escluda di tornare a Brooklyn – il tweet ha suscitato scalpore al di là dell’Oceano, e nelle ultime ore sono intervenuti sulla discussione anche Michael Scotto e Yossi Gozlan di HoopsHype. I due hanno discusso la questione in una puntata del loro podcast, allargando la riflessione allo stato generale dei Nets.

“Harden ha già scherzato in passato sul fare lui il vaccino a Irving, e ad un certo punto ti chiedi quanto possa essere frustrato un giocatore chiamato a far parte di un gruppo di Big Three che si rivela essere un Big 2.5.”

– Michael Scotto

Scotto e Gozlan, nel prosieguo dell’analisi, hanno poi analizzato le possibili mosse di Philadelphia, negli ultimi giorni segnalata come possibile pretende a James Harden, in cambio del quale verrebbe ceduto Ben Simmons.

Secondo gli insider, l’unica possibilità per Morey di riunirsi al Barba sarebbe tramite uno scambio, da perfezionare adesso – scenario decisamente poco probabile e subordinato ad una ferrea richiesta di Harden di partire, esclusa da Woj nelle ultime ore – o in estate, attraverso un meccanismo di opt-in and trade già sperimentato ai tempi del passaggio di Chris Paul da Los Angeles a Houston.

Una mossa del genere, tuttavia, farebbe perdere una buona fetta di stipendio ad Harden, eleggibile in caso di permanenza a Brooklyn per un’estensione contrattuale da 270 milioni per 5 anni, 70 complessivi in più rispetto al quadriennale che qualunque altra squadra – 76ers compresi – sarebbe in grado di proporgli in offseason.

Per evitare questo scenario ci sarebbe la possibilità della sign-and-trade, ma questa sarebbe praticabile solamente attraverso la decisione dei Nets di appesantire il proprio cap acquisendo Tobias Harris. Uno scenario al momento improbabile.

A parte Harden, comunque, i Nets stanno vivendo un momento di turbolenze all’interno dello spogliatoio: è nota da giorni, infatti, la volontà di Paul Millsap di lasciare Brooklyn per trovare più spazio. Per accontentare il veterano e allo stesso tempo ottenere in cambio qualcosa, Sean Marks starebbe quindi pensando ad una rivoluzione della second unit, da finalizzare attraverso la cessione di Bruce Brown e Jevon Carter, i due nomi più inseriti dai dirigenti di Brooklyn nelle trade talks di queste ore.

Oltre a loro due, poi, è da segnalare l’interessamento di diverse franchigie a Nic Claxton e Joe Harris. Sebbene si tratti al momento solamente di rumors, quindi, non è da escludere che anche i loro nomi possano essere inseriti nelle prossime trattative.

Il superteam dei Nets potrebbe essere vicino ad un inaspettato sgretolamento.