Nella prima vittoria stagionale, Porzingis ha dimostrato al pubblico di cosa sia fatto. Potenzialmente.

FOTO: Celtics Blog

Questo contenuto è tratto da un articolo di Oliver Fox per Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Semplicemente, non c’è un’interpretazione della vittoria contro i New York Knicks che non inizi e finisca con la potenziale forza distruttrice di Kristaps Porzingis. All’inizio del secondo quarto, Lisa Salters di ESPN ha chiesto al lettone come stesse andando il proprio debutto con i Boston Celtics. Dall’alto dei suoi già 15 punti messi a tabellino, l’ex Wizards ha risposto con nonchalance: “Onestamente, questi ragazzi attirano talmente tanta attenzione che sono semplicemente sempre libero”.


In quel momento, aveva appena iniziato la messa in opera del danno che avrebbe poco dopo inflitto alla propria ex squadra. Ma nulla racchiude in sé quello che Porzingis potrebbe significare per i Celtics più di questo. Era già uno dei giocatori offensivamente più unici della Lega, ma la notte scorsa lo abbiamo potuto vedere liberi dalle catene di una squadra mediocre. Non sarà sempre così, ma maledizione se è stato qualcosa da raccontare.

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La trade per Porzingis potrebbe rivelarsi uno dei maggiori furti all-time per i Celtics. Anche al tempo, è stato sorprendente scoprire che i Celtics avessero ricevuto anche due prime scelte al Draft in aggiunta al giocatore e, visto il livello a cui ha giocato la scorsa notte, sembra positivamente ridicolo.

Nonostante questo, la cessione di Marcus Smart si è rivelata essere un momento tragico. Per chi scrive, non c’erano grosse aspettative per uno scambio grosso in questa offseason, Smart aveva capitanato ogni versione di questa squadra negli ultimi 10 anni, perciò l’immagine di un mondo nuovo si è palesata come terrificante sul momento. Un tifoso Celtics mentirebbe se dicesse che non gli è mancato contro New York.

Ma, per fortuna, la notte di mercoledì è stata benedetta dal potere teoretico di Kristaps Porzingis, la panacea contro ogni male. Ha chiuso con 30 punti, 8 rimbalzi, quattro stoppate, ha floppato una volta, ha fatto una faccia cattiva e messo un gomito in faccia a Isaiah Hartenstein. Ma, meglio ancora, è stato il suo finale di gara, emergendo quando il resto della squadra si stava smarrendo.

Anzi, a quattro minuti dalla fine, ero abbastanza sicuro che avrei scritto un articolo intitolato “c’è ancora molta strada da fare”. A quel punto, Jaylen Brown aveva appena perso due palloni senza senso e commesso un fallo su un tiro da tre punti, mandando i Celtics sotto di sei e mettendo a grosso repentaglio la partita.

Ma chiamate Porzingis “governo federale”, perché ha sventato il tentativo da parte di Brown di venderla (l’autore scherza, ndr.) e ne ha infilati nove in fila per chiudere la pratica e iniziare la stagione nella colonna vincente. I suoi 30 punti sono stati il massimo di sempre al debutto per un Celtic, affermandosi come il miglior giocatore in campo in un quarto periodo con tre giocatori All-NBA. Non male.

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Porzingis ha anche mostrato perché potrebbe essere un alieno. Nonostante la sua velocità di piedi sotto la media e un ball handling tutt’altro che ideale, fa cose che non dovrebbero essere possibili. Serve una spiegazioni oltre l’umano, e potrebbe essere davvero di un altro pianeta.

Ha fatto tagli backdoor per i lob sulla linea di fondo, infilato triple in step-back e scagliato tiri da 9 metri come se fosse un mercoledì normale. Ha anche messo palla a terra e attaccato dal palleggio: ora, non sono un fisiologo, ma sono abbastanza certo che un ragazzone di 220 centimetri non dovrebbe avere le doti offensive di Kevin Dura-

I nostri avvocati mi hanno informato del fatto che non mi è concesso legalmente paragonare il Porzingis dell’era Celtics a Kevin Durant dopo una sola partita. Ma la sua combinazione di esplosività e il tiro da una tale, estrema altezza è uscita dallo schermo, perciò è naturale pensare a questo stravagante paragone.

C’è un motivo per cui la forza di Porzingis sia stata chiamata “potenziale”, in quanto gli infortuni hanno molto spesso giocato un ruolo fondamentale nell’oscurare questa grandezza. Questo fa paura, ma i Celtics sembrano in grado di proteggere le sue debolezze meglio di quanto successo in tutte le sue precedenti esperienze.

Jayson Tatum ha segnato 34 punti come se nulla fosse, mentre Jrue Holiday e Brown hanno avuto prestazioni offensive molto al di sotto dei loro standard. Il potenziale successo dei Celtics passa dal numero di volte in cui Porzingis potrà convertire quella grandezza teorica in uno shot making elitario, in particolare quando gli altri faranno fatica.

La sua migliori versione era necessaria contro i Knicks, ma non sarà così ogni notte. Con un po’ di ottimismo, riuscirà a reggere fino alla fine.