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Questo contenuto è tratto da un articolo di Adam Taylor per Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


I Boston Celtics hanno cambiato marcia dall’inizio della seconda metà della Regular Season, portandosi in posizioni nettamente più nobili in vista dei Playoffs. La difesa è la loro arma più “affilata” e fidata, ma adesso hanno raggiunto una migliorata fluidità in fase offensiva e anche maggiore pazienza nel cercare i propri tiri.

Oltre a questi aspetti, i più visibili, bisogna mettere in evidenza un’ulteriore fase di gioco in cui i bianco-verdi sembrano aver finalmente mostrato dei passi avanti: la fase offensiva contro le difese a zona (problema che ha assillato i C’s da almeno un anno e mezzo).

Quella che per molti era stata la causa della sconfitta nella bubble contro Miami si è presto rivelata il vero e proprio tallone d’Achille della squadra, generando frustrazione nei tifosi ogniqualvolta una squadra avversaria abbia deciso di schierarsi a zona.

Stando a quanto mostrato nelle ultime settimane, coach Ime Udoka sembra aver trovato delle soluzioni efficaci.

Ecco come i Celtics hanno affrontato la difesa a “zona invertita 2-3” degli Heat durante le Eastern Conference Finals 2020. La ragione per cui viene definita “invertita” è perché Miami ha usato le sue ali per difendere il perimetro, con le guardie poste ai lati del pitturato. A prescindere dal tipo di difesa a zona adottato dagli Heat, comunque, i Celtics sono spesso parsi spaesati e senza un vero e proprio game-plan a cui affidarsi.

Nella clip sopra si vede Gordon Hayward che ha una buona idea e attira attenzioni con un taglio, aprendo spazio vicino a canestro per Jaylen Brown; ma i Celtics visti nella bubble, a parte questa situazione non facilmente ripetibile, non sembravano avere molte alternative.

Gli stessi problemi si sono ripresentati nella scorsa stagione e accentuati all’inizio di quest’anno. A volte è stato difficile da commentare, perché i C’s hanno a disposizione alcuni tra i migliori e più talentuosi scorer della lega, che però si sono dimostrati inutili contro le difese a zona.

Udoka ha aiutato i suoi uomini a risolvere alcuni problemi nel corso degli ultimi mesi, e adesso i Celtics sono una squadra offensivamente più solida, con soluzioni anche contro le difese schierate a zona.

L’opinione generale riguardo i problemi contro la difesa a zona era legata alla mancanza di playmaking e IQ nell’attacco dei bianco-verdi, che incontrava difficoltà ad adattarsi a questo tipo di situazione.

Di seguito troviamo alcune clip utili per analizzare i vari modi con cui si è provato, con buoni risultati, a sfondare le difese a zona. Il primo è un tradizionale horns set, usato per attaccare la zona 2-1-2 dei Nets poco prima dell’All-Star break.

Il motivo per cui la giocata non porta punti è, semplicemente, un errore su un tiro wide open di Jayson Tatum, ma quello che è imporante è che i bianco-verdi abbiano riconosciuto il tipo di schema difensivo e abbiano rapidamente trovato una buona soluzione per creare vantaggio. L’utilizzo di Robert Williams come diversivo è ricorrente nel set offensivo di Boston.

Sei mesi fa una situazione del genere si sarebbe sviluppata con un’interminabile serie di passaggi “passivi” sul perimetro e sarebbe terminata con un tiro difficile allo scadere dei 24 secondi.

La clip successiva mostra invece una giocata più usuale e convenzionale per attaccare una difesa a zona. Si vede nel basket ad ogni livello, partendo dall’AAU fino all’NBA: il drive & kick. Il concetto è semplice: cercare di condurre il gioco nel cuore della zona, forzare gli avversari al raddoppio e quindi liberare un tiratore sul perimetro.

Qui, si cerca nei primissimi secondi una ricezione di Robert Williams, il quale guarda subito sul lato debole, dove trova Tatum che può attaccare un closeout. A quel punto, la difesa collassa su di lui e si crea un tiro aperto per Brown.

Può suonare ironico: per attaccare in modo efficace una zona, spesso è necessario adottare soluzioni semplici.

Quando si cerca di entrare in una difesa del genere, farlo nei primi secondi è sempre una buona idea. In questo caso vediamo Derrick White contro i Nets, impreparati a portare un buon aiuto sulla sua penetrazione.

Oltre che con pentrazioni e blocchi, i Celtics hanno atttaccato il cuore delle difese a zona con i tagli, come si può vedere nel possesso successivo. Avere giocatori capaci di eseguire letture veloci ed essere pericolosi sul perimetro permette di capitalizzare i tagli eseguiti negli spazi giusti.

Quelle viste non sono giocate complesse, ma possessi in cui i Celtics sono sembrati più consapevoli che in passato di come costruire dei buoni tiri contro una difesa a zona. Coach Ime Udoka ha certamente influito sui progressi ottenuti, e merita credito per questo. Il suo lavoro per trovare alternative offensive e migliorare il game-plan, senza alterare la solidità difensiva delle sue rotazioni, è un ottimo risultato per la squadra.

Trovare un equilibrio contro le difese a zona è stato uno dei miglioramenti meno significativi ottenuti dai Celtics di recente, ma comunque è un buon segnale. Aggiungete una fase difensiva granitica ed arcigna, e un rendimento finalmente più continuo, ed ecco i Celtics in zona Playoffs, reduci da 12 vittorie e 3 sconfitte nell’ultimo mese.