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I Dallas Mavericks hanno fatto una grossa scommessa su Kyrie Irving nei giorni precedenti alla trade deadline, acquisendo la point guard in uscita dai Nets (battendo la concorrenza di Suns, Clippers e Lakers) per un pacchetto comprensivo di Dinwiddie, Finney-Smith e tre prime scelte al Draft. L’obiettivo di Mark Cuban e soci era affiancare un’altra stella a Luka Doncic, ed è stato raggiunto, ma è già tempo di guardare avanti.

Il contratto di Irving, infatti, è in scadenza al termine di questa stagione, e dunque la sua permanenza a medio/lungo termine in Texas è vincolata alla volontà e alle scelte di entrambe le parti durante la prossima offseason. Cosa ci possiamo aspettare? Negli ultimi giorni, alcuni insider vicini alla franchigia e alcune fonti interne alla lega hanno fornito degli aggiornamenti sulla situazione, raccolti da Eric Pincus su Bleacher Report.

Innanzitutto, il pacchetto spedito da Dallas a Brooklyn lascia intendere che l’organizzazione sia tendenzialmente intenzionata a ri-firmare il giocatore. Soprattutto considerando l’assenza di altre mosse di mercato per “equilibrare” un roster che, sulla carta, sembra carente di quella solidità difensiva necessaria nei Playoffs per competere con le migliori squadre della Western Conference. Per ora, almeno.


Secondo l’attuale proiezione del salary cap (134 milioni di dollari per il 2023/24), il massimo che i Mavs potrebbero offrire al giocatore sarà un contratto quinquennale da $272M circa: ovvero, secondo un anonimo executive di una squadra rivale, la proposta che si aspetta di ricevere il giocatore il prossimo luglio. Irving è tutt’altro che scontento del suo trasferimento a Dallas, ma “uno dei motivi della sua richiesta di trade ai Nets era trovarsi in una franchigia che fosse disposta a ri-firmarlo al massimo salariale”.

La decisione dei Mavs, naturalmente, andrà presa al termine della stagione, valutando anche i risultati in post-season e la soddisfazione per le prestazioni del nuovo backcourt di coach Jason Kidd. In ogni caso, “a meno che Irving e Doncic non si trovino molto male, non penso che Dallas voglia perdere Kyrie dopo pochi mesi”, sostiene un secondo executive della lega. Il front office dei Mavs proverà senz’altro a negoziare sulla durata del contratto, e soprattutto sulla centralità di bonus e incentivi, ma è ragionevole pensare che il front office farà di tutto per non rendere vano il sacrificio di asset compiuto alla trade deadline.

In caso contrario, se Irving salutasse Dallas l’unica destinazione probabile erano e rimangono i Los Angeles Lakers, che potrebbero avere spazio per offrire a Irving un max contract nel caso in cui non ri-firmassero il nuovo arrivato D’Angelo Russell. Anche in questo caso, però, tanta acqua deve ancora passare sotto i ponti, prima di prendere una decisione in merito.

Le alternative, va detto, non sembrano molte, guardando alle franchigie che dispongono di spazio salariale. Squadre in rebuilding come San Antonio e Houston, infatti, non dovrebbero interessarsi a Irving nel caso diventasse free agent; e lo stesso Kyrie, compiuti 31 anni, potrebbe non essere interessato ad ascoltare proposte di squadre poco competitive nell’immediato.