FOTO: Yardbarker

Questo contenuto è tratto da un articolo di Aikansh Chaudhary per FadeawayWorld, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Ieri notte i Golden State Warriors ha perso una partita punto-a-punto sul campo degli Utah Jazz (124-123), con il canestro decisivo segnato da Simone Fontecchio a meno di 2 secondi dalla fine. A scaldare ulteriormente gli animi alla Vivint Arena, nel corso dei possessi finali della gara, ci hanno pensato Jordan Clarkson e Jonathan Kuminga, che hanno avuto un alterco particolarmente intenso, da cui è scaturita l’espulsione della guardia dei Jazz.


Tutto è iniziato in occasione di una penetrazione di Clarkson, su cui la giovane ala di Golden State stava difendendo; dopo aver stoppato il suo tiro ed essere riuscito a difendere il possesso della palla, Kuminga ha subito un contatto molto duro del numero 00 di Utah; così si è innescato l’alterco tra i due, che sono stati separati dagli altri giocatori in campo per evitare l’escalation.

Guardando il replay dell’accaduto, gli arbitri hanno constatato l’evidenza che a iniziare la rissa sia stato Clarkson, punito con un Flagrant 2 e conseguente espulsione.

Nel post-gara, Kuminga ha parlato dell’episodio, spiegando di non aver avuto nessuna intenzione di far degenerare la situazione:

“Non avevo intenzione di fare nulla. È stato solo divertente vederlo ‘schierarsi’ per combattere… e io, tipo, ‘hey, sei stato tu a farmi fallo, cosa stai facendo?’. È stato divertente vederlo, perché io non ho detto niente e non ho fatto niente, ha fatto davvero tutto lui.”