Foto: USA Today FTW’s

Questo contenuto è tratto da un articolo di Vishwesha Kumar per Fadeaway World, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


In maniera completamente inaspettata, il compianto Kobe Bryant, leggenda dei Lakers, ha giocato un ruolo fondamentale nell’arrivo, in maglia Dodgers, del miglior giocatore del mondo, e forse dalla storia del baseball, Shohei Ohtani. Alcuni report affermano come la franchigia di LA abbia utilizzato un video-messaggio di 6 anni fa per impressionare il giapponese e assicurarsi il suo arrivo in squadra.


Il video, registrato nel 2017, mostra come Kobe credesse che non ci fosse un posto migliore nel mondo per vincere rispetto a Los Angeles, specialmente con i Dodgers. Nonostante sia stato filmato 3 anni prima del tragico incidente in elicottero, l’impatto su Ohtani è stato profondo. Il messaggio, proveniente dal cuore del Mamba, ha lasciato un’impressione non trascurabile, condizionando inevitabilmente la sua scelta.

Shohei ha espresso sorpresa ed ammirazione per il video, enfatizzando la sua forza e naturalezza. Anche se le due icone non si sono mai incontrate, Ohtani riconosce l’immortale impegno messo da Kobe nel suo sport e verso la franchigia. Il video, probabilmente dimenticato o non utilizzato durante la prima FA di Shohei nel 2017, ha trovato finalmente rilevanza nella ricerca della star giapponese.

La comprensibile rincorsa dei Dodgers ha incluso, ovviamente, non solo questo, ma anche una promessa economica senza precedenti: 700 milioni, il contratto professionistico più alto mai firmato nella storia dello sport americano. La decisione di Ohtani è stata inoltre influenzata dalla volontà dei Dodgers, simile a quella dei Lakers, di costruire sempre un contesto vincente, come dimostrato nelle ultime decadi.

Mentre Ohtani inizia la sua avventura ad LA, il suo impatto si estende ben oltre il campo da baseball, avendo lui avuto un ruolo nel reclutamento di altre star.

La convergenza delle legacy di Kobe con l’arrivo di Ohtani aggiunge un ulteriore iconico capitolo al libro della storia sportiva di Los Angeles, con i Dodgers che cercheranno di costruire una dinastia su Shohei esattamente come fatto dai Lakers con Kobe, basandosi sulla loro leadership.

L’aura di Kobe ancora esiste a Los Angeles

Il marchio di Kobe Bryant continua a risuonare fortemente a Los Angeles, trascendendo le generazioni e lasciando un’incredibile lascito nella cultura della città. Come evidenziato anche dall’arrivo LeBron James con il conseguente titolo del 2020, indelebilmente legato alla figura del numero 8, poi 24. Le vittorie di Kobe sul palcoscenico più importante dell’NBA, insieme all’idea di conquistare il mercato più importante (insieme a NY) degli USA, hanno sempre portato, e sempre porteranno, star nella città.

Il trend va ben oltre il campo il basket, come abbiamo visto con l’elettrizzante performance di Matthew Stafford al Super Bowl 2022. L’arrivo del quarterback è stato il perfetto esempio di una star alla ricerca di successo e riconoscimenti nella città.

L’essenza di vincere ad LA trascende i riconoscimenti individuali, i fan di Los Angeles, famosi per la loro passione e per le loro altissime aspettative, danno da sempre priorità ai risultati di squadra, che siano dei Lakers o qualsiasi altra franchigia. Questo tipo di approccio fa eco al celebre detto “cosa hai fatto per me di recente?” che gli abitanti utilizzano per celebrare il successo di atleti che hanno portato vittorie, stendardi od anelli alla loro amata città.

A Los Angeles, il mito di Kobe Bryant persiste, creando una forza magnetica che attrae atleti alla ricerca della grandezza su un palco senza paragoni, dove nascono le dinastie e i campioni sono sono amati da una fan-base che richiede l’eccellenza.