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Questo contenuto è tratto da un articolo di Patrick Diaz per The Knicks Wall, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


I risultati ottenuti dai New York Knicks nella Stagione 2023/24 non dovrebbero essere dati per scontati. Sono diventati ciò che gran parte dei loro tifosi speravano, ovvero una squadra di cui poter andar fieri, e chi scende in campo lo fa per onorare il nome e il logo presenti sul fronte della canotta, ma soprattutto per il resto dei compagni. Si tratta di una squadra ostica, di gente che lavora duro in allenamento e che ha stretto profondi legami all’interno del roster. E, soprattutto, è fatta di newyorkesi in tutto e per tutto. Ma i semi di tutto ciò sono stati piantati parecchio tempo addietro, con alcune pietre miliari a segnare il percorso svolto negli anni. I Knicks sono stati alla perenne ricerca di un giocatore di livello All-Star per aumentare le proprie chance, e nell’estate del 2019 ciò è avvenuto con l’arrivo di Julius Randle – ma solo in pochi se ne resero conto all’epoca. Il suo approdo nella Grande Mela ha dato alla squadra un boost nel suo stile di gioco. Appena 5 anni dopo lo stesso Randle è stato protagonista di una spettacolare corsa al Titolo, fermata lo scorso gennaio da un grave infortunio alla spalla che ne ha terminato anzitempo la stagione, nel corso di una sfida contro i Miami Heat. Oggi il 3 volte All-Star e 2 volte All-NBA – tutti traguardi ottenuti durante la sua permanenza ai Knicks – è pronto per far fare alla squadra il grande salto. Ma quando per la prima volta si è presentato ad una delle sfide di Summer League 2019 dei Knicks – con indosso un t-shirt di Dipset – ha generato pareri contrastanti. Molti tifosi hanno avuto nei suoi confronti il cosiddetto colpo di fulmine, ma altrettanti hanno messo in discussione la sua devozione verso la squadra e la causa dei New York Knicks. Nonostante sia nativo di Dallas, Randle si è fatto tatuare uno dei simboli più noti della città di New York, nonché uno dei rapper più noti ed ascoltati di tutti i tempi: il nativo di Brooklyn Christopher Wallace, meglio noto principalmente come The Notorious B.I.G, o anche Biggie Smalls, Frank White e The King of New York. Questi dettagli potrebbero valere poco per il tifoso medio, in compenso sono stati enormemente apprezzati dalla tifoseria dei Knicks. Ha dimostrato di non aver scelto New York solo per il payroll, ma perché voleva essere quel giocatore che altri non sono stati in passato.


La sua prima stagione con i New York Knicks, tuttavia, non è stata delle migliori. La franchigia ha terminato l’annata con un record di 21-45 e ha licenziato coach David Fitzdale a dicembre 2019 – soltanto l’ultimo di una lunga serie di allenatori sedutisi sulla panchina dei Knicks in 7 anni. Solita vecchia storia. Ma a marzo 2020 James Dolan ha assunto Leon Rose, il principale artefice di ciò che i Knicks sono divenuti oggigiorno. Con un nuovo Front Office e carta bianca sull’operato, i nuovi Knicks hanno iniziato il processo di ristrutturazione e ricostruzione, che ha raggiunto il suo culmine con l’arrivo di coach Tom Thibodeau. La solidità e stabilità raggiunte nel 2021 hanno subito dato i loro effetti: Randle è stato convocato all’All-Star Game, divenendo anche All-NBA; inoltre, anche i giovani talenti a roster avevano dato un grosso contributo, riuscendo a raggiungere per la prima volta i Playoffs dopo 7 anni. Dopo una stagione deludente che ha portato a fallire l’approdo in post-season nel 2022, i Knicks sapevano fosse giunto il momento di un grosso upgrade all’interno del roster. 

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Finalmente, dopo anni e anni di ricerca, i Knickerbockers hanno trovato una guardia dinamica e abile nello scoring, che in squadra mancava da fin troppo tempo. Il tutto è arrivato in città sotto forma di un sottovalutato, superstar-in-the-making e underdog Jalen Brunson. Il suo arrivo ai Knicks è spesso passato in secondo piano nei principali salotti sportivi, e i tifosi lo reputavano una scelta solida ma fin troppo dispendiosa, nonostante l’impatto avuto sui Dallas Mavericks pochi mesi prima, aiutandoli a raggiungere le Western Conference Finals, dove sono stati eliminati dai Golden State Warriors, poi vincitori del Titolo NBA. In molti si sbagliavano. Jalen Brunson ha iniziato a brillare anche più dei riflettori del Madison Square Garden sin dalla sua prima stagione nella Grande Mela. Ha conquistato il cuore dei tifosi immediatamente, grazie al suo scoring e alle prestazioni messe in mostra. Oltre ad aver giocato una prima stagione stellare, JB ha aiutato la sua squadra a portare a termine la prima vittoria in una serie di Playoffs dopo oltre 10 anni, sconfiggendo i Cleveland Cavaliers – prima di essere eliminati dagli Heat, finalisti NBA. La stagione appena conclusa si descrive da sé: Brunson è divenuto All-Star e ha giocato in maniera superba ai Playoffs, prima di doversi arrendere ad un infortunio al piede prima, e a una frattura alla mano poi, che ne hanno compromesso la presenza in campo in Gara 7 della serie contro gli Indiana Pacers

Ma Brunson non è stato l’unico innesto avvenuto nell’estate 2022. Quell’anno i Knicks hanno messo sotto contratto anche Isaiah Hartenstein, che ben presto si è rivelato un elemento essenziale del roster. Insieme a Mitchell Robinson hanno composto un tandem di lunghi solido ed affidabile per i Knicks. Hartenstein non ha deluso le aspettative quando è stato promosso in starting line-up a causa del primo infortunio alla caviglia subìto da Robinson lo scorso dicembre, risultando un elemento essenziale nel corso dei Playoffs. La sua Free Agency sarà uno dei temi principali quest’estate: I-Hart avrà certamente parecchi estimatori, ma il suo rendimento può riassumere fedelmente ciò che i Knicks sono divenuti. A New York, inoltre, molti si aspettano che rimanga. I Knickerbockers hanno sviluppato un particolare sesto senso nel trovare delle gemme nascoste e valorizzarle. Un altro esempio è costituito da Josh Hart. Quando i Knicks lo hanno acquisito a febbraio 2023, il suo ex compagno di college e buon amico Jalen Brunson ha esclamato: “Oh m*rda! SI!” una volta informato. In quel momento sono nati i Nova Knicks. L’impatto di Josh Hart è stato enorme e contagioso. La franchigia della Grande Mela ha messo a referto ben 9 vittorie consecutive dopo il suo innesto. Ha abbracciato la città di New York e la sua cultura sportiva, e i tifosi hanno ricambiato con enorme calore – sin da quando ha mostrato i famosi braids, simbolo sportivo di New York e della squadra che i Knicks sarebbero divenuti. In estate 2023 ha deciso di far valere la sua player option, e con l’inizio della nuova stagione la dirigenza si è affrettata a proporgli il rinnovo. Hart ha evoluto il suo stile di gioco, portandolo a un livello superiore nel 2024 quando Randle è stato messo k.o., aiutando i Knicks a raggiungere i Playoffs e mettendo in mostra prestazioni eroiche nel corso della serie contro i Philadelphia 76ers, a volte senza riposare neppure un minuto. Dopo un’odissea nel corso della prima parte della sua carriera, ha trovato il suo luogo ideale. Dopo l’eliminazione in Gara 7 al Madison Square Garden, ha espresso tutta la sua gratitudine ai tifosi ed alla squadra.

“Tutto questo è grandissimo. Sono arrivato qui lo scorso anno, penso fosse la mia quarta squadra e franchigia, e il mio sesto allenatore. Volevo trovare una casa. Ovviamente, il Front Office ha creduto in me, offrendomi un contratto, coach Thibs mi ha dato fiducia in campo e i tifosi mi hanno accolto abbracciandomi sin da subito. Per me, tutto questo significa davvero molto.”

Josh Hart

Cosa poteva esser meglio dei 2 Nova Knicks, se non aggiungere il terzo? La scorsa estate, infatti, i Knicks hanno messo sotto contratto Donte DiVincenzo. Oggi ribattezzato DiVo, in origine era arrivato per dare supporto in uscita dalla panchina con il suo tiro da oltre l’arco e le abilità difensive – in quella che era già una folta second unit. L’arrivo di DiVincenzo si presto è rivelato in un affare incredibile. Donte è divenuto uno dei migliori tiratori dal perimetro della lega, giocando ad intensità elevatissima. DiVo ha iniziato a mostrare tutto il suo talento quando coach Thibs ha deciso di promuoverlo in quintetto iniziale dopo la blockbuster trade che ha portato RJ Barrett e Immanuel Quickley ai Toronto Raptors in cambio di OG Anunoby – obiettivo dei Knicks da tanto tempo – insieme a Precious Achiuwa e Malachi Flynn. L’arrivo di OG ha sancito a tutti gli effetti il valore dei Knicks: nel primo mese con Anunoby in campo, i Knicks sono arrivati alla ribalta della classifica della Eastern Conference, con un record di 14-2 a gennaio. La squadra aveva tutti i suoi uomini migliori a disposizione, dimostrandosi quasi inarrestabile. Ma le sorprese dal trade market non erano ancora finite. Visto il buco in second unit nell’apporto di scoring lasciato da Quickley, il Front Office dei Knicks ha deciso di colmarlo con un’altra mossa da scacchi, aggiungendo Bojan Bogdanovic e riportando a casa Alec Burks – rinunciando, però, a Quentin Grimes. I Knicks sembravano talmente in trance da riuscire a portare avanti la loro Playoffs-run nonostante tutti gli infortuni. Ma non è umanamente possibile sopportare tante fatiche con così pochi uomini a disposizione di coach Thibodeau. 

I New York Knicks possono esser fieri dalla stagione disputata: hanno vinto 50 partite di Regular Season e raggiunto il 2° seed, che ha permesso loro di arrivare per la seconda volta alle Conference Semi-Finals nonostante abbiano perso per infortunio gran parte dei giocatori a roster. Anche un uomo d’acciaio come Josh Hart ha subìto un infortunio agli addominali che lo ha limitato in campo, e Jalen Brunson si è fratturato la mano in Gara 7 contro Indiana. Senza dimenticare l’infortunio muscolare che ha tenuto fuori OG Anunoby in Gara 2, e il riaggravarsi delle condizioni della caviglia di Mitchell Robinson, il problema alla caviglia di Bojan Bogdanovic e ovviamente quello alla spalla che ha terminato anzitempo la stagione di Julius Randle. Ciò che sono riusciti a ottenere dovrebbe essere celebrato e onorato, poiché hanno davvero dato tutto. Per ogni infortunio subito, un altro giocatore ha dimostrato il suo valore: Deuce McBride e Precious Achiuwa dovrebbero essere celebrati e ringraziati al pari dei migliori del roster. Burks, che ha giocato un ruolo importante nel corso della sua prima esperienza a New York, si è dimostrato un esempio di professionalità nonostante il poco impiego rispetto ai compagni: è sempre stato pronto a dare il massimo ogni volta che coach Thibodeau ha deciso di mandarlo sul parquet. Questi sono stati i New York Knicks della Stagione 2023/24. Una squadra che ha dato tutto ciò che aveva, fino a quando il fisico lo ha permesso. Nessuno può confermare quest’ultima affermazione meglio di coach Tom Thibodeau, 

“Penso che questi ragazzi abbiano davvero dato tutto ciò che avevano. Tutto ciò che si poteva chieder loro. Hanno combattuto una guerra per tutto l’anno e non avevano più energie da spendere.”

Coach Tom Thibodeau