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I New York Knicks sono, come al solito,una di quelle squadre, indipendentemente dal periodo dell’anno e dalla situazione, saranno sempre in mezzo ai trade rumors. Vuoi per la popolarità della piazza, vuoi per routine, nella Grande Mela il mercato NBA non si ferma mai.

E, così, come giustamente fatto notare da Shams Charania, si tende a infilare i Knicks in discorsi riguardanti anche qualche potenziale colpo grosso. Asserzione che, dal punto di vista logico, non pare in realtà nemmeno del tutto fuori luogo. New York, infatti, ha un ingente Draft capital da poter mettere sul tavolo (fino a 8 prime scelte), essendo in possesso di tutte le proprie first-round pick dei prossimi anni, più quelle di Dallas (2023, protetta 1-10), Detroit (2023, protetta 1-18), Washington (2023, protetta 1-14) e Milwaukee (2025, protetta 1-14).

Con tutti questi asset, e una batteria di contratti spendibili come cap filler (Evan Fournier, Derrick Rose) in unione a qualche giovane promettente (Quentin Grimes, un rivitalizzato Cam Reddish, Obi Toppin e Immanuel Quickley), l’arrembaggio a qualche big scontento o, guardando al futuro, in scadenza, sembrerebbe tutto fuorché inverosimile.


E, per l’appunto, sembrerebbe già esserci una discreta pressione esterna. I Knicks, stando a Ian Begley, insider di SportsNet New York, starebbero ascoltando delle offerte per Immanuel Quickley, giocatore semi-blindato al momento ma che, secondo le squadre interessante, potrebbe muoversi a causa di un esubero in termini di personale nel roster allenato da coach Tom Thibodeau.

Ad esempio, Obi Toppin, proprio come Quickley, sarà eleggibile per un’estensione, mentre Cam Reddish, come detto una delle note liete di questa versione dei Knicks (in relazione alle aspettative), sarà restricted free agent. Con tutte queste urgenze in termini contrattuali, New York potrebbe trovarsi di fronte a delle scelte, e non è del tutto inverosimile che si stia sondando il terreno per un role player giovane e utile come Quickley.

Ad ogni modo, l’idea che i Knicks possano farsi attrarre per uno scambio, a meno che non si tratti di qualcosa di davvero interessante, è cestisticamente malsana: ad avere la precedenza per uno scambio dovranno essere Evan Fournier – per quanto difficile, visto il contratto – e, qualora ce ne fosse bisogno, Derrick Rose, il quale, però, è uno dei fedeli alfieri di Thibs.ù

In ogni caso, è ancora presto per parlarne, ma quel che conta è che i New York Knicks sembrano avere (davvero, stavolta) le carte in regola per muoversi in maniera interessante sul mercato, che sia entro la trade deadline, o in futuro.