Kemba Walker, nato nel Bronx, cresciuto ad Harlem, autore al Garden di un tiro da antologia con UConn, sarà il nuovo playmaker dei New York Knicks. 

FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Derek Reifer per Corner Three e tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game, è stato pubblicato in data 10 ottobre 2021.


Nonostante venga da due stagioni non particolarmente positive con i Boston Celtics, Kemba Walker sarà probabilmente la miglior point guard ad indossare la maglia dei Knicks dai tempi di Raymond Felton versione 2012/13. Kemba è un quattro volte All-Star che può facilmente chiudere la stagione a 20 punti e 5 assist di media – e non è poi così vecchio come lo dipingono, visti i suoi 31 anni, gli stessi, per dire, di Damian Lillard. 

Ovviamente, essere un giocatore talentuoso non ti rende autonomamente un buon fit per la tua nuova squadra. Kemba ha lasciato, per tornare a casa, un contratto da due anni ad una media di 37 milioni di dollari all’anno. Il 17esimo contratto più remunerativo della NBA. Se i Knicks se lo fossero assicurati con un accordo intorno alle medesime cifre, le critiche si sarebbero sprecate. 

Il contratto, invece, prevede un ingaggio di “soli” 8 milioni a stagione per due anni. Cifre decisamente contenute per un  giocatore che, nonostante sia ormai mezzo passo più lento e martoriato dai problemi fisici, è ancora in grado di dare un importante contributo in campo.

Al di là dell’aspetto economico, Kemba sembra nato per giocare in questi New York Knicks. La sua shot chart e quella di RJ Barrett, d’altronde, sembrano due immagini speculari:

Walker risolve poi una delle grandi carenze avute da New York nella serie di Playoffs contro Atlanta: l’assenza di guardie in grado di creare dal palleggio e togliere pressione dalle spalle di Julius Randle.

Le firme di Derrick Rose ed Evan Fournier a cifre importanti – oltre all’interesse verso Sexton – mostrano come quella della dirigenza guidata da Leon Rose sia una tendenza ben definita e che va al di là della firma del prodotto di UConn. D’altronde, sono ormai anni che si può notare una tendenza dei Knicks a ricercare giocatori in grado di creare vantaggio dal palleggio e segnare con continuità. Anche diverse scelte recenti al Draft (Quickley, Grimes e McBride) vanno in questo senso. 

Walker, settimo in NBA lo scorso anno per triple tentate dal palleggio, sembra quindi una scelta coerente per l’impronta che si vuole dare alla squadra. Kemba, tuttavia, non è solamente un tiratore. Si colloca al 91esimo percentile nella Lega per penetrazioni al ferro e al 99esimo per creazione di tiri da dietro l’arco. La sua firma, poi, è un toccasana per la profondità della panchina dei Knicks, vista l’aggiunta di creatività e 1c1 con la palla. Per comprendere cosa porti il newyorchese, basta analizzare le tendenze del quintetto titolare dello scorso anno (sinistra) e compararle a quelle con il nuovo arrivato (destra):

Oltre allo spacing, i Knicks hanno portato a termine un enorme miglioramento in termini di playmaking e rim pressure. La sfida più grande sarà mantenere gli ottimi risultati della scorsa stagione difensiva nonostante l’aggiunta di giocatori estrosi e prevalentemente offensivi. E qui entra in gioco coach Tom Thibodeau, come ha dimostrato il lavoro dello scorso anno su Rose e Burks. 

Tornando a Kemba: quel ginocchio sinistro rimane una preoccupazione, ma è l’unico vero problema di un giocatore maltrattato dalla stampa bostoniana a causa delle grandi aspettative e della pesante eredità di Kyrie Irving. In realtà, la produzione offensiva del nuovo playmaker dei Knicks non era ridimensionata, come dimostra la gara dello scorso maggio contro gli Heat.

Kemba, qui, attacca il cambio difensivo arrivando con facilità nel pitturato e chiudendo dopo una finta:

Il secondo video invece è un preludio della prossima stagione. Tatum (Randle) cerca il raddoppio e scarica per Fournier, che trova l’extra pass per un Kemba libero in angolo:

La clip successiva mostra poi tutto i bagaglio di qualità del prodotto di UConn:

Kemba unisce al tiro anche un repertorio di ball-handling e passaggio non indifferenti, come mostra il video seguente. 

Gran tiratore, tanto da attirare difensori con i closeout, ottimo passatore e playmaker: insomma, un vero e proprio modello per un giocatore in rampa di lancio come Immanuel Quickley

Dando un’occhiata alle statistiche avanzate, Walker sembra essere la miglior aggiunta possibile a questi Knicks. La metrica DARKO, che tenta di prevedere i boxscores dei giocatori, mostra come il nativo del Bronx sia decisamente migliore dello starter dello scorso anno (Payton) e di quello che è stato il suo più grande competitor per un posto alla corte di Thibs (Schroder):

In conclusione, sebbene i Knicks non siano diventati, con questo colpo, una contender, è chiaro come la scelta di puntare su Walker sia una delle migliori possibili per esaltare un gruppo già competitivo e preparare un eventuale all-in futuro. 

Welcome home, Kemba.