O sul perché David Stern non l’abbia mai ammesso.

Questo contenuto è tratto da un articolo di Steve Henson per Los Angeles Times, tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game.


David Stern ci ha lasciati senza mai ammettere che Jerry West sia stato l’ispirazione del logo NBA. La guardia, venuta a mancare nella giornata di ieri a 86 anni, lo sapeva con certezza… e ciò non l’ha mai fatto sentire felice. Stern ha trascorso 30 anni come commissioner NBA (nessun altro in questo ruolo è rimasto in carica per così tanto tempo, finora), prima di farsi succedere da Adam Silver nel 2014. A lui vanno i meriti di aver guidato la lega verso il successo globale, dopo aver attraversato periodi piuttosto turbolenti. Ciononostante, non ha mai ammesso il fatto che la sagoma del logo NBA, sviluppata – guarda caso – nel 1969 quando West era al picco dei suoi 14 anni di carriera da Hall of Fame con i Los Angeles Lakers, sia effettivamente ispirata a lui.


Perché Stern non ha mai aperto bocca sulla questione? La ragione non è chiara, e sarebbe difficile offrire spiegazioni su fatti che lui ha sempre negato all’inizio. Il commissioner non ha mosso un dito nemmeno nel 2010, quando, di fronte alla più assoluta evidenza, Alan Siegel – il designer del logo – disse a Jerry Crowe: “È Jerry West”. Siegel era un consulente di brand identity e fu assunto dall’allora commissioner J. Walter Kennedy per creare un logo che rispecchiasse quello della Major League Baseball, supervisionato dallo stesso Siegel un anno prima. L’autore e commentatore Dick Schaap era amico di Siegel, e gli diede accesso agli archivi fotografici della rivista Sport.

“Trovai questa foto di Jerry West mentre palleggiava e, ovviamente, essendo cresciuto a New York ed essendo andato spesso al Madison Square Garden per vedere partite professionistiche e di college, avevo visto molte volte West dal vivo”.

(Alan Siegel)

Siegel abbozzò circa 50 design diversi, quasi tutti ispirati da quella foto di West scattata da Ben Roberts. Kennedy ne scelse una, volendovi poi applicare i colori americano bianco, rosso e blu.

“In quei giorni Kennedy prese la decisione; non fece ricerche, non ci furono discussioni: la foto doveva essere quella.”

(Alan Siegel)

Kennedy fu succeduto da Larry O’Brien, a cui ancora oggi è nominato il trofeo riservato ai campioni NBA, e poi da Stern, che lasciò agli altri il compito di teorizzare sul perché non avrebbe mai ammesso l’ovvio. Era perché West era bianco un una lega dominata da neri? Perché avrebbe potuto richiedere le royalties (quando il suo maggiore stipendio da giocatore era stato di 90 mila dollari)? Siegel, dal canto suo, aveva una teoria…

“Vogliono istituzionalizzarlo anziché individualizzarlo” disse. “È diventato un simbolo così onnipresente, classico e focale della loro identità che non vogliono necessariamente identificare quella sagoma con un solo giocatore.”.

“Vorrei che non fosse mai uscita la verità sul fatto che sia proprio io il logo”, confessò poi West 8 anni fa. “Davvero, l’ho detto più volte, questa cosa mi lusinga. Ho giocato in un’epoca in cui volevano iniziare a rendere la Lega un vero mercato. C’erano 5 persone che avrebbero considerato, e io non sapevo nulla prima che Kennedy venisse a parlarmi. Mi lusinga, ripeto, ma se fossi nell’NBA, sarei davvero imbarazzato per la questione.”.

Nel 2021 Silver, alla sua undicesima stagione da commissioner, è stato quello ad andare più vicino all’ovvia verità: ‘Anche se non è mai stato dichiarato ufficialmente che Jerry West sia “The Logo”…beh, di certo ci assomiglia molto’.”

(Adam Silver)