Questo contenuto è tratto da un articolo di Mike Sielski per Philadelphia Inquirer, tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game.


James Harden ha dato l’impressione che Philadelphia sia il posto a cui appartiene, e le sue dichiarazioni lasciano intendere che voglia restarci almeno per tutto il resto del “prime” della sua carriera e di quella di Joel Embiid.

“Sono in un posto in cui potrò essere la miglior versione di James Harden possibile”, ha detto durante la conferenza stampa di presentazione con i 76ers.

Tuttavia, i Sixers sono la terza squadra di Harden negli ultimi 14 mesi. Ha dichiarato che non si aspettava che sarebbe andata così a Houston e Brooklyn, “ma quello è il passato; ora sono entusiasta e in salute. E questa è l’opportunità di una vita.”

Lo è talmente tanto che ha detto che eserciterà la player option da 47.3 milioni di dollari prevista dal suo contratto. Nell’estate 2023 potrebbe firmare un contratto di 4 anni per 223 milioni.

C’è stato entusiasmo negli uffici dei Sixers dopo l’acquisizione dai Nets di Harden (e Paul Millsap) in cambio di Ben Simmons, Seth Curry, Andre Drummond e due scelte al primo giro.

I Sixers sono 35-23 dopo aver vinto tre delle ultime quattro partite prima dell’All-Star break, battendo Bucks, Cavs e Thunder. Sono terzi a Est, due partite e mezza dietro a Miami e Chicago, appaiate al primo posto.

A questo record ha contribuito enormemente Joel Embiid, fra i principali candidati all’MVP e secondo miglior scorer della Lega con 29.6 punti a partita. Nonostante le sue prestazioni impressionanti, però, i Sixers non avrebbero avuto molte chances nei Playoffs, considerata la mancanza di una seconda opzione davvero affidabile. Tobias Harris, Seth Curry e Tyrese Maxey erano i principali candidati all’interno della squadra per occupare questo ruolo, ma nessuno di loro è al livello di secondo violino di una contender.

Tutto, però, è cambiato con l’acquisizione di Harden, tre volte miglior scorer NBA e tra i migliori attaccanti in isolamento della Lega.

“Doc Rivers, lo staff e i giocatori ci hanno messo nella posizione, facendo questa trade, di poter fare una corsa ai Playoff che potrebbe entusiasmare la città”.

– Daryl Morey

Pur essendo sotto-dimensionato per il ruolo, Millsap giocherà come centro di riserva. Il veterano, 16 stagioni NBA, era già stato cercato da Philadelphia in free agency la scorsa estate, prima di firmare con i Nets. Le cose non sono andate bene a Brooklyn, e così, mentre i Nets cercavano di scambiarlo, lui era fuori squadra (a casa sua ad Atlanta) da metà gennaio.

Millsap, ex compagno di squadra agli Hawks di Elton Brand, general manager dei Sixers, stava giocando una partitella cinque contro cinque nella palestra di sua proprietà ad Atlanta, quando è stato informato della trade. Oltre alla sua leadership, in uscita dalla panchina potrebbe essere utile per Philadelphia. Millsap ha recentemente lavorato per perdere peso e rafforzare le gambe, e ha dichiarato di non essere mai stato così in forma in vita sua, grazie all’opportunità di allenarsi ad Atlanta nell’ultimo mese:

“Ho cercato di reinventarmi e tornare al me stesso di qualche stagione fa. È un lavoro che inizia dal corpo e dalla mente, e ho avuto il tempo necessario per dedicarmici”.

Durante la conferenza stampa di presentazione, comunque, è stato ovviamente Harden a ricevere la stragrande maggioranza della attenzioni, al punto che Millsap ha addirittura ringraziato un giornalista che aveva finalmente rivolto a una domanda a lui, invece che all’ex stella dei Rockets. “Prima di tutto, grazie. Stavo quasi iniziando a preoccuparmi”.

A Phila c’è stata una forte spinta interna per questa trade. Michael Rubin, co-proprietario dei 76ers, voleva fortemente lo scambio per portare Harden a Philadelphia e fomare la coppia con Embiid. E Daryl Morey, come noto, ha un ottimo rapporto con The Beard dai tempi dei Rockets. Aveva già provato a riunirsi con Harden nella scorsa stagione, e Harden ha dichiarato che i Sixers erano la sua destinazione preferita già una stagione fa:

“Ai tempi in cui stavo per lasciare Houston, Philly era la mia prima scelta. Lo scambio però non è avvenuto”.

Dai Rockets è quindi passato ai Nets, in uno scambio a quattro squadre, il 13 gennaio 2021, andando a formare il trio più talentuoso della lega con Kevin Durant e Kyrie Irving. Tuttavia, il suo periodo di permanenza a Brooklyn non è durato a lungo.

Sapete già i dettagli, e non ho voglia di approfondire com’è andata a Brooklyn.
Sapevo da un bel po’ che questa sarebbe stata una situazione perfetta. C’è Embiid, il miglior lungo della lega, e uno staff di ottimo livello. Sono felice e onorato di essere qui. (…) Come sanno tutti, l’obiettivo è vincere e arrivare fino in fondo, e sono entusiasta delle nostre possibilità”.

Ad Harden poi è stato chiesto perchè non fosse finito ai Sixers l’anno scorso. Dopo che Harden aveva risposto “non lo so”, Morey è intervenuto e ha aggiunto sorridendo: “Diciamo che è colpa di Daryl Morey”.

Ma la domanda era legittima: per come ci era stata presentata la situazione un anno fa, si pensava che Harden avesse la possibilità di incidere sulla destinazione.

“Vorrei che fosse andata così. Ma sai, il front office deve fare ciò che è meglio per il presente e il futuro della squadra. E secondo loro l’offerta migliore era quella di Brooklyn. E così sono dovuto andare a Brooklyn, in una situazione che, come tutti sappiamo, sarebbe potuta essere qualcosa di davvero speciale. Ma per varie ragioni, non è andata così.
E ora, eccomi qui”.

Harden ha dichiarato che l’incertezza legata allo status vaccinale di Irving ha giocato un ruolo minimo nella sua insoddisfazione, ma che comunque ha creato le circostanze che hanno portato alla sua decisione di lasciare Brooklyn. Irving, non vaccinato, poteva giocare solo nella partite fuori da New York, e aveva già saltato le prime 35 partite stagionali perché fuori squadra. E i Nets erano (e sono) anche senza Durant, a seguito di un infortunio al ginocchio contro i Pelicans il 15 febbraio.

Con Durant fuori e Irving a mezzo servizio, la stagione dei Nets è stata piena di difficoltà. Considerati fra i favoriti per il titolo, i Nets sono attualmente ottavi a Est con un record di 31-28, e hanno appena chiuso una terribile striscia di 11 sconfitte consecutive.

“Sinceramente io e Kyrie siamo davvero buoni amici”, ha detto James Harden. “Lui è rimasto sulle sue decisioni, e si tratta di una scelta personale. Ovviamente però ha avuto un impatto sulla squadra, visto che con me, KD e Kyrie in campo, Brooklyn avrebbe potuto vincere più partite, e vincere risolve molti problemi. Purtroppo, abbiamo giocato assieme solo 16 partite. Ma qui a Philly ho un’ottima opportunità e non vedo l’ora di coglierla”.

Il Barba è voglioso di formare una coppia dominante con Embiid, e ansioso di debuttare in maglia 76ers. Sta recuperando da uno stiramento al bicipite femorale sinistro. Dovrebbe tornare per la gara di domani contro i Minnesota Timberwolves.

A chi gli ha chiesto se pensa che sia possibile vincere il titolo in questa stagione, ha risposto “assolutamente sì”.

“Più velocemente riuscirò a capire e incorporare il gioco della squadra, meglio andranno le cose. Ma non dovrebbe volerci molto, posso adattarmi facilmente”.