Il playmaker dei Dallas Mavericks è uno dei pezzi pregiati della prossima Free Agency: su di lui diverse franchigie.

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La presenza della dirigenza newyorchese alla prima gara di Playoffs dei Dallas Mavericks, i legami tra papà Rick e Leon Rose, suo ex-agente ed oggi plenipotenziario della franchigia della Grande Mela, il desiderio di tornare nel New England che lo ha coccolato e cresciuto ai tempi di Villanova: quello tra Jalen Brunson e i New York Knicks sembra ormai da tempo un matrimonio annunciato.

Nonostante il forte vantaggio accumulato da New York – che secondo Hoopshype ha iniziato a muoversi dopo la deadline del 10 febbraio – diverse sono le squadre interessate alla point guard dei Mavs, anche grazie alle grandi prestazioni fornite in questa post-season.

Ecco una lista delle possibili pretendenti, con le relative possibilità economiche e contrattuali.

Detroit Pistons

Da tempo la franchigia del Michigan si è prodigata per ritagliarsi il ruolo di prima inseguitrice nella corsa a Jalen. Il front office dei Pistons, infatti, come riportato su Bleacher Report da Jake L. Fischer, non nasconde la propria volontà di affiancare a Cade Cunningham un giocatore esperto in grado di fornire alla causa creation secondaria e punti, alleggerendo il carico offensivo della stella annunciata.

I termini dell’offerta dovrebbero distanziarsi dal max contract di 130 milioni in quattro anni raggiungibile da Brunson, assestandosi intorno ad una sana via di mezzo. Detroit, secondo i calcoli di Spotrac, ondeggerà infatti tra i 25 ed i 49 milioni di spazio salariale – con cifre che dovrebbero essere più vicine al termine basso che all’alto – e non può permettersi di spendere tutto questo tesoretto su un giocatore come Brunson, per quanto valido.

L’offerta, quindi, potrebbe ricalcare quanto preventivato da Keith Smith a febbraio: 90.3 milioni su quattro anni, con un salario che negli anni salirebbe da 21 a 24 milioni.

Numeri che potrebbero sembrare elevati, ma che mostrano chiaramente l’enorme salto compiuto dal #13 dei Mavs in questa stagione.

Indiana Pacers

Rick Carlisle è da sempre un estimatore della sua ex-guardia, e vorrebbe affiancarla a Tyrese Haliburton nel processo di ricostruzione della franchigia dell’Hoosier State. I numeri potrebbero essere leggermente inferiori a quelli di Detroit, vista la necessità di rinnovare anche il comparto lunghi dopo la partenza di Sabonis e quella, possibile, di Myles Turner.

Un quadriennale sugli ottanta milioni dovrebbe essere un’offerta plausibile, con Brunson che sarebbe quindi chiamato a scegliere l’Indiana per questioni tecniche più che meramente economiche.

Dallas Mavericks

Il salery cap è intasato e la luxury tax in arrivo, con uno spazio salariale che Spotrac stima superato di un range fra i 48 ed i 18 milioni, ma le fortune di questa post-season potrebbero convincere gli executives texani a puntare ancora forte sul gruppo attuale, cercando tra i giocatori già a roster le chiavi per arrivare alla vittoria finale.

Dalla loro, i Mavs hanno la possibilità, visti i Bird Rights, di presentare offerte sensibilmente superiori ai concorrenti, con Keith Smith che già in febbraio paventava una possibile proposta da 80.6 milioni in quattro anni, con un ultimo anno a $22.3 milioni.

Meno di quanto potrebbe arrivare dal Michigan, ma le possibilità di competere da subito potrebbero addolcire la perdita economica.

Il futuro di Brunson rimane quindi al momento sospeso, con New York (e la sua possibile offerta di un quadriennale intorno agli 80-85 milioni) sempre in prima fila, ma con contendenti sempre più agguerrite. A Jalen – e forse papà Rick – la decisione finale.