Questo contenuto è tratto da un articolo di Orlando Silva per FadeawayWorld, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Continua a tenere banco il caso Ja Morant. La stella dei Memphis Grizzlies, come recentemente rivelato dal Washington Post, è accusata di aver aggredito fisicamente (si parla di diversi pugni al volto) un 17enne in occasione di una partita di basket che risale alla scorsa estate; in seguito all’aggressione, secondo tale accusa, Morant si sarebbe presentato a casa del ragazzo e avrebbe estratto una pistola a scopo intimidatorio.


Interrogato dalla polizia, il numero 12 dei Grizzlies ha risposto che si è trattato di legittima difesa. Secondo la deposizione riportata dal Washington Post, Morant avrebbe ammesso di “aver colpito per primo, ma perché precedentemente minacciato e colpito con un pallone in testa”.

Nelle ultime ore il suo agente Jim Tanner (Tandem Sports and Entertainment, società che rappresenta tra gli altri anche Jarrett Allen), e il suo rappresentate legale Keenan Carter hanno risposto con un statement pubblicato su Twitter e definito le accuse nei confronti di Ja “totalmente infondate”. Si legge nel comunicato:

“Qualsiasi accusa riguardante l’utilizzo di un’arma da fuoco è stata investigata e non può essere confermata. Ciò include l’indagine condotta da NBA il mese scorso, in cui non sono emerse prove. I fatti del 26 luglio scorso sono puramente legittima difesa. Ancora una volta, dopo approfondite indagini da parte dalle forze dell’ordine, si è giunti alla decisione di non incriminare Ja in alcun modo. Chiunque tra i testimoni dell’accaduto confermerà che ha agito per legittima difesa e che non ha fatto uso di alcuna arma da fuoco. Ja è un family-first guy, che ama restituire alla sua comunità quello che ottiene, ed è un atleta di grande talento. È inquietante che voci e gossip privi di fondamento vengano diffusi da persone determinate a demolirlo e rovinare la sua reputazione per proprio tornaconto.”