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I Playoffs dei Memphis Grizzlies non potevano iniziare peggio di così. Oltre alla sconfitta casalinga in Gara 1 contro i Lakers, coach Jenkins nel quarto periodo di ieri ha perso Ja Morant per un infortunio alla mano destra, e la sua presenza nelle prossime partite è ora in dubbio.

Morant ha iniziato Gara 1 con una protezione intorno al polso e alla mano destra, per un problema precedente di cui ha parlato Taylor Jenkins nel post-partita: “stava già gestendo un lieve infortunio a quella mano, e mi ha detto di sentire molto dolore.”

Nel corso del finale tra Grizzlies e Lakers, infatti, la point guard di Memphis è caduta rovinosamente a terra in seguito a un contatto (sfondamento) con Anthony Davis. Nell’atterraggio, come si può vedere dai replay, la mano destra di Morant ha una torsione innaturale:


Ja ha immediatamente lasciato il campo e valutato l’entità dell’infortunio con lo staff medico negli spogliatoi. Dopo qualche minuto, poi, è tornato in panchina per assistere al (disastroso) finale di partita dei compagni, con la mano nel ghiaccio, avvolta in un asciugamano; e dopo la sirena ha raccontato di sentire un dolore molto forte – “da uno a dieci, dieci” – e di non essere in grado di muovere la mano destra, “neanche per srotolare un paio di calze appallottolate”.

Lo stesso Morant, come riportato da Tim MacMahon (ESPN), ha detto di considerare “a rischio” la sua presenza in Gara 2, mercoledì sera. “Ne succede una dopo l’altra”, ha commentato mostrando tutta la frustrazione per il suo momento e per i problemi di infortuni di Memphis (già priva di Adams e Clarke).

L’esito della radiografia cui si è subito sottoposto Morant ha dato esito negativo, scongiurando eventuali fratture ossee o lussazioni. L’esame ai raggi-x, però, non esclude comunque un infortunio di entità non lieve, soprattutto considerando l’area coinvolta e la dinamica della caduta. Come spiegato da Nirav Pandya (injury analyst 95.7 The Game), “i tessuti molli presenti intorno alla mano e nel polso possono causare dolore e rimanere gonfi, rendendo difficili i movimenti necessari in campo per palleggiare e tirare. Una risonanza magnetica (MRI), se è la strada che seguirà lo staff medico, potrà fare luce su questa possibilità e indagare eventuali microfratture non visibili ai raggi-x.”

Naturalmente il momento della stagione, nonché il risultato della partita di ieri, impone massima urgenza nella gestione dell’infortunio. Le prossime tre partite – un’altra a Memphis, prima di volare a Los Angeles – sono in programma nei prossimi otto giorni, ed è chiaro che si tratti in ogni caso di tempistiche molto ristrette per un infortunio alla mano “forte”.

“Faremo le dovute valutazioni nei prossimi due giorni, prima di Gara 2”, ha spiegato coach Jenkins. Nelle prossime ore ne sapremo di più.