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Questo contenuto è tratto da un articolo di Dr Rajpal Brar per 3CB Performance, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Nel corso dell’ultima sfida tra Suns e Rockets, Chris Paul ha riportato un serio infortunio al pollice destro, che dopo analisi strumentali è stato classificato come un’avulsione muscolare o legamentosa. Si parla di “avulsione” quando una parte del muscolo o del tendine si stacca dall’attaccatura alla base dell’osso.

Sin dai primissimi momenti successivi all’infortunio, CP3 ha visibilmente provato fastidio e dolore, tenendosi stretta la base del pollice (ed indicandoci inconsciamente, ma anche in modo abbastanza preciso, dove sia avvenuto il suo infortunio).

Lo staff medico dei Phoenix Suns ha già dichiarato che, nonostante la “presenza” (2 minuti, giocando con una sola mano) in campo ieri sera per l’All-Star Game, Paul rimarrà fuori per un tempo che va dalle 6 alle 8 settimane.

Gli aspetti principali da tenere sotto controllo, in questo periodo che vedrà Paul cimentarsi in fisioterapia e riabilitazione, saranno innanzitutto la manutenzione di una certa mobilità e stabilità del pollice, affinché non perda forza; inoltre, si lavorerà per ridurre al minimo sia il dolore che il fastidio percepito, cosa da non sottovalutare trattandosi della mano che CP3 predilige per trattare la palla e tirare.

Molto probabilmente, comunque, Paul non verrà sottoposto ad intervento chirurgico (che spesso è superfluo per recuperare da lesioni simili), soprattutto dopo che la sua breve apparizione in campo per l’All-Star Game, in cui ha dimostrato che il pollice è quantomeno stabile e il dolore sopportabile.

Il vantaggio accumulato finora in Regular Season dai Suns permette loro di poter amministrare il recupero di Point God con calma e senza forzare minimamente i tempi, per poterlo avere a disposizione al meglio della forma nei Playoffs. Tutto sommato, un periodo di stop in questo momento della Regular Season potrebbe non essere una cattiva notizia.