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Questo contenuto è tratto da un articolo di Dr Rajpal Brar per 3CB Performance, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


La guardia dei Cavaliers, Ricky Rubio, ha subito un infortunio al ginocchio sinistro durante la partita contro i Pelicans. È uscito dal campo con l’aiuto dello staff medico e con un’espressione molto dolorante in viso. Il ginocchio verrà sottoposto a una risonanza magnetica per maggiori accertamenti.

Rubio stava penetrando nel pitturato e cercando di creare spazio tra sé e il difensore. Nel momento in cui ha piantato il piede destro, sono accadute due cose: lo stesso piede sembra scivolare lievemente, e Rubio cerca di bilanciare il peso sull’altra gamba e sul difensore alle sue spalle, che però non c’era; Ricky si è perciò sbilanciato, e ha cercato di mantenere l’equilibrio sovraccaricando la gamba sinistra (e soprattutto il ginocchio).

Questo tipo di spontanea perdita di equilibrio sottopone il sistema neuromuscolare (ciò che connette il cervello ai muscoli) ad un enorme stress per stabilizzare le articolazioni; se qualcosa, però, non va come previsto, come nel caso del veterano dei Cavs, il rischio è che ginocchia e caviglie superino la soglia di sopportazione, incappando in infortuni.

Questo genere di movimento di solto implica infortuni al legamento crociato anteriore (ACL). I tempi di recupero sono strettamente legati alla gravità dell’infortunio: in caso di lieve stiramento (grado 1) si aggirano attorno ad 1-2 mesi; il grado 2 prevede invece quasi il doppio del tempo, con 3-4 mesi di stop; e infine il grado 3 (ovvero la rottura totale dei tessuti) comporta almeno 8-9 mesi lontano dal parquet.

Ci sono minori possibilità che si tratti invece di un infortunio al legamento collaterale mediale (MCL). In questo caso i tempi di recupero sarebbero ridotti (uno stiramento di grado 1 prevede 1-2 settimane per recuperare; grado 2, invece, dalle 3 alle 4 settimane; grado 3 circa 3 mesi di stop).

Inoltre, ci sono alcune possibilità che l’infortunio coinvolga entrambi i legamenti in aggiunta ad uno o entrambi i menischi (per un terno di infortuni davvero poco invidiabile). In questo particolare caso, i tempi di recupero sarebbero dettati dalla gravità del danno subito dal legamento crociato anteriore.

Infine, è probabile che a causa di un infortunio che coinvolge uno o più legamenti del ginocchio (e/o i menischi), si sia danneggiata la testa del femore o della tibia, riportando una lesione all’osso, o che si manifesti qualche ematoma o escoriazione ossea (come accaduto a Kendrick Nunn).