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Questo contenuto è tratto da un articolo di Mat Issa per SB Nation, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Pochi giocatori nella storia dell’NBA hanno generato ilarità e risate quanto Antoine Walker. Ciò è dovuto al suo fisico e alle movenze un po’ goffe e funky, oltre che per via della sua stravagante shot-selection. Molti dei suoi tiri erano spesso ingiustificati e senza senso, ma nonostante ciò Walker ha mantenuto la sua efficienza al tiro – valutata tramite True Shooting – al livello della lega NBA, se non al di sopra, per tutti i suoi 12 anni di carriera.


Ma se ci fosse molto più dietro Antoine Walker, oltre che tiri impossibili ed ilarità? E se avesse costituito un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni? E infine, se Walker avesse rappresentato uno dei prototipi di giocatore più unici che si siano mai visti su un parquet NBA? Quest’analisi è volta a risolvere questi dilemmi.

In molti nel tempo hanno considerato Rashard Lewis il primo stretch-four a tutti gli effetti nella storia dell’NBA. Ma almeno una decade prima che Lewis contribuisse a portare gli Orlando Magic alle NBA Finals, è stato Toine Walker che per primo ha iniziato ad allargare il gioco dell’Ala grande, inserendo una miriade di triple nel suo repertorio.

Nel 2001-02 le sue 9.8 triple su 100 possessi lo hanno qualificato al 98° percentile per tentativi da oltre l’arco nell’intera NBA – preceduto da Ray Allen e Jason Williams. La sua predilezione per il tiro da 3 punti lo ha reso perfetto per il gioco dei Boston Celtics di coach Jim O’Brien, discepolo di lunga data di Rick Pitino – un allenatore rinomato per prediligere il tiro dal perimetro.

Molti criticano la sua percentuale da oltre l’arco (34.4% nel 2001-02), ma spesso ciò viene decontestualizzato. Infatti, quell’ammontare di triple, così anomalo per l’epoca, andrebbe analizzato in base al contesto in cui è avvenuto.

I Boston Celtics dei primi 2000 sono stati una squadra dalla mentalità difensiva, guidata in fase offensiva da un giovanissimo Paul Pierce e dallo stesso Walker. Il 34.4% di Toine è valso 1.03 punti per possesso: ciò si traduce in un Offensive Rating di circa 103. Ma c’è di più. I Celtics in quella stagione hanno totalizzato 103.4 di Offensive Rating – valido per il 18° posto nella specifica statistica NBA. Perciò l’efficienza del nativo di Chicago, Illinois, non è stata così discostante dalla normale fase offensiva dei bianco-verdi.

Un altro aspetto che spesso viene sottovalutato è il tipo di tiri che Walker era solito scegliere. Nella Stagione 2001-02 il 91% delle sue triple è stata assistita. Ciò dimostra che non fosse solo un giocatore abile in dribbling e nel concludere. Walker è stato più un giocatore catch&shoot che con i suoi jumper proseguiva il normale flusso offensivo dei Celtics.

Walker è stato uno dei pochi giocatori – con Reggie Miller – che avrebbe condotto una transizione andandosi a posizionare sul perimetro. 

Nonostante il suo fisico massiccio, Antoine preferiva ripartire in transizione, sia da finalizzatore (come visto nella clip precedente) che da ispiratore. 

Nonostante i Celtics del 2001-02 si siano rivelati una squadra dalla difesa da Top 5, a fine stagione si sono qualificati al 5° posto per ritmo di gioco (tenendo conto che le squadre solide difensivamente tendono a ridurre ed abbassare il pace).

Parlando di assistenza e d’ispirare il gioco, Walker è sempre stato un assistman molto sottovalutato. La prossima clip può essere considerata una prova in tal senso: prima riceve la palla in post e vede il raddoppio ma, anziché trovare subito il compagno appena liberatosi, Antoine ha atteso fin quando Aaron Williams non si è messo in posizione tale da non potersi girare repentinamente e coprire sul compagno, cercando il passaggio solo dopo che ciò sia avvenuto – peccato che Anderson abbia sbagliato il layup!

Nella Stagione 2001-02, Walker si è classificato all’89° percentile nella Passer Rating di Ben Taylor (una statistica che prova a stimare l’abilità nel passaggio di un giocatore su una scala approssimativa di 1-10), con un punteggio di 6.8, per Thinkingbasketball.net. Per diversi aspetti è un dato sensazionale, e lo è ancor di più se si considera che gli unici centro/ala (definiti così da Basketball Reference) a precederlo sono stati solo Robert Horry e Vlade Divac.

Molti in quel periodo hanno provato ad additarlo come goffo e primitivo, ma in realtà Walker è stato un giocatore cestisticamente molto intelligente: non soltanto ha compreso e sfruttato il vantaggio matematico derivato dalle triple, ma con le sue letture e conoscenza del gioco riusciva spesso ad aprire diverse soluzioni per i suoi compagni. 

Nonostante le sue statistiche non eccezionali, le difese erano solite impostarsi contro di lui come contro un grande tiratore/finalizzatore. E perciò poteva creare opportunità per i compagni che, al contrario, non sarebbero riusciti ad ottenere – bisogna ricordare che l’arsenale offensivo dei Celtics non era molto fornito, a parte Pierce e Walker.

Nella clip seguente Walker conduce fino a Derrick Coleman, che spinge la difesa a collassare nel pitturato e condurre ad un open shot per Tony Battie.

Un’altra statistica ideata da Taylor è la Box Creation, che stima quanti tiri abbia creato un giocatore per i suoi compagni in 100 possessi. In questa statistica Walker ha totalizzato 4.8 tiri generati per i compagni su 100 possessi, valido l’82° percentile nella Stagione 2001-02.

Walker sapeva tirare, condurre il gioco e passare proprio come una guardia. Comunque, il motivo per cui potrebbe essere considerato tra i precursori della moderna NBA – e per cui bisognerebbe ritenere Lewis un discendente nell’evoluzione della moderna stretch-forward – è che Toine giocava già come una moderna ala, pur essendo stato costruito cestisticamente in maniera classica.

Era un misto tra nuova e vecchia scuola. Tirava dal perimetro e attaccava i closeout come si vede fare nel 2023. Ma giocava anche in post, difendendolo, districandosi tra i blocchi come una tipica ala degli anni 90′ o 2000. Nonostante il suo fisico renda il suo stile di gioco meno simile a quello odierno rispetto a quello di Lewis, Walker era capace di cose fuori dalla portata di Lewis. E grazie alle sue caratteristiche, Walker poteva occasionalmente agire da centro small-ball. Nell’arco della sua carriera ha giocato il 7% del minutaggio totale della Regular Season ed il 14% di quello dei Playoffs da centro small-ball (per Basketball-Reference).

Durante la Playoffs run del 2002 dei Boston Celtics, Walker ha giocato 169 dei suoi 703 minuti totali (il 24%) da centro. E nonostante la sua fama di difensore pigro, i C’s si sono comportati molto bene: hanno ottenuto la terza miglior difesa, di fatto con Walker da centro per il 22% del tempo. 

Con Toine da pivot, i Celtics hanno avuto modo di aumentare la qualità offensiva, non dovendo sprecare spazio per un centro poco offensivo, molto comune in quel periodo. In questo modo potevano regalare minuti a giocatori più talentuosi offensivamente, come Rodney Rodgers, Tony Delk ed Erick Strickland. Perciò, pur non avendo un roster altisonante dal punto di vista offensivo, Walker ha permesso ai C’s di mettere contemporaneamente in campo più giocatori offensivi.

Senza dubbio Walker è stato un giocatore pigro, a volte inefficiente; spesso prendeva tiri sconsiderati e aveva dei limiti nel giocare tra i blocchi e difendere gli spazi ampi (il che ha limitato i Celtics negli switch). Ma è considerato un giocatore perfetto sotto altri aspetti, almeno per i Celtics dei primi 2000. Con il loro volume di tiro, scoring e playmaking, Walker e Pierce hanno condotto un’altrimenti inconsistente fase offensiva. Inoltre, la stazza e la forza di Walker hanno aiutato a rendere la difesa la 5° per Defensive Rating della Regular Season e la 3° nei Playoffs, concedendo a Boston un surplus offensivo quando necessario.

Sorridere ai suoi commenti buffi o ad alcuni suoi tiri stravaganti è normalissimo. Ma quando lo si fa, bisogna tener conto di altri fattori. Tra i quali quello che Antoine Walker è stato un pezzo importante di un team vincente, e ancora, un giocatore dallo stile unico e tra i più originali mai visti in NBA.