Bradley Beal si sta concentrando sul playmaking e la difesa, e i risultati si vedono.

FOTO: Bright Side of the Sun

Questo contenuto è tratto da un articolo di John Voita per Bright Side Of The Sun, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Sembra che i Phoenix Suns siano a un punto di svolta, una fase che cercano da tutta la stagione, da mesi, durante la quale giocano una pallacanestro di ritmo, con una certa connessione, trattando meglio la palla, nei confini dei rispettivi ruoli. Non è certo facile trarre granché dalla corrente striscia di 3 vittorie, considerando il livello degli avversari: i Philadelphia 76ers erano senza Joel Embiid, gli Atlanta Hawks privi di Trae Young e i San Antonio Spurs… beh, senza il talento NBA sufficiente. Ma “sembra” che qualcosa sia cambiato, si vede nell’intensità, nella comunicazione e, ovviamente, nei risultati.


“Penso che si tratti della chimica generale di squadra, tutti giocano l’uno per l’altro molto più di prima”, ha dichiarato Eric Gordon dopo la vittoria contro gli Spurs. La chimica a cui fa riferimento il veterano è personificata dal modo in cui Bradley Beal sta giocando. Si sta abituando al proprio ruolo da facilitatore primario, e la sua abilità nei penetra e scarica crea costanti mismatch per l’attacco dei Suns.

I “Big Three” sono unici sotto questo aspetto, nonostante tutti loro possiedano un jumper elitario dalla media, hanno un bagaglio di abilità molto differente. Kevin Durant non brucerà più nessuno con la sua velocità o rapidità, ma può segnare alcuni dei tiri più complicati che possiate mai vedere e insaccare triple dal palleggio con facilità estrema. Bradley Beal è rapido e può arrivare al ferro senza problemi grazie a un bruciante primo passo. Devin Booker è un ibrido fra i due, può andare in penetrazione, sebbene la sua miglior dote consista nell’utilizzare il proprio corpo per creare la separazione necessaria a segnare un jumper o trovare un compagno. Ma durante la recente striscia vincente dei Suns, si è visto un Bradley Beal più concentrato sul facilitare e meno sul segnare: ha chiuso a soli 9.3 punti di media, prendendosi 7.7 miseri tiri dal campo, ma ha anche fatto registrare 9.3 assist a partita. “Sta rivoluzionando il proprio modo di giocare per la squadra.” – ha detto Frank Vogel “Sta difendendo con molta energia, inoltre. Sulla palla è il meglio che abbiamo in squadra al momento, sta giocando bene su tutte e due le metà campo.”.

Le difficoltà dei Suns durante il recente road trip di quattro gare hanno coinvolto palle perse e scarsa difesa perimetrale. Qualcuno doveva salire di livello e diventare quel tipo di leader, quello che in campo detta il ritmo in attacco e in difesa. Bradley Beal è diventato questo. L’ex Wizards è stato quello più critico nei confronti della squadra durante la stagione, come dimostrano alcuni commenti fatti in conferenza stampa. Non ha avuto paura di rilasciare dichiarazioni simili:

“Dobbiamo essere meglio di così, non possiamo decidere di premere un pulsante a piacimento per accenderci.” – dopo la vittoria contro Charlotte

“Dobbiamo essere molto più concentrati e avere maggior senso di urgenza di quello attuale, è inaccettabile.” – dopo la sconfitta contro Milwaukee

Beal è quello che ha cambiato la propria mentalità, concentrandosi sull’aiutare i compagni e sull’aggressività difensiva, e questo sta ripagando. Il suo defensive rating è di 106.1 nelle ultime 3 dei Suns, enorme progresso rispetto al precedente 114.8.

“Qualcuno deve pur farlo. Ho cambiato molto il mio modo di pensare nelle ultime partita. Il rendimento offensivo non è un problema, ma sono stato molto preoccupato per il nostro impegno difensivo.”

– Bradley Beal

Gli sforzi di Beal stanno permettendo a Booker di essere Booker, a Durant di essere Durant. Il primo rende al meglio quando si muove senza palla, trovando i propri spazi e segnando jumper smarcati; il secondo impatta al massimo quando non gioca in isolamento, ma nel flow offensivo e tirando in sospensione in ritmo. Tutto questo è possibile solo quando l’attacco passa dalle mani di Bradley Beal, la minaccia rappresentata dal fatto che possa lasciare sul posto il proprio difensore dal palleggio crea gravity, gravity che crea tiri ad alta qualità per i compagni.

Il vero testo, adesso, sta per arrivare per l’ex Wizards e i Phoenix Suns. Sapremo quanto questo cambio di mentalità sulle due metà campo sarà significativo durante la prossima striscia di 10 partite prima della fine della stagione, contro squadre da post-season. Ma il fatto che Bradley Beal si sia caricato sulle spalle il peso di diventare il giocatore two-way di cui questa squadra aveva disperatamente bisogno non deve passare inosservato. Qualcuno doveva farlo, qualcuno doveva sacrificare il proprio carico offensivo e impiegare più energie in difesa, qualcuno doveva diventare una peste sul perimetro, aiutare dal lato debole e non concedere triple avversarie senza marcatura. Quel qualcuno è Bradley Beal, la vera chiave che potrebbe sbloccare il potenziale dei Suns.