Ritiro, team option, rifirma in Free Agency o addio? Più domande che risposte, ad oggi, per Paul e Golden State.

Chris Paul Golden state Warriors nba around the game
FOTO: NBA.com

Chris Paul ha completato la sua 19esima stagione in NBA in modo piuttosto deludente, con i Golden State Warriors eliminati al Play-In dai Sacramento Kings. Il quasi 39enne è attualmente il terzo giocatore più anziano della Lega ma, pur essendo ben lontano dal suo prime, non aspettiamoci che si ritiri. “Non c’è nemmeno discussione” ha subito chiarito dopo la brutta sconfitta di GSW. “Voglio tornare a giocare.”

La sua fragile situazione contrattuale, dopo queste dichiarazioni, porta una certa incertezza sulla prossima squadra: i Warriors hanno già $174 milioni di stipendi da pagare il prossimo anno, con Klay Thompson, Dario Saric e Gary Payton II (quest’ultimo con player option da $9.1 milioni) che potrebbero sfruttare la free agency e lasciare la squadra. Inoltre, Stephen Curry, Jonathan Kuminga e Moses Moody potrebbero rinnovare i loro contratti.


Paul, quest’anno, ha giocato 58 partite, partendo spesso dalla panchina, con 9.2 punti, 6.8 assist (team high), 3.9 rimbalzi, 1.2 steals e 26.4 minuti di media. Anche con un basso minutaggio, CP3 è finito 12esimo per assist in tutta l’NBA. Ora, Golden State ha tempo fino al 28 giugno per decidere se confermare o meno la team option da $30 milioni. Si potrebbe cercare di rifirmarlo dopo averlo reso free agent, ma così c’è il rischio che altre squadre lo ingaggino prima, e sarebbe la prima free agency per Paul. La parola passa alla proprietà e al GM Mike Dunleavy.

“Stare qui quest’anno mi è piaciuto moltissimo. Ovviamente, in futuro parleremo. Voglio vedere cosa Mike e tutti gli altri penseranno.”

– Chris Paul
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Paul ha dichiarato di essersi divertito a giocare con stelle come Curry, Thompson e Draymond Green. Con Klay, ha di recente fatto un giro in barca nella baia di San Francisco, città che tra l’altro dista poco da Los Angeles (dove vive la sua famiglia). Per la terza volta in 5 anni, Golden State non è andata ai Playoffs. Questa volta, tra l’altro, è stata la prima per Paul dal 2010, dopo 15 apparizioni consecutive e la partecipazione alle Finals del 2021.

“È una sensazione strana attualmente, nel 2009/10 mi ero rotto il menisco, e da lì non ho mai più saltato i Playoffs. Tornerò a fare il padre più presto del solito, ma è la vita di questa lega, il prossimo anno tornerò a lavorare. Ma non dimenticherò mai di aver giocato con Steph, Klay e Draymond. Sono felice di aver avuto questa opportunità.”

– Chris Paul

Se l’obiettivo di Golden State è risparmiare qualche milione sugli stipendi, tenere Paul alle cifre della team option sarebbe alquanto controproducente, anche se tutti, nell’ambiente Warriors, hanno apprezzato la sua presenza. Coach Steve Kerr è rimasto abbagliato dalla sua leadership, soprattutto verso i giovani, e dalla sua professionalità, nonostante le partenze dalla panchina per la prima volta in carriera.

“È stata una situazione difficile per lui, ma l’ha gestita splendiamente. Ha sempre giocato da titolare per ogni sua squadra, ma non potevamo giocare più small di quanto già siamo, anche se lui è uno dei nostri migliori giocatori. Non è il roster ideale per lui, ma è stato fantastico per noi perché è diventato il nostro punto di riferimento in panchina. Come ho detto tante volte, la nostra second unit non è mai stata così produttiva, ed è grazie a lui e alla sua leadership.”

– Steve Kerr

Curry ha detto di essersi divertito a giocare finalmente insieme a lui, e spera che l’amico torni a San Francisco. Il 2 volte MVP, che come Paul è originario del North Carolina, è passato dall’essere rivale di CP3 (con i Los Angeles Clippers e gli Houston Rockets) a condividerci lo stesso spogliatoio.

“È un professionista sempre dalla parte giusta, ed è divertente giocare con lui. Mi è piaciuto giocare contro di lui nel suo prime, e ho sempre desiderato di essere un suo compagno di squadra.”

– Steph Curry

Con Chris Paul, Draymond Green condivide il temperamento e l’animo scottante. Dopo che l’ala si è fatta sospendere per 12 partite a causa del brutto episodio con Jusuf Nurkic (e diversi falli tecnici rimediati nel mezzo), Paul ha giocato un ruolo da leader anche con lui, per aiutarlo a calmarsi.

“Chris è stato grande, gli sono grato e sono onorato di avere avuto l’opportunità di giocare con lui. Non l’avrei mai e poi mai immaginato, ci è mancato solo il titolo. Ho imparato molto da lui, costruendo un rapporto che andrà oltre alla sua eventuale permanenza qui. È raro conoscere gente del genere in NBA, e spero di poter giocare con lui anche in futuro, perché amo combattere accanto a una persona del genere”.

– Draymond Green

Il roster dei Warriors è composto da molti veterani, ma c’è spazio anche per diversi giovani, come Jonathan Kuminga, Brandin Podziemski e Tyrece Jackson-Davis. I primi due si sono dimostrati anch’essi molto grati con Paul. “Mi ha insegnato a gestire il ritmo della partita, CP è il padrone del campo quando gioca. Porta con sé un’enorme conoscenza del gioco.” – ha detto Kuminga a Andscape. Podziemski ha poi aggiunto: “Paul è speciale, Fa sembrare tutto facile e tutti sono in grado di comprenderlo. Credo di avere un buon IQ per essere un rookie, e quando abbiamo parlato di basket mi ha detto tante cose che spero potranno tornarmi utili in futuro.”.

Chris Paul è un futuro Hall of Famer che ha giocato in molte squadre, Warriors inclusi, e solo il tempo ci dirà se lo rivedremo ancora nella Baia il prossimo anno. Aspettando il verdetto della franchigia, ora, CP3 si prenderà del tempo da trascorrere con la sua famiglia a Los Angeles. “Mi è piaciuto tutto di questo posto” ha spiegato, “ma vedremo cosa accadrà.”