FOTO: Chicago Bulls Twitter

I Milwaukee Bucks hanno sprecato tutto nella gara di ieri notte vinta dai Chicago Bulls, che nei momenti finali dimostrano di avere un solo uomo al comando, l’unico su cui fare affidamento: Ayo Dosunmu, come nel clamoroso buzzer beater contro Atlanta.

Scherzi a parte, a buttarla è paradossalmente colui che, fino a quel momento, stava decidendo le sorti della partita, Giannis Antetokounmpo. Per lui ben 45 punti e 22 rimbalzi, con 17 canestri su 39 tentativi e 18 liberi tentati, convertiti con il 61%. Numeri mostruosi ma che, come detto, sono serviti a ben poco, soprattutto considerando le responsabilità del greco nel finale di quarto periodo.

Ma non acceleriamo troppo. Anzi, facciamo un passo indietro agli ultimi 2 minuti e spiccioli, quando i Bulls, dopo essersi trovati sotto di 11 punti, accorciano il divario a 9 punti grazie a due tiri liberi di Nikola Vucevic. Sul possesso seguente di Milwaukee, Bobby Portis viene stoppato da DeMar DeRozan, che in contropiede si fa stoppare a sua volta da Wes Matthews. Se siete confusi, non preoccupatevi, a mettere tutto in ordine ci ha pensato Zach LaVine, con una tripla dopo la rimessa.


Dall’altra parte, Giannis risponde immediatamente, ma LaVine è caldo, e attacca con convinzione guadagnandosi due tiri liberi. Se avete perso il conto, ancora, tranquilli, ci pensa Zach, che con il 2 su 2 dalla lunetta porta i suoi a -6, con 90 secondi da giocare.

Di là, ormai, non entra più nulla, con Grayson Allen che sbaglia due conclusioni in fila, prima e dopo il rimbalzo offensivo concesso a Portis. Dall’altro lato, Patrick Williams è automatico dalla media distanza e porta i suoi a -4.

Come detto, l’attacco dei Bucks è fermo e, dopo non aver ottenuto nulla nei 24 secondi di possesso, Giannis è costretto a scagliare in aria una preghiera, che assomiglia più a un piccione viaggiatore e, dopo aver scheggiato il ferro, atterra sulle mani dell'”uomo del destino”: Dosunmu, per LaVine, per DeRozan. I Bulls sono a -2 e ci sono ancora 13.8 secondi sul cronometro del quarto periodo.

Sulla rimessa, Williams commette fallo, forzandone un’altra. Ed è qui che Antetokounmpo inizia la sua personale frittata. Dalla linea laterale, nessuno si smarca a dovere, e Giannis inizia a tentennare. “Ok, calma, manca ancora molto ai 5 secondi” – sarà stato sicuramente il pensiero nella sua testa, o qualcosa del genere – “ci sarà sicuramente un’occasione”. E, infatti, eccola che arriva. DeRozan sembra scivolare mentre insegue Grayson Allen, il quale prova a defilarsi per ricevere. La palla lascia le mani sicure di Giannis e affronta il suo inesorabile percorso verso quelle del compagno. Se non fosse che… DeMar la afferra!

Guizzo clamoroso della star dei Bulls, che ruba e serve, ancora una volta, come detto, l’uomo del destino, Ayo Dosunmu. Pari 106, 7.8 da giocare, palla a Milwaukee.

Giannis Antetokounmpo ha ora la palla per riscattarsi, il che sembra quasi ironico, dopo una prestazione del genere. Ad ogni modo, dicevamo: Giannis esce da un blocco di George Hill, riceve staticamente a centrocampo, clear out. Adesso sta a lui vedersela con Patrick Williams. Un palleggio, due palleggi, tre e virata, sulla quale arrivano Javonte Green e DeRozan a triplicare. A sinistra è tutto chiuso, a destra c’è Allen aperto ma Green non lo lascia girare. Indecisione, indecisione, indecisione e… passi. La frittata, adesso, è servita.

Dall’altro lato ci sarebbe pure tempo per una rimessa Bulls, ma il cronometro non parte e, inoltre, è un roba bruttissima che si spegne ancora sulla linea laterale. Gli arbitri decidono che è tutto troppo brutto per riprovarci, così decidono di passare direttamente all’overtime.

Overtime

Il supplementare riprende come se quei due minuti precedenti non esistessero. Giannis martella il ferro e si fa strada a suon di spallate, portando i suoi sul +4 grazie a un assist per Brook Lopez. La difesa di Milwaukee adesso lavora bene, e Chicago sembra non aver modo di segnare. Sulle mani di Grayson Allen arriva la tripla completamente smarcata del +7, praticamente un game winner, che il prodotto di Duke spreca malamente. Di là, allora, ci pensa DeMar. I Bulls, negli ultimi 180 secondi, sono semplicemente ingiocabili.

Copione che procede dritto come un fuso: Chicago che, con il pitturato chiuso, è costretta a tirare da fuori, e non segna un canestro; Antetokounmpo che, con tutto il personale possibile, viene tenuto fuori dal pitturato e costretto a fade-away forzati dopo 20 secondi di isolamento statico.

In questa desertificazione autoinflitta dalle squadre ai propri attacchi, ci pensa il fendente montenegrino di Nikola Vucevic dalla punta a infliggere ai Bucks il colpo di grazia, proprio in faccia a Giannis.

Abbiamo già detto che Grayson Allen ha sbagliato tutti i tiri sbagliabili? Ecco, dopo altri 24 secondi di niente, nemmeno il suo layup decide di entrare, e sul tap-in Lopez è anticipato dallo stesso Vucevic. Timeout chiamato da Billy Donovan con circa un minuto da giocare.

Già, più di 60 secondi belli pieni da giocare, direte voi, per i Bucks è ancora lunga. Niente affatto, non finché in campo c’è DeMar DeRozan,c he tira fuori una masterclass:

  • prima lucra due liberi per il +3
  • di là, Portis interrompe un parziale negativo di 0-7 con una tripla su assist di Giannis; nessun problema, il pareggio è subito rotto dal mid-range di DeMar
  • di là, Antetokounmpo sbaglia, chiudendo di fatto un overtime negativo, e DeMar ringrazia, con altri due liberi per il “quarantello”, prendendosi i cori di MVP
  • la tripla disperata di Lopez potrebbe accorciare, ma non va, e sul rimbalzo sono altri 2 dalla lunetta per DeRozan. Game, set & match.

I Bulls vincono la loro prima gara stagionale all’overtime dopo 3 sconfitte, ampliando una buona span di 4 vittorie nelle ultime 5 gare giocate; i Bucks, invece, sprecano l’ennesima prestazione mostruosa di Antetokounmpo, colpevole a sua volta, portando le sconfitte consecutive a 4, nonostante 3 gare da 40+ punti per Giannis nelle ultime cinque.

L’eroe della gara è DeMar DeRozan, che chiude l’overtime con 10 dei 13 punti di squadra, mettendo a referto 42 punti e 10 rimbalzi, con 13 su 23 dal campo.