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Questo contenuto è tratto da un articolo di Louis Zatzman per Raptors Republic, tradotto in italiano da Edoardo Viglione per Around the Game.


Gli Indiana Pacers sembravano spaventati al loro esordio in questi Playoffs, i loro tiratori facevano extra-pass quando erano open sul perimetro, le loro guardie non aggredivano con efficienza il ferro e l’attacco risultava così stagnante e poco fluido. Haliburton e compagni non riuscivano a colpire dei Milwaukee Bucks privi della loro stella Giannis Antetokounmpo, ma l’unico che non era spaventato risultava essere Pascal Siakam. Come potrebbe esserlo d’altronde? Ha già vinto un titolo e ha una grande esperienza in post-season, quindi dopo una grande Gara1 ha proseguito con le sue ottime prestazioni e ora i Pacers conducono per 3-2 nella serie. Il numero 43 sta viaggiando a circa 23 punti di media, 9.2 rimbalzi e 4.2 assist, oltre a quasi 1 rubata e 1 stoppata a partita. In più tira anche con il 53.8% dal campo, l’unico neo è il tiro dalla distanza: un misero 26%. OG Anunoby, invece, potrebbe non essere il miglior giocatore dei New York Knicks, ma è un elemento fondante del roster, il quale vede al suo interno un mix di giovani e giocatori esperti pronti a vendere cara la pelle. La squadra di Thibodeau è una delle più affascinanti della Eastern Conference e Anunoby è al centro di essa, pronto a difendere su chiunque, a segnare triple importanti nel clutch time e soprattutto nell’aiutare i Knicks ad essere sopra per 3-2 nella serie contro i Philadelphia 76ers di Joel Embiid e del suo ex compagno Kyle Lowry. D’altronde è sempre stato così. Quando i Toronto Raptors volevano scambiare Anunoby e Siakam si sapeva che sarebbero arrivate delle buone squadre a trattare e quando esse aggiungono ottimi giocatori allora ottengono successo nei Playoffs. Ora che giocano in dei roster costruiti bene non si vedono più i loro punti di debolezza, ma vengono enfatizzate le loro qualità e quindi giocano meglio di quanto non facessero nei Raptors. Alla fine, dal post Bubble, Toronto non è mai riuscita a costruire una squadra che si adattasse bene intorno a Siakam e Anunoby, che probabilmente non possono essere le prime due opzioni offensive in un nucleo da titolo, ma hanno le caratteristiche di cui ogni contender ha bisogno. Siakam ha già vinto un anello dimostrando di poter essere uno scorer di alto livello, Anunoby è probabilmente la migliore wing defender della lega, oltre all’essere un grande tiratore e finisher.


Non è vero che OG non avrebbe fittato bene accanto a un’ala ball-dominant come Siakam, lo testimonia anche il fatto che il net rating dei Knicks con Anunoby e Randle in campo sia +25, un dato più alto del net rating di Anunoby senza Randle. La costruzione del roster attorno al britannico non è per nulla complicata. Non è positivo per lui, invece, giocare con due ali ball dominant e con un centro che non è in grado di aprire il campo e neppure non avere vicino una guardia elitaria nelle incursioni al ferro. Se i Raptors avessero potuto contare su qualcosa di simile non avrebbero avuto bisogno di scambiare Siakam e Anunoby, se magari avessero potuto contare su una panchina composta da un mix di tiratori o scorer come Mathurin, McBride o McConnell. In modo molto simile non sembra difficile costruire nemmeno intorno a Siakam, considerato che Indiana non ha cambiato modo di giocare per lui, e pure contro Milwaukee ha segnato in ogni modo dimostrando che sa adattarsi bene al sistema in cui è, dato l’immenso talento che lo circonda.

Ancora una volta è facile vedere come è stato distrutto il core di Toronto, mancavano centri e guardie dal calibro NBA, mancava shooting e rim pressure. È un peccato vedere come gli ex leader dei Raptors stiano ottenendo così tanto successo altrove, nel 2022 hanno giocato la loro ultima serie Playoffs con la jersey canadese addosso e in quell’offseason sarebbero potute cambiare molte cose, ma nel 2024 ormai era tardi. Se si è dell’idea che l’NBA sia una lega da “anello o fallimento”, allora Toronto ha fatto bene e scambiare e nessuno dei due sarebbe mai potuto essere il primo violino di una squadra da titolo. Ecco allora che la pick di Scottie Barnes assume importanza e senso sul lungo periodo. I Raptors non dovrebbero rimpiangere le trade di Anunoby e Siakam, ma devono rimpiangere quanto successo prima, ovvero il non aver mai costruito un roster che potesse essere funzionale alle loro qualità e ai loro bisogni. Lezione imparata, quindi, anche se un po’ troppo tardi forse.