FOTO: CourtSideHeat

Indipendentemente da quello che succederà nei prossimi mesi, una cosa è certa: la stagione dei Detroit Pistons è da buttare. Siamo a 27 sconfitte consecutive, già record negativo nella storia NBA per una singola stagione, e potrebbero diventare anche di più nei prossimi giorni, superando la streak di insuccessi più lunga di sempre in assoluto (28), appartenente ai Philadelphia 76ers a cavallo fra le stagioni 2014/15 e 2015/16. In tutto questo, è stata inutile l’ennesima grande prestazione di Cade Cunningham, alla seconda gara da 40+ punti nelle ultime 5 partite, nelle quali ha tenuto medie di 31.8 punti, 6.8 assist e 1.4 palle rubate, tirando con un ottimo 57.7% dal campo, il 40.9% da tre punti su 4.4 tentativi e andando in lunetta con continuità (7.2 liberi a gara). Come si può immaginare, la giovane stella è insoddisfatta, e a riportarlo è Shams Charania (The Athletic):

“Per adesso, la sola salvezza è Cade Cunningham. Dalla sua faccia si nota la frustrazione per le sconfitte e, a quanto mi è stato riferito, si sarebbe rivolto alla squadra dopo l’ultima sconfitta, lo sta facendo molto di più in generale nell’ultimo paio di settimane. Ma l’altra notte con più enfasi. Ha 22 anni, ha bisogno di spaziature e tiratori attorno, e anche l’owner Tom Gores vuole un cambiamento. A questo punto, tutti eccetto Cunningham e Jalen Duren sono spendibili, Bojan Bogdanovic e Monte Morris hanno valore: cosa potrebbero ricavarne i Pistons? Detroit vuole 4 nomi al momento, abbordabili in free agency nella prossima estate, quando avranno 50 o 60 milioni di dollari di spazio salariale: Pascal Siakam, OG Anunoby, Tobias Harris e Miles Bridges. Hanno perso 27 partite consecutive, and counting, a questo punto nessuno scambio può cambiare la loro stagione.”

Nulla di immediato, dunque, ma obiettivi a lungo termine, che saranno disponibili a fine stagione – anche se OG Anunoby ha una player option. In generale, comunque, i due giocatori dei Raptors non sembrano nomi realistici: Siakam va per i 30 anni, ha un gigantesco mercato e, dopo il 2019, non è mai stato in un contesto davvero competitivo, perciò si aggiungerebbe anche l’interesse personale. Idem dicasi per il compagno 3&D.

Harris, invece, ha già più senso. Si tratta di un ex che a Detroit si è sviluppato, iniziando la traiettoria ascendente verso il giocatore che è attualmente, ed è reduce dalla firma di uno dei contratti peggiori degli ultimi anni, a causa del quale ha perso anche molte quotazioni, sebbene si tratti di un role player solido. Anche lui avrà 32 anni in estate, però, e l’idea che possa firmare a cifre più umane per qualche contender o squadra Playoffs non è da escludere, qualora dovesse mettere da parte la questione finanziaria.

Il più realistico, insomma, è il nome di Miles Bridges. Quest’ultimo non resterà a Charlotte e sarà disposto ad accettare offerte da una qualunque franchigia, in una situazione “disperata” compatibile con l’attuale disperazione dei Pistons. Mettendo da parte questioni etiche, dal punto di vista pratico non sarebbe una pessima firma: probabilmente Detroit arriverebbe al giocatore a cifre ridotte, ottenendo un’ottima ala versatile più complementare a Duren rispetto a Stewart, capace di aprire meglio il campo e di agire anche da lob threat per un playmaker come Cunningham, bisognoso di numerosi finisher del genere attorno.