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A poche ore dalla trade per Mikal Bridges, i New York Knicks confermano in pieno quanto era nell’aria nella Grande Mela è All-In. La ri-firma di OG Anunoby è il tassello finale per l’assemblaggio di questo roster, indipendentemente da cosa succederà con Isaiah Hartenstein – anche se, a questo punto, viste le cifre del nuovo contratto dell’ex Raptors sembrano precluderne la permanenza. Come abbiamo scritto QUI, infatti: “Sono stati spesi asset piuttosto rilevanti per perdere un giocatore simile a 0; perciò, se OG Anunoby chiederà $30 milioni a stagione, probabilmente New York metterà sul piatto $30 milioni a stagione.”. Il nativo di Londra e i suoi agenti hanno recepito alla perfezione – anzi, addirittura meglio – riuscendo a strappare a Leon Rose e al front office dei Knicks un quinquennale da $212.5 milioni, validi per uno stipendio annuo medio di $42.5 milioni. Alla faccia dei 30 pronosticati. In realtà, il cap hit della prossima stagione non andrà troppo lontano da queste cifre, considerando un’eventuale crescita dell’8% a stagione che porterà lo stipendio per il 2024/25 a poco più di $36 milioni. Abbastanza per renderlo, indipendentemente dalle cifre, il più pagato a roster per distacco:

Come si può notare dalla tabella di Yossi Gozlan, i Knicks finiscono dritti nella luxury tax area e appena sotto il primo apron con 12 potenziali contratti garantiti a roster, con quella che sarebbe già una rotazione a 8 di tutto rispetto. I dubbi sulla conferma di Hartenstein derivano dal fatto che, proprio a causa del contratto di Anunoby più ricco del previsto, le cose si complicheranno per New York: grazie agli Early Bird Rights, il lungo di riserva potrebbe richiedere al massimo un quadriennale da $72.5 milioni di dollari eccedendo qualunque soglia consentita; cifre impensabili, però, ovviamente, per i Knicks. Scambiando una delle proprie pick al Draft e scegliendo un giocatore (Dadiet) potenzialmente da sottoporre a stash (ritorno in Europa), New York ha risparmiato decisamente qualcosa e potrebbe completare questo roster anche con dei minimi salariali, restando sotto la soglia del primo apron, aspetto importante: se la trade Bridges (non ancora ufficiale, ricordiamolo) sarà così come è stata riportata, avendo ricevuto uno stipendio più alto di quello ceduto, saranno “hard capped” su questa soglia secondo il CBA. Qualora dovessero invece unire un altro salario a quello di Bogdanovic, mandando indietro più di quanto ricevuto, avranno più margine di manovra – pur sempre limitati, sì, ma al secondo apron ($189.5 milioni anziché $178.7 milioni). Scenario che, comunque, non necessariamente aprirebbe alla possibilità di trattenere Hartenstein, il quale potrebbe anche trovare offerte migliori sul mercato a livello contrattuale. La scelta di operare sotto il primo o secondo apron starà ai Knicks, e definirà in maniera finale il grado di fiducia della dirigenza in questo nucleo – e la permanenza, o meno, di I-Hart. Nel frattempo, a proposito di fiducia, aver trattenuto Anunoby a queste cifre è un indicatore piuttosto evidente del fatto che Leon Rose e soci siano molto, molto ambiziosi in vista della prossima stagione.