Cosa possono fare i Knicks per circondare Jalen Brunson con taglia e profondità?

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Questo contenuto è tratto da un articolo di Nick Scolaro per The Knicks Wall, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Nell’ultima decade o giù di lì, l’NBA si è evoluta in un gioco più run&gun, una lega a ritmi più elevati che pone estrema enfasi sull’alto volume di tiro da tre punti per arrivare al successo. La nuova, analitica forma della pallacanestro ha premiato squadre con tiratori elitari e allo stesso tempo dotati di atletismo, non si è mai visto così tanto talento e abilità nel segnare. Un effetto collaterale di questo cambiamento è che il centri lenti e macchinosi sono stati buttati fuori dalla Lega, si è costruito molto meno sui lunghi e molto più su giocatori perimetrali capaci sia di segnare da distanze siderali sia di arrivare nel pitturato. La dinastia di Stephen Curry e dei suoi Golden State Warriors insegna, si è trattato della miglior squadra di sempre al tiro e non poche volte si è servita di quintetti piccoli, usando Draymond Green come unico lungo in molte situazioni. In molti hanno provato a emulare questo sistema ma nessuno ci è mai riuscito, e così i Dubs hanno vinto 4 titoli su 6 potenziali. Non appena la loro dinastia si è esaurita, si è capito che Curry, una guardia unica a livello all-time e che ha cambiato il gioco, è la vera ragione per cui questo tipo di pallacanestro abbia funzionato così bene per loro e non per altri. Golden State ha un po’ spostato l’inerzia lontano dai lunghi, ma di recente questo trend sembra destinato a invertirsi nuovamente, in quanto i front-court stanno diventando sempre più importanti per le varie contender nelle recenti stagioni (un approfondimento QUI). I centri lenti non sono necessariamente tornati in voga, ma avere lunghi con molte qualità offensive, capaci di tirare da fuori e di difendere allo stesso tempo, sembra essere un elemento chiave per il successo. Nikola Jokic e i Denver Nuggets sono un esempio calzante e così lo è la squadra che li ha battuti ai Playoffs, i Minnesota Timberwolves. Tanto sbeffeggiati per la trade per Rudy Gobert, adesso si trovano in un’ottima posizione dopo aver affiancato il 4 volte difensore dell’anno a Karl-Anthony Towns, uno dei migliori lunghi tiratori non solo in NBA, ma della storia. E non dimentichiamoci del Sesto Uomo dell’Anno, Naz Reid, altro pezzo insostituibile. Certo, Anthony Edwards resta comunque l’ingranaggio essenziale per far andare il tutto, ma è circondato da una serie di stelle nel front-court molto versatili. E così i Dallas Mavericks, considerati piccoli e privi di difensori affidabili a inizio stagione, hanno aggiunto PJ Washington e Daniel Gafford alla trade deadline, trasformando il loro reparto lunghi fino a renderlo uno dei più impattanti ai massimi livelli, sebbene non ci siano stelle. Dato che i Knicks hanno costruito la squadra attorno a Jalen Brunson, potrebbero e dovrebbero prendere nota sull’importanza di taglia per diventare una squadra capace di competere ai massimi livelli.


La small ball dei Knicks

In primis a causa dei tanti infortuni, i Knicks si sono affidati molto a Isaiah Hartenstein e Precious Achiuwa per grossa parte della post-season per presidiare il pitturato. Hartenstein è stato estremamente importante a rimbalzo e per l’energia impiegata, dopo essere arrivato un paio di anni fa come backup di Mitchell Robinson fino a diventare sostanzialmente titolare a causa dei frequenti infortuni del compagno. Free agent in estate, ha messo grande impegno in questi Playoffs, ma l’importanza del palcoscenico ne ha messo in mostra i limiti difensivi e il potenziale ridotto. Hartenstein è fantastico e tutti i tifosi Knicks lo rivorrebbero in squadra in futuro, ma non può essere il pezzo principale di un front-court per una squadra che voglia competere, perciò non aggiunge troppo valore al roster di New York. Achiuwa, arrivato giusto come filler nello scambio per OG Anunoby, ha superato le aspettative e si è fatto il culo durante l’anno, ma è troppo sottodimensionato per un centro e non è una gran minaccia offensiva. Semplicemente, non offre abbastanza da essere tenuto in campo per un lasso di tempo elevato. A questo aggiungete che Jericho Sims si sta dimostrando piuttosto inefficiente e che Robinson è sempre infortunato, e capirete quanto i Knicks abbiano bisogno di migliorare sotto le plance e di aggiungere taglia in offseason, che sia tramite Draft, free agency o trade market. Sul perimetro, New York non ha problemi, ci sono lo stesso Brunson, DiVincenzo, Josh Hart e se volete anche Julius Randle – un’ala davvero grossa capace di mettere palla a terra e di fornire scoring e playmaking – senza dimenticare Deuce McBride e (si spera ancora) Anunoby. Ma aggiungere un giocatore davvero forte con taglia e qualità è un imperativo, in modo da non essere costretti in futuro a giocare con quintetti piccoli non sostenibili.

Potenziali obiettivi

Come detto prima, confermare Hartenstein e forse Achiuwa con contratti favorevoli alla squadra, come centri di riserva, è qualcosa che Leon Rose dovrebbe fare. Tutti e due giocano con tantissima grinta a rappresentano alla perfezione la cultura di questa squadra, oltre ad aver provato di appartenere a questa piazza nonostante i limiti ben evidenti emersi ai Playoffs.

In free agency, non ci sono molti nomi che possano migliorare visibilmente la squadra rispetto a quello già a roster. Jonas Valanciunas è uno di quelli che saltano in mente e si tratta di un buon giocatore con uno storico di buone cifre che potrebbero aiutare i Knicks offensivamente. In ogni caso, a 32 anni, il lituano sarebbe un miglioramento evidente sulle due metà campo? La risposta è probabilmente no, anzi, sembra uno di quei giocatori che potrebbero essere pagati troppo da New Orleans o da qualche squadra a ovest disperatamente in cerca di taglia per provare a fermare stelle come KAT, Jokic o Anthony Davis. Inoltre, JV somiglia molto a un centro piuttosto tradizionale senza raggio di tiro, che fa più affidamento su rimbalzi e schiacciate per mettere punti a referto. Sia chiaro, non è male, ma non merita un grosso investimento.

Dato che i Knicks hanno fatto un ottimo lavoro ad accumulare giovani asset e Draft pick, il trade market sembra un’opzione plausibile per aggiungere al front-court una stella che possa portare New York in cima alle gerarchie NBA. Il già menzionato Towns, nativo del New Jersey, è un nome molto allettante che è stato più volte avvicinato alla Grande Mela in precedenza. Il successo di Minnesota di quest’anno non aiuta la causa ma, se non dovessero essere capaci di arrivare alle Finals, potrebbero forse decidere di alleggerire un po’ il monte stipendi e costruire un nucleo ancora più competitivo, essendo storicamente una franchigia che non spende molto? KAT è sotto contratto fino alla stagione 2026/27, perciò la contropartita dovrebbe essere enorme, ma potrebbe valerne la pena, essendo un grandissimo tiratore capace anche di dominare nel pitturato. I Knicks, come detto, hanno dimostrato più volte interesse nei confronti nel 28enne, al momento nel proprio prime e in linea con un nucleo composto dai Nova Knicks e Anunoby. Ancora meglio di Towns, ma ancora più irraggiungibile, sarebbe Giannis Antetokounmpo. Dopo aver portato un titolo a Milwaukee, il nazionale greco si è fatto sentire riguardo alle difficoltà ai Playoffs dei suoi avanzando anche richieste, un segnale di stanchezza nei confronti del Wisconsin. Il duo creato con Damian Lillard, per adesso, non ha procurato grandi risultati in questa stagione e, con un roster sempre più vecchio, ci sono speculazioni sul fatto che tutto possa saltare in aria nel prossimo futuro e che la dirigenza ceda alle richieste di Giannis, qualora dovesse raggiungere il punto di rottura. L’acquisto di una superstar top-5 NBA per i Knicks potrebbe rivelarsi l’ultimo potenziale passo verso il titolo, ma per ora resta solo un sogno.