I Boston Celtics sono finalmente riusciti a riportare il titolo NBA in bacheca, il 18esimo della loro gloriosa storia, a 16 anni dall’ultima volta, ma non hanno intenzione di sedersi sugli allori. Con un blocco così forte, giovane e profondo, l’ambizione non può che essere quella di creare una dinastia in una lega che, negli ultimi anni, non ha avuto un padrone.

Con il nuovo CBA, tale ambizione entra in conflitto però con le sempre più stringenti regole sul salary cap, che forzano i front office a dover compiere, prima o dopo, scelte parecchio complicate. Le prime, per i Celtics, arriveranno a breve: come di consueto per una squadra che ha appena vinto il titolo, tutti i giocatori in scadenza (o quasi) che hanno dato un contributo aumentano le loro richieste.

Le estensioni in programma sul taccuino di Brad Stevens non sono poche. La prima, ovviamente, sarà quella di Jayson Tatum, che avrà verosimilmente accesso al “super max”, con un contratto che supererà i 300 milioni di dollari complessivi. Dopo di lui, arriverà il turno di Derrick White e Sam Hauser.


Dopo la stagione quasi a livello All Star disputata, i Celtics hanno intenzione di non esitare nell’accontentare le richieste di White, che sarà eleggibile per un rinnovo fino a 4 anni a 127 milioni di dollari. Questa soluzione incastrerebbe la sua scadenza contrattuale con quella di Jrue Holiday, Jaylen Brown e Payton Pritchard, nell’estate 2028.

Anche Hauser, dopo aver ricoperto di triple tutti gli avversari ai Playoffs, è atteso da un contratto più oneroso rispetto a quello attuale, fermo al minimo salariale. Il piano sarebbe quello di non esercitare la Team Option e bloccare il tiratore con un accordo a lungo termine.