FOTO: CelticsBlog.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Michael Spooner per Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


La scorsa settimana o poco più non è certo andata come previsto in casa Boston Celtics, specialmente per quanto riguarda i minuti finali di alcune sfide. A saltare maggiormente all’occhio di tifosi bianco-verdi e appassionati della palla a spicchi sono state le due sconfitte subite per mano degli Atlanta Hawks, nel corso del road-trip lontano dal TD Garden. In entrambe le occasioni, come dai peggiori incubi sono rinvenuti i fantasmi di Jayson Tatum e Jaylen Brown – o, forse, le loro controfigure. E come in Mamma ho perso l’aereo, e ogni altro film visto e rivisto, a molti è parso di vedere un copione già letto. Ma, a differenza dal celeberrimo film natalizio, nel caso dei C’s il finale non è stato tanto lieto. Di seguito andremo ad analizzare alcune statistiche e aspetti dello stile di gioco dei Celtics, che coach Joe Mazzulla e i suoi uomini avranno certamente occasione di rivedere e migliorare in vista dei venturi Playoffs, con le ultime uscite di Regular Season a fungere da ottimo banco di prova. 


Stat of the Week: 1/10 dal mid-range

Queste erano le statistiche inerenti i FGA dei Boston Celtics prima di disputare il finale della seconda delle due sfide contro Dejounte Murray e compagni, con il divario tra le due squadre che si aggirava attorno ai 3 punti e ancora 2 minuti circa sul cronometro da giocare – più eventuali Overtime. 

Ce ne sono due che attirano particolarmente l’attenzione, ovvero le conclusioni dal long mid-range e le triple non dagli angoli – cosiddette above-the-break. In queste due categorie di conclusioni i C’s hanno messo a referto un misero 4/21, ovvero il 19.0%, un risultato davvero pessimo per gli uomini di coach Mazzulla. Ma, ad addolcire la pillola, quantomeno nelle rimanenti statistiche i Celtics si sono mantenuti efficienti: il che dà qualche suggerimento sulla scelta delle conclusioni da tentare nei minuti finali delle partite. Detto ciò, in generale il rendimento dei tiri da oltre l’arco above-the-break non desta parecchia preoccupazione, poiché nel resto della stagione i bianco-verdi sono stati il secondo miglior team in questa particolare statistica a testimonianza del fatto che il tiro da fuori sia stata un’arma in più per tutta la Regular Season in corso per i C’s. Oggettivamente, si tratta di una scelta vincente, specialmente in caso di conclusioni in catch-and-shoot

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Non ci sono molti scenari in cui un tiro dal long mid-range rappresenti davvero la miglior scelta da poter attuare, e il finale di gara non rappresenta un’eccezione a tale regola. Nessuno vorrebbe vedere il talento a disposizione dei C’s portato in prossimità del tiro da oltre l’arco e poi concludere dall’interno del perimetro. Per quanto riguarda i Boston Celtics e i loro finali di gara, rappresentano spesso una scelta infelice. Oltre che produrre minor vantaggio nel punteggio, i tiri dal long mid-range sembrano quasi una scelta “pigra” fatta al posto di una tripla, distante solo qualche altro centimetro – e palleggio. Jayson Tatum può ricorrere a questi due tipi di conclusione praticamente ogni volta che vuole, e paradossalmente sembra possa rappresentare un problema. Non ci si aspetta che i C’s si trasformino nei Golden State Warriors dell’Era-KD, con la loro straordinaria efficienza nel possesso e nei movimenti senza palla nei finali di partita, tuttavia possono e devono riuscire a far meglio. Oltre che poter attuare scelte differenti, come riscontrabile a breve.

Fiducia sugli Horns

I Boston Celtics sono divenuti quasi prevedibili nei recenti finali di gara, affidando la patata bollente ad uno dei Jays alla ricerca di un mismatch da sfruttare. Nonostante possa sembrare una scelta affidabile – con i pochi turnover messi a referto e le abilità di entrambi nell’affrontare gli avversari attaccando il ferro – spesso non ha funzionato come sperato e previsto. Anche perché altrettanto spesso il risultato è stata una conclusione dal long mid-range, le cui (s)fortune sono state appena narrate. Un finale amaro quasi quanto il cacao puro. Potrebbe esser giunta l’ora di escogitare qualche altra soluzione, ed è il caso di citare le cosiddette conclusioni out-of-the-Horns. Se non le si conosce, la foto sottostante mostra i C’s intenti a dare il La ad uno schema per una conclusione di questo tipo – con Jrue Holiday vicino all’angolo, appena fuori dall’inquadratura. 

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Gli elementi fondamentali per lo sviluppo dell’azione sono i due uomini posti ai vertici della linea dei tiri liberi, oltre ai due uomini in cerca di spazio negli angoli. La versione di questo schema attuata con Kristaps Porzingis e Tatum sui vertici della lunetta e JB in uno dei due angoli sembrerebbe la più funzionale, con KP o Brown e JT ad agire in post-alto, Derrick White a fungere da ball-handler dando il via all’azione offensiva, e di nuovo uno tra Porzingis, Brown e Jrue Holiday ad attaccare i closeout agendo lungo i lati dell’area – generalmente causando caos nelle difese avversarie. Anche questa rappresenta una delle soluzioni più ricercate dai C’s nel corso delle loro partite, e nella seconda sfida contro gli Hawks è stata tentata 3 volte consecutivamente nei 4 minuti finali, con 3 canestri a referto. Non certo la massima esposizione estetica del basket, ma anche i possessi terminati con le giocate in isolamento di Jayson Tatum sono nati dal coinvolgente giropalla attuato in precedenza. 

Quando i Boston Celtics sfruttano i cosiddetti Horns, offrendo a Tatum un possibile mismatch, oltre che la seconda opzione disponibile, si concedono molte più opportunità offensive. Inoltre, ricorrere a JT potrebbe essere una tra le ultime opzioni disponibili, e non solo la solita scelta “sicura” che fin troppo spesso è stata ricercata nei recenti finali di gara dai bianco-verdi. Le opzioni e variabili di gioco offerte da questa situazione sono proprio il suo punto di forza. Nella giocata sottostante è possibile notare come KP rimpiazzi Jaylen Brown nell’angolo, con D-White a trovarlo successivamente in post-alto. In un’altra occasione JT ha creato un blocco in favore dello stesso White, anziché provare il taglio come fatto nel video precedente da JB, e favorendo la conclusione dell’ex San Antonio Spurs. In altre ancora, anziché trovare White, Tatum e Porzingis hanno optato per il pick&roll, sfociato poi in un’offensiva al ferro condotta dallo stesso Jay in layup

Gli Horns favoriscono una grandissima quantità di giocate offensive differenti, anche con l’avvio delle azioni simile tra loro. Permettono agli uomini di coach Mazzulla di prender parte al gioco offensivo dei bianco-verdi nella maniera più confacente alle loro rispettive caratteristiche, isolando i difensori in singola marcatura contro i C’s alla ricerca del loro habitat offensivo più naturale. Si può addirittura cercare un movimento off-the-ball verso uno degli angoli. Brown è spesso letale quando attacca da questa posizione, sia concludendo da oltre l’arco che provando ad attaccare il ferro. Ed è anche uno degli schemi più adottati dai Celtics per coinvolgerlo nelle folate offensive. 

La spontanea e naturale ricerca degli spazi da parte dei Celtics dovrebbe anche porre un limite al numero di palloni persi, rendendo dura la vita ai difensori avversari, anche perché l’arsenale offensivo a disposizione dei bianco-verdi impone loro di mantenere sempre alta l’attenzione, con qualunque sviluppo e potenzialmente tutti i principali punti d’attacco da poter sfruttare. Pur lodando l’efficacia e le molteplici opzioni di gioco da sviluppare, gli Horns non sono l’unica e ultima chance offensiva a cui ricorrere nelle fasi finali delle sfide. Non è importante che si evolva questo specifico tipo di giocata, ma che i Celtics riescano ad imbastire le loro trame offensive, rendendosi pericolosi ed efficaci. Troppo spesso, di recente, l’attacco bianco-verde è stato reso inoffensivo, risultando stagnante e macchinoso, e ci si aspetta che coach Joe Mazzulla trovi al più presto un rimedio. 

Fattori extra-campo

La Regular Season 2023/24 è agli sgoccioli, con i Boston Celtics che hanno già assicurato il loro 1st seed nella Eastern Conference e il First round dei Playoffs dietro l’angolo. Un’altra stagione da archiviare negli almanacchi sportivi, e un’altra edizione dei Playoffs a cui i Celtics prenderanno parte. Giunti a questo stage della stagione, le facce all’orizzonte sembrano sempre le solite: Joel Embiid, Jimmy Butler, Giannis Antetokounmpo. E i Jays. Il tutto sembra essersi evoluto in qualcosa di bello, ma anche un po’ monotono. Per quanto la nascita e crescita di rivalità sportive sia uno dei cardini di ogni sport di squadra, i Boston Celtics hanno sconfitto soltanto i Philadelphia 76ers, tra le squadre degli All-Star appena citati. Jayson Tatum ha schiacciato la franchigia della City of Brotherly Love l’anno scorso, con poche chance che la storia cambi se il cammino delle due squadre dovesse incrociarsi ancora. In compenso, una serie contro i Milwaukee Bucks lascia presagire parecchie prestazioni monstre da parte di Giannis, contro le quali sarà dura controbattere. Per quel che riguarda i Miami Heat, probabilmente nessuno in Massachussetts vorrebbe più rivedere coach Erik Spoelstra e i suoi uomini. Ai tifosi bianco-verdi non rimane che pregare gli Dei del basket affinché concedano ai Chicago Bulls, Orlando Magic o New York Knicks la forza di riuscire ad andare in fondo.