Ancora una volta i Boston Celtics si trovano ad aprire una nuova stagione alla ricerca del titolo NBA
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Questo contenuto è tratto da un articolo di Jeff Clark per Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


 

Il fatidico avvio di Regular Season NBA si avvicina perentoriamente. Il suo prossimo giungere ha spinto alcune franchigie a sferrare la mossa giusta e condurre in porto una blockbuster trade a più squadre, che ha finito per portare Damian Lillard ai Milwaukee Bucks, Jrue Holiday ai Boston Celtics e Robert Williams III ai Portland Trail Blazers. Quella di Time Lord è certamente una perdita dolorosa per il roster dei bianco-verdi, sia per la personalità e il carisma dell’ex numero 44 in spogliatoio che per le sue qualità sul parquet. Alla sua perdita, però, fa da contraltare l’innesto di Jrue Holiday, veterano d’esperienza, solidità e qualità. L’estate della franchigia del Massachussetts è stata contraddistinta da un andirivieni che ha coinvolto in totale ben 14 cestisti in entrata ed uscita. Tra i nomi più caldi, ovviamente, quello di Marcus Smart, del suddetto Rob Williams e del quasi omonimo Grant Williams, oltre che di un’altra pedina importante nello scacchiere di coach Joe Mazzulla, come Malcolm Brogdon.


Per quanto concerne gli innesti, invece, Brad Stevens e il suo staff sono riusciti a mettere sotto contratto l’Unicorno, Kristaps Porzingis, in grado di aggiungere pericolosità dal perimetro e dal pitturato, il già citato Holiday, in arrivo dai Milwaukee Bucks, e i vari Oshae Brissett, Dalano Banton, Jordan Walsh e Lamar Stevens. Questo articolo presenta un’analisi delle mosse di mercato estivo portate a termine dai Cs, con relativo approfondimento circa le nuove possibilità di gioco in possesso da coach Mazzulla.

Trade in & Trade out

L’addio di Marcus Smart è stato tra i più dolorosi ed emozionanti, coi tifosi costretti ad abbandonare uno dei loro beniamini mentre la squadra perdeva uno degli elementi più solidi ed efficienti in entrambe le fasi. Oltre a Smart anche Robert Williams III è stato un punto fermo dei Celtics, senza dimenticare il talento di Malcolm Brogdon. Tutti e tre meritano i più sinceri e calorosi saluti e auguri dal pubblico di Boston.

Jrue Holiday potrebbe fungere da dolcificante per gli amari addii e molti ritengono che questo colpo non sarebbe andato a segno se a condurre le trattative ci fosse stato Danny Ainge, poiché ritenuto fin troppo interessato al mero valore dei giocatori, tanto da lasciarsi sfuggire ghiotte occasioni di mercato. Le contropartite offerte in cambio dell’ex Milwaukee Bucks hanno costituito un pacchetto che, a parer di molti, potrebbe esser stato anche fin troppo pingue e sostanzioso. Bisogna comunque tener conto del fatto che quando si ha l’opportunità di annettere a roster un talento del calibro di Jrue Holiday non bisogna lasciarsela scappare, poiché senza dubbio l’aggiunta del suo valore permette ai Celtics di candidarsi tra i principali aspiranti al Larry O’Brien Trophy.

Osservando nel complesso le trattative andate in porto, i Celtics hanno rimpiazzato Marcus Smart e Malcolm Brogdon con Jrue Holiday e probabilmente un minutaggio maggiore offerto a Payton Pritchard. Holiday rappresenta un grosso miglioramento in starting line-up, mentre probabilmente è stata sacrificata qualcosa all’interno della second unit. Inoltre, Stevens ha dato il via libera alla partenza di Grant e Robert Williams, al cui posto si trova adesso Kristaps Porzingis in quintetto. Un’altra mossa che ha migliorato sensibilmente il quintetto iniziale a discapito dell’ampiezza delle rotazioni.

Entrambi i giocatori apportano una quantità smisurata di talento. Tuttavia, dovendo ridurre le rotazioni a massimo 10-12 elementi, il rischio è che coach Joe Mazzulla possa trovarsi con “la coperta corta” durante la stagione: servirebbe, infatti, qualche ultimo tassello da mettere sotto contratto per puntellare la squadra. Sono state coinvolte anche alcune scelte al Draft – in arrivo dalla trattativa in uscita per Smart e poi rispedite ai Trail Blazers per acquisire Jrue. Al momento non si sa quanto e come Stevens e il suo staff avrebbero potuto trarre vantaggio dalle pick, ma è chiaro che l’intento del Front Office bianco-verde fosse quello di impiegare le scelte al Draft per acquisire veterani di talento ed affidabilità. Ottenendo, inoltre, parecchio spazio di manovra.

Punti di forza

La trade che ha coinvolto Smart è stata tra le più discusse, con quesiti inerenti alla leadership in spogliatoio, ball handling, playmaking e abilità in copertura in fase difensiva. E, con tutto il rispetto per l’ex beniamino dei tifosi bostoniani, Jrue Holiday rappresenta un upgrade in ognuna delle caratteristiche precedentemente citate.

I Boston Celtics possono ancora essere una squadra fondata sugli switch e la versatilità difensiva, in grado di opporsi alle offensive avversarie in svariati modi. E a roster figurano diversi ball-handler di livello che possano attaccare con decisione le difese avversarie.

L’affetto e il calore dimostrati nei confronti dei Cs sono smisurati, specie verso i primi 6 in roster – Holiday, White, Brown, Tatum, Porzingis ed Al Horford. Ci si aspetta di vederli a lungo in campo durante i Playoffs e solo il tempo dirà chi di essi potrà migliorare in modo da aver maggior spazio. Ci si attende, infine, maggior minutaggio per Pritchard e Hauser.

Punti deboli

La profondità delle rotazioni è un problema, anche se tra i partenti figurano due dei cestisti che maggiormente erano stati afflitti da infortuni: Brogdon e Williams III. Di contro, Holiday si è dimostrato un giocatore costante e capace di offrire il suo contributo per almeno 60-70 partite annuali. Porzingis rappresenta il fattore di rischio più alto, mentre l’età di Al Horford permette ancora una volta l’insorgenza di dubbi. Sembra obbligatoria l’aggiunta di qualche elemento che ampli ulteriormente le rotazioni – con tante scuse a Luke Kornet, che ha comunque dimostrato di essere un giocatore affidabile per la Regular Season.

Oltre ai 6 giocatori di alto (o altissimo) livello, però, ci sono parecchie incertezze e punti interrogativi a roster. Per molti si tratta di una scommessa: su alcune la sensazione è che siano vincenti, altre invece lasciano già presagire la necessità di trovare altre soluzioni. La buona notizia è che c’è ancora tempo per poter mettere a segno gli ultimi colpi e potenzialmente condurre in porto un’ultima trade prima che le restrittive regole CBA entrino in vigore. Per adesso, dopo Lamar Stevens, al front-court è stato aggiunto anche Wenyen Gabriel, ma resta da capire se potrà trattarsi della giusta soluzione a lungo termine o solo provvisoria.

Obiettivi stagionali

Nessun cambio di rotta in questo caso: i Boston Celtics punteranno a vincere il titolo NBA. In un certo senso è come se Brad Stevens avesse deciso di andare all-in – più che altre volte in passato – puntando sul core formato da Jayson Tatum e Jaylen Brown, prolungando di almeno due anni la loro permanenza.

I Celtics non sono ancora in una situazione da “ora o mai più”, ma si è certi che i prossimi due anni saranno molto intensi e colmi di pressione – il che non sempre è un fattore positivo. Va sottolineato che la maggior parte di esse sarà a carico di coach Joe Mazzulla: adesso ha i membri dello staff desiderati e tempo per poter trovare le migliori soluzioni da adottare sul parquet.

Conclusioni

L’ipotesi che va per la maggiore sembra orientata verso un conteggio finale che si aggirerà attorno alle 58 W e 24 L, con i Boston Celtics impegnati alla ricerca della vittoria finale. L’aggiunta di Jrue Holiday dà conferme in tal senso. Ci saranno altre squadre tanto pronte e talentuose da dar battaglia ai biancoverdi? A breve lo scopriremo.