Tra rinnovi mancati e player option da esercitare, ecco la situazione di alcuni dei principali giocatori in scadenza di contratto alla fine di questa stagione.

La fine del trade market ed il vicino esaurimento di quello dei buyout proiettano la stagione NBA verso il rush finale della regular season, che terminerà il prossimo 10 aprile. Diverse franchigie, tuttavia, a causa di una stagione deludente o per mera volontà di programmazione, sembrano già essere proiettate verso quello che succederà la prossima estate, sede di una offseason che sembra promettere diversi movimenti più che interessanti.

Ecco, quindi, un possibile elenco di giocatori su cui potrebbe scatenarsi un’asta nei prossimi mesi.

Giocatori che possono esercitare una Player Option

  • Bradley Beal

La stella di Washington è, in questi giorni, uno dei nomi più caldi all’interno delle NBA talks. Bill Simmons (The Ringer), ha infatti recentemente riportato come fosse proprio Beal la prima scelta di Joel Embiid per rimpiazzare Ben Simmons, con James Harden cercato solamente come alternativa.

Una trattativa complessa, fatta naufragare definitivamente dal problema ai legamenti del polso sinistro di Beal, che lo terranno fuori fino alla fine della stagione. L’attenzione di Bradley, quindi, è ora totalmente rivolta alla Free Agency, in cui si troverà di fronte a varie possibili soluzioni: esercitare l’opzione da 36 milioni presente sul proprio contratto temporeggiando sull’estensione; fare opt out per poi firmare il possibile rinnovo quinquennale a $241.6 milioni di dollari complessivi che gli Wizards saranno in grado di proporgli; fare opt out per poi diventare free agent e testare il mercato, ambendo ad una cifra sui $180 milioni in 4 anni in caso di firma con altre squadre.

Nonostante la ricostruzione di Washington – che ha ceduto Spencer Dinwiddie e Davis Bertans nelle ultime ore della trade deadline – Beal sembrerebbe voler restare nella capitale e monetizzare con gli Wizards (conferma delle ultime ore QUI). Della questione hanno parlato anche Micheal Scotto e Yossi Gozlan (Hoopshype), citando a sostegno della tesi della permanenza anche le dichiarazioni dello stesso numero 3.

“Sono deluso di dover terminare la mia stagione così presto, ma siamo d’accordo che sia la scelta giusta. Non vedo l’ora di tornare in campo al 100% per continuare a guidare questa squadra e a costruire qualcosa per il futuro.”

– Bradley Beal

Su di lui, tuttavia, in caso di scelta contraria alla permanenza, Fadeway World segnala come possibili punti d’approdo Clippers, Heat, Celtics e (nel caso poco probabile di una separazione prematura da Harden) Sixers.

Scenario più probabile: Permanenza a Washington tramite opt-in (36.4 mln) e probabile estensione (241 mln/5 anni).

  • Kyrie Irving

Uno dei giocatori dalla stagione più travagliata: non più tardi di dicembre, Irving era poco apprezzato dai front office della Lega a causa delle difficoltà di impiegarlo in un mondo che sembrava andare con sempre maggior forza verso l’obbligo vaccinale diffuso e della paura di dover “subire” uno dei suoi sempre più frequenti colpi di testa nei confronti di staff e compagni.

Oggi, invece, l’annuncio della fine delle restrizioni nello stato di New York – prevista per il 7 marzo, salvo nuove recrudescenze – e la presenza part-time di un Kyrie che ha mostrato ancora una volta di essere un sublime giocatore di pallacanestro hanno cambiato decisamente le carte in tavola, soprattutto per quanto riguarda la prossima offseason.

Irving, al momento, ha ancora una player option da $36.9 milioni prevista per il 2022/23. Non è affatto scontato che il nativo di Melbourne deciderà di esercitarla, riaprendo contestualmente un tavolo che nemmeno due mesi fa sembrava irrimediabilmente chiuso: quello delle trattative per la propria estensione contrattuale.

Non più tardi del 13 ottobre scorso, dopo i fallimenti degli approcci estivi e l’inizio dell’esclusione di Irving dalle attività di squadra, Shams Charania riportava di come i Brooklyn Nets non avessero più intenzione di offrire a Kyrie la possibilità di prolungare la propria permanenza nella Grande Mela, rischiando di perdere un potenziale max deal quinquennale da $245.6 milioni di dollari.

Oggi la situazione sembra molto cambiata. Nonostante la parziale riappacificazione con l’ambiente, tuttavia, ci sono diversi fattori che non sembrano andare a favore di un nuovo contratto, come spiegato in maniera chiara sempre da Yossi Gozlan.

“La situazione di Irving è interessante. Ha saltato oltre metà delle partite di questa stagione e non siamo ancora certi del cambio di regolamento di New York City per quanto riguarda l’obbligo vaccinale. Anche nella stagione precedente ha chiesto di saltare un periodo per questioni personali. Ha una player option, ma siamo passati dal definire lui e Harden come sicure max estension a vedere le trattative estive naufragare. Cosa stanno pensando i Nets? Vogliono impegnarsi con un nuovo contratto? Nel caso in cui decidesse di uscire dall’accordo attuale potrebbe ottenere un max deal, se restasse un’estensione.”

La presenza di Ben Simmons, che ha ancora in essere un accordo fino al 2025 e percepirà in questi anni uno stipendio medio di quasi $35.5 milioni, potrebbe essere un fattore tanto incoraggiante quanto deterrente nei confronti dei Nets.

Brooklyn, in base alle prestazioni sul campo di questa stagione, potrebbe decidere di continuare nel proprio All-in offrendo a Irving la possibilità di estendere il proprio contratto o firmarne uno nuovo – più ricco e più lungo di un anno – uscendo da quello attuale: questo scenario aprirebbe la pista al 246×5 accennato sopra o ad un 190×4, in base al tipo di accordo raggiunto.

Oppure – in caso di fallimento parziale del progetto – si potrebbe decidere di lasciare a Kyrie la decisione sul tornare o meno, tramite player option, nella prossima stagione, rimandando il discorso-estensione all’offseason 2023, in cui le strade potrebbero separarsi. Questa opzione si rivelerebbe anche la meno remunerativa per Kyrie, che potrebbe massimizzare gli incassi del 2022/23 rifiutando la player option, che sia con Brooklyn (alle cifre sopra citate), o con un’altra squadra. In questo caso, il massimo che gli potrà essere offerto in free agency sarà sui $182 milioni in 4 anni e, anche se per ora un divorzio del genere con i Nets non pare plausibile, resta comunque una valida alternativa.

Rivederlo a Brooklyn, visto il rapporto con KD e la qualità del roster dei Nets, tuttavia, non appare al momento in discussione.

Scenario più probabile: Permanenza quasi scontata, con probabile opt out e estensione. Ma sempre di Kyrie si parla, quindi sarà tutto da vedere.

  • Luguentz Dort

Outsider, dal momento che da contratto è prevista una team option nel 2022/23, ma che va preso comunque in considerazione. Della sua situazione ci siamo già occupati in precedenza. Difficilmente il giocatore lascerà l’Oklahoma, firmando con ogni probabilità un’estensione dalle cifre simili a quelle recentemente accettate da Finney-Smith (56×4). Il tutto dovrebbe consumarsi già in estate, a meno che OKC non ritenga opportuno esercitare la propria team option al fine di risparmiare qualcosa e rimandare un’eventuale nuovo accordo al 2023. Uno scenario al momento lontano, viste le (basse) spese e gli obiettivi dei Thunder.

scenario più probabile: rifirma (56 milioni/4 anni).