FOTO: NBC Sports

I Los Angeles Clippers non hanno semplicemente perso 4 partite su 4 dall’arrivo di Russell Westbrook, ma hanno anche subito una sonora batosta nella gara di stanotte contro i Golden State Warriors. Ovviamente, il colpevole non è da individuare in un singolo elemento, ma Steve Kerr e Draymond Green in persona hanno spiegato che il loro gameplan difensivo sia stato costruito sulle debolezze di Westbrook. L’idea? Lasciarlo completamente libero di tirare per avere Green libero di muoversi lontano dalla palla:

“Draymond in quella zona di campo è, credo, il migliore della Lega. Nessuno sporca palloni e occupa il pitturato come lui ed è così pronto ad ogni evenienza, che si tratti di aiutare ovunque serva, entrare dentro e prendere il rimbalzo.”

– Steve Kerr, via NBCS

Le parole di Draymond Green sono invece state più incentrate sul significato mentale di questa decisione. Secondo il quattro volte campione NBA, a propria volto non esattamente lo Stephen Curry di turno, una scelta del genere applicata a Russell Westbrook può averlo costretto a pensare troppo:

“Il coach mi ha scritto in mattinata e mi ha detto che questa sarebbe stata la tattica difensiva. […] Il piano ha funzionato, abbiamo spinto Russ a sbagliare alcuni tiri, ma credo che, al netto di quello che si dica del jumper di Westbrook, una tattica del genere è pesante da gestire mentalmente. Si è trattato più di pensare che di tirare. Sei libero ad ogni azione e, nella pallacanestro, ti insegnano che devi tirare se sei libero. Ma se sei libero in ogni possesso, inizi a farti delle domande.”

– Draymond Green, via NBCS

E questo ha più che senso. Westbrook è stato più volte e ripetutamente attaccato per il suo jump shot, specialmente dopo l’esperienza ai Lakers. Se già il 31.3% dal campo e il 29.5% da tre punti su questo genere di tiri non aiuta, affrontare una tattica che spinga a prendere la conclusione meno efficiente avrà evocato dei veri e propri fantasmi nella testa di Russ.

Per non parlare del fatto che sia arrivata in maniera traumatica un’anticipazione di quello di cui tutti siamo al corrente: Russell Westbrook non può chiudere una partita e non può avere ampio minutaggio ai Playoffs, per non sbilanciarci e dire che molto probabilmente in questi Clippers non potrebbe nemmeno stare in campo. L’intero sistema di coach Tyronn Lue si fonda sul vantaggio creato dalle due star per gli eccellenti tiratori perimetrali, che forniscono spaziature perfette e tali da concedere di attaccare i closeout.

Westbrook non aiuta in niente di tutto ciò e, ad ora, la domanda è se questo spingerà coach Lue, man mano che ci avviciniamo progressivamente alla post-season, a prendere decisioni drastiche riguardo all’impiego dell’ex Lakers.