Dopo lo scambio alla trade deadline, lo sloveno è stato subito inserito fra i potenziali target del buyout market: ecco le squadre in prima fila.

FOTO: Sports Illustrated

Goran Dragic, dopo essere stato un osservato speciale in vista della trade deadline, è stato finalmente scambiato. A decretarne il passaggio dai Toronto Raptors ai San Antonio Spurs è una trade che ha visto partire verso il Texas, assieme allo sloveno, anche una prima scelta protetta, in cambio di Thaddeus Young e un (immediatamente tagliato) Drew Eubanks (i dettagli QUI).

Ma non c’è da illudersi: Dragic non resterà a lungo nei pressi di Fort Alamo. Subito dopo lo scambio, infatti, Adrian Wojnarowski ha annunciato con un Tweet che “il Dragone” andrà quasi sicuramente verso il buyout, diventando una delle pedine più ambite per una fitta schiera di squadre.

Questo scenario di buy&buyout – termine non ufficiale, ma che si spera possa rendere l’idea – era già stato preannunciato da Marc Stein come uno dei più plausibili qualche settimana fa, per il semplice motivo che costituisce un vantaggio per entrambe le parti: i Raptors, infatti, guadagnano un role player e una seconda scelta in cambio di uno stipendio morto e, prima o dopo, una potenziale partenza a zero; gli Spurs – che Stein non aveva ovviamente predetto, ma costruito idealmente come una squadra bisognosa di salary cap filler – ottengono invece uno stipendio da $19.4 milioni ad occupare fino a fine stagione il cortissimo monte stipendi (ottenendo addirittura una prima scelta protetta in cambio, di estremo valore), privandosi solo di due pedine minori, di cui Young in uscita.

Dando per scontato che il buyout avvenga, sebbene ancora non se ne possa avere l’ufficialità, ecco una lista delle squadre che si contenderanno Goran Dragic, il quale (ricordiamo a puro titolo informativo), è fermo da fine novembre per “motivi personali” dopo aver giocato solo 5 gare con la maglia di Toronto.

Vecchie glorie: Miami Heat, Dallas Mavericks e Los Angeles Clippers

Le prime ad essere citate meritano di essere le due squadre “storiche” che stanno rincorrendo Goran Dragic sin da inizio anno, seppur negli ultimi giorni l’interesse verso una firma del genere sembri sceso o, in ogni caso, non sia stato riportato. La prima, in maniera paradossale, è rappresentata dagli stessi Miami Heat, che lo hanno scambiato l’estate scorsa per arrivare a Kyle Lowry in uno dei più recenti casi di tampering puniti dalla lega. Alla trade deadline Miami ha liberato un posto a roster cedendo KZ Okpala ad OKC, spianando in questo modo la strada ad eventuali firme dal buyout market, con soli 13 contratti garantiti.

Inoltre, Dragic è stato visto allenarsi in Florida varie volte negli ultimi mesi, ultima delle quali giusto ieri in compagnia del vacante Isaiah Thomas e dell’attuale ala degli Heat Markieff Morris, offrendo segnali piuttosto chiari del suo legame con Miami e della volontà di non separarsene definitivamente.

Se di legami si deve parlare, però, risulta allora impossibile escludere non tanto quello con un altra squadra, ma con un giocatore: Luka Doncic. La star dei Dallas Mavericks ha già spalleggiato l’ex-Heat nella cavalcata vincente della Slovenia a FIBA EuroBasket 2017, competizione che ha visto Dragic anche conquistare il titolo di MVP. Non è un caso che proprio i Mavericks siano stati dati come i favoriti nella corsa al giocatore per varie settimane, nonostante le recenti mosse potrebbero aver scongiurato un ulteriore interesse per il giocatore.

L’arrivo di Spencer Dinwiddiie nello scambio che ha spedito a Washington Kristaps Porzingis, assieme all’ascesa di Jalen Brunson (che giocherà anche per un sostanzioso rinnovo a fine stagione), non sembrano giocare a favore dell’arrivo di Dragic, che sembrerebbe ridondante. In ogni caso, i Mavs hanno già occupati 15 posti a roster, motivo per cui servirebbe un taglio per una firma. Tra i candidati, non sembra plausibile che un altro lungo come Chriss o Marjanovic possa essere sacrificato, restringendo il campo a Frank Ntilikina, che per caratteristiche potrebbe essere utile in ottica Playoffs, e il più probabile Trey Burke, indiziato numero uno con uno stipendio da $3.15 milioni quest’anno e una player option da $3.3 milioni il prossimo.

Tra le contendenti di lunga data, un posto di riguardo spetta anche ai Los Angeles Clippers, che però non sono riusciti ad intavolare lo scambio con Eric Bledsoe vociferato in precedenza, vedendo sfumare la possibilità di estendere il giocatore tramite Bird Rights l’estate prossima. Brutta tegola per LA, che avrebbe potuto affiancare a basso costo una point guard di livello ai risanati Paul George e Kawhi Leonard. Wojnarowski continua comunque a valutare i Clippers come una meta possibile, e un elemento a supporto di questa tesi potrebbe essere anche l’infortunio al piede di Norman Powell, appena arrivato dai Portland Trai Blazers (i dettagli QUI). Vediamo se il front office continuerà ad essere aggressivo sul mercato, provando ad aggiungere un altro tassello al roster a disposizione di coach Tyronn Lue per lottare anche senza le due star.

In ogni caso, come già spiegato, quelle su Mavs e Heat sono solo suggestioni, mentre i Clippers continuano a figurare fra le squadre in corsa al giocatore.

Le ultime arrivate: Los Angeles Lakers, Golden State Warriors e Brooklyn Nets

Partendo dall’ultima elencata, i Brooklyn Nets sono emersi di recente come una delle potenziali top suitor per la firma dello sloveno. Dopo lo scambio di James Harden, i Nets hanno hanno già tagliato DeAndre’ Bembry, e tra i 15 a roster i nomi più sacrificabili sembrano quelli di Jevon Carter e James Johnson. Uno scorer, nonché point guard d’esperienza, come Dragic potrebbe fare enormemente comodo ad una squadra che dovrà continuare a fare a meno di Kyrie Irving nelle partite casalinghe, oltre ad aver perso Joe Harris quasi sicuramente fino a fine stagione.

Se di scoring – e, soprattutto, di spacing – si deve parlare, non è fuori luogo citare i Los Angeles Lakers, che il solito Woj ha citato assieme ai Golden State Warriors fra i due nomi più recenti interessati al giocatore.

Se Golden State sembra piuttosto improbabile come meta, vista la solidità delle prestazioni della squadra allenata da Steve Kerr e la non necessità di un profilo come Dragic, per i Lakers il discorso cambia. Kent Bazemore e DeAndre Jordan sono fuori dalle rotazioni, e potrebbero benissimo cedere il posto a roster allo sloveno, che sarebbe un upgrade offensivo piuttosto palpabile all’interno del nucleo gestito da Frank Vogel. Ovviamente, non sarebbe un giovane 3&D o il difensore point-of-attack di cui ci sarebbe tanto bisogno, ma come innesto dal mercato dei buyout potrebbe essere un ottimo affare, che sia in uscita dalla panchina o fra i titolari – e, soprattutto, come alternativa per chiudere le partite.

Altre: Chicago Bulls e Milwaukee Bucks

Per i Chicago Bulls, seguendo lo stesso filo del discorso intessuto Golden State, c’è un certo livello di scetticismo, nonostante l’insider di ESPN dica il contrario. L’interesse per Dragic potrebbe nascere dalla volontà di aggiungere sempre più pezzi alla depth chart in ottica dei Playoffs, esperienza per questi Bulls completamente nuova e mai scoperta fino ad ora. Lonzo Ball, Zach LaVine, Ayo Dosunmu: tutti i volti più freschi del back-court dei Bulls, tutti con 0 gare giocate in post-season. In questa circostanza, l’esperienza di una point guard 36enne al quattordicesimo anno in NBA potrebbe fare piuttosto comodo.

I Milwaukee Bucks, invece, potrebbero benissimo rivelarsi dei candidati credibili. Uscita dalla trade deadline con soli 13 spot occupati a roster, la squadra allenata da coach Mike Budenholzer dovrà fare a meno fino alla fine della Regular Season di Pat Connaughton per un infortunio alla mano destra. Questa notizia dell’ultimo minuto, unita all’inaspettato scambio di Donte DiVincenzo alla trade deadline, lascia i campioni in carica piuttosto scoperti nel back-court, motivo per cui ci sono alte aspettative di vederli aggressivi nel corso del buyout market. Vediamo se saranno loro, o qualunque delle squadre elencate e di quelle che verranno, a blindare la corsa a Goran Dragic.