Lo sloveno ha già alimentato l’interesse di numerose squadre in vista del 10 febbraio.

FOTO: NBA.com

Vi siete già dimenticati di Goran Dragić? Meglio fare uno sforzo di memoria, allora, perché l’NBA non lo ha fatto.

Una delle pedine più importanti (almeno fino all’infortunio al piede sinistro) della fortunata corsa Playoffs dei Miami Heat nella Bubble di Orlando potrebbe tornare a calcare a breve il parquet per via ufficiale.

Al momento, Dragić è fuori per “motivi personali” o, meglio, in accordo con la società per quella che sembra una strategia già consolidata in altri contesti molto giovani (Al Horford ai tempi di OKC, John Wall a Houston), consistente nel tenere i veterani a bordo campo o a fare da mentori dall’esterno a giovani promesse che, così, possono trovare più minuti. Uno degli interessi secondari di questa manovra è preservare l’integrità del giocatore con l’obiettivo di riuscire a scambiarlo il prima possibile.

Nel caso di Goran Dragić, che sia premeditato o meno, è esattamente quello che sta succedendo ai Toronto Raptors. I modi che lo sloveno ha di andarsene sono due: via trade o via buyout. Il primo è, senza dubbio, il percorso più agevole per Toronto, che già ai tempi del controverso scambio che portò Kyle Lowry ai Miami Heat aveva cercato un terzo trade partner a cui girare Dragić, senza successo.

In questo scenario, un posto di riguardo potrebbe essere riservato ai Los Angeles Clippers, dichiaratamente interessati al giocatore e potenzialmente indirizzati ad uno scambio con Eric Bledsoe, come proposto da Jake Fischer su Bleacher Report. Questo garantirebbe ai Clippers i Bird Rights sullo sloveno, buon affare per una squadra così limitata a livello salariale.

Nell’eventualità di un buyout, invece, i favoriti in assoluto sono i Dallas Mavericks (come già avevamo riportato QUI), soprattutto se Jalen Brunson dovesse essere in uscita. Tutto sta nel capire le volontà dei Raptors.

Intrigante, da questo punto di vista, quanto riportato da Marc Stein: secondo il giornalista, se Toronto dovesse riuscire a scambiare Dragić, potrebbe farlo con una squadra interessata solo ad occupare spazio sul monte salari, la quale poi provvederebbe comunque al buyout. Una soluzione ibrida, che potrebbe mettere d’accordo tutti.

Anche qui, trattandosi sempre di buyout, i Mavs sarebbero in pole position, ma con un occhio di riguardo per i Miami Heat, nella palestra dei quali Dragić sarebbe stato di recente intercettato ad allenarsi.

Considerando la molteplicità di squadre in corsa per il giocatore, il nome di Goran Dragić si iscrive dunque alla lista dei must watch in vista della trade deadline del 10 febbraio.