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Questo contenuto è tratto da un articolo di Nico Martinez per FadeAway World, tradotto in italiano da Davide Angelo Corna per Around the Game.


Solo pochi anni dopo aver visto Kevin Durant uscire dalla porta, i Golden State Warriors si ritrovano a valutare la possibilità di un suo clamoroso ritorno. La verità è che, nonostante tutto, sono fra le squadre con più asset per una potenziale trade, ed entrambe le parti sembrano aperte a una reunion.

Warriors e Nets, però, sono ancora ben lontani dal trovare un accordo, sebbene sia stato riportato che il nome di Jordan Poole sia entrato in ballo nelle discussioni:

E sebbene il nome di Poole sia stato menzionato nel pacchetto che potrebbe portare Golden State ad acquisire Durant, non c’è stato molto molto entusiasmo da parte di Golden State e Brooklyn su questa trattativa, a quanto riferiscono le fonti. Nonostante l’apertura a questa possibilità, sia da parte dei veterani Warriors che dello stesso Durant, riguardo una potenziale reunion nella Baia, Golden State non è tra le squadre che stanno seriamente cercando di acquisire Durant.

Jake Fischer, Bleacher Report

Il prezzo di Durant è attualmente alle stelle, ed è giusto che sia così per Brooklyn. Dopo che Utah ha ottenuto tutte quelle scelte per Rudy Gobert, non c’è motivo per cui i Nets dovrebbero svendere Durant. La domanda è: chi sarebbe disposto a mettere sul piatto così tanto per KD? Non è un segreto che il mercato si sia un po’ spento negli ultimi giorni, visto che molte squadre – in primis Suns, Heat e Raptors – non sembrano attrezzate e/o disposte a mettere sul tavolo gli asset futuri e i pezzi pregiati dei propri roster che vengono richiesti da Sean Marks.

Con il passare del tempo, lo scenario più probabile sembra la permanenza di KD (insieme a Irving) a Brooklyn; nel caso le tensioni aumentassero nuovamente nei prossimi mesi, però, Golden State diventerebbe una destionazione credibile. Bob Myers potrebbe decidersi ad abbandonare la “doppia timeline” per cui ha optato finora l’organizzazione, acquisendo Durant in cambio di asset futuri, e riportando KD in un core (vincente) rimasto intatto.

Fonti affidabili all’interno della Lega mi riferiscono che se ne sta parlando. Prima di tutto, gli Warriors sono disposti a rischiare, e hanno mostrato di essere disponibili a spendere… Se ne è parlato all’interno dell’organizzazione, e recentemente è stato chiesto un parere a Curry. Steph non ha dato una risposta definitiva, ma non ha nemmeno chiuso la porta”.

Brian Windhorst, ESPN

Se gli Warriors decidessero di fare all-in per arrivare a KD, l’eventuale trade coinvolgerebbe sicuramente Jordan Poole ed Andrew Wiggins, due elementi che sono stati fondamentali per il successo della squadra in questa stagione. Il secondo, però, creerebbe delle complicazioni nello scambio e renderebbe necessaria la presenza di una terza parte, siccome i Nets hanno già a roster Ben Simmons e non possono quindi acquisire via trade un secondo giocatore con la stessa tipologia di estensione contrattuale (Designated Rookie rule).

In ogni caso, se gli Warriors vogliono Durant, devono essere disposti a un enorme sacrificio in termini di futuribilità della squadra. Oltre a Poole e scelte al Draft, altri giovani come Jonathan Kuminga, James Wiseman e Moses Moody dovrebbero essere parte della trattativa.

Alla scorsa trade deadline, Myers e soci si erano dimostrati contrari all’idea di cedere i propri giovani per rinforzare una squadra che, poi, si è dimostrata già pronta e all’altezza dei propri obiettivi. Ora, però, al centro del discorso c’è Kevin Durant, uno dei migliori giocatori dell’NBA.

Come ha detto recentemente l’owner Joe Lacob, è dovere di una franchigia vagliare ogni possibilità di miglioramento. Gli Warriors, in queste settimane, lo stanno facendo.