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I New York Knicks si trovano al sesto posto nella Eastern Conference, e sono senza dubbio una delle squadre con più interrogativi da sciogliere in ottica trade deadline.

I giocatori in aria di trade sono diversi: da Cam Reddish ad Evan Fournier, Obi Toppin e Derrick Rose (e forse anche Immanuel Quickley e Julius Randle). In entrata, invece, secondo diversi insider Leon Rose si sta guardando intorno in attesa che un nome importante, magari un giocatore di livello All-Star, diventi disponibile sul mercato. Una trade di queste dimensioni comporterebbe necessariamente il coinvolgimento di alcuni dei contratti di cui sopra, in aggiunta ad altri asset futuri: motivo per cui aspettarsi un approccio wait-and-see nel prossimo paio di settimane almeno. Chi si attende?

Due squadre che potrebbero, prima o dopo, rendere disponibili dei pezzi pregiati (e molto ambiti) sul mercato sono Chicago Bulls e Toronto Raptors.


I primi si trovano in decima posizione a Est, e sembrano in balia delle turbolenze interne allo spogliatoio, con il rapporto tra Zach LaVine e coach Billy Donovan ai minimi termini. Per questo motivo e per la situazione della squadra, la stella di Chicago è un possibile protagonista della trade deadline 2023, e tra le tante possibili interessate ci sono proprio i Knicks, che sulla carta possiedono i requisiti per imbastire uno scambio simile.

“Secondo diversi executive NBA, i Knicks sono tra le squadre che stanno osservando la situazione di Zach LaVine”, ha riferito Michael Scotto (HoopsHype), menzionando anche Lakers, Mavericks e Heat come potenziali interessate.

Alle spalle dei Bulls nella Eastern Conference, ai margini della zona Play-In, si trova uno dei team più deludenti di questa prima metà di stagione: Toronto. Non è un mistero che i canadesi siano la candidata numero uno della lega per infiammare l’ultimo mese di mercato: a parte Scottie Barnes, come abbiamo spiegato qui, nessuno dei principali giocatori dei Raptors sembra sicuro della permanenza in squadra. E se Masai Ujiri decidesse di gettare la spugna sullo sviluppo di questo nucleo e dare una scossa al roster (acquisendo asset futuri), diversi general manager alzerebbero il telefono con un trade package pronto. Tra cui Leon Rose.

Secondo Brett Siegel (SI.com), infatti, i Knicks di recente hanno avuto delle discussioni interne sul nome di Gary Trent Jr, possibile alternativa (meno costosa) a LaVine. Anche nel suo caso, comunque, la concorrenza non sembra mancare, con i Phoenix Suns a loro volta interessati al giocatore.

Knicks e Suns sono due squadre che stanno seguendo con interesse la situazione di Gary Trent Jr in ottica trade deadline, come hanno confermato alcune fonti vicine alle due organizzazioni. Al momento, però, non è chiaro quale sia il prezzo chiesto dai Raptors. Diversi executive rivali hanno detto di aspettarsi che Toronto chieda una scelta nel prossimo Draft, viste le difficoltà incontrate in questa stagione.

– Brett Siegel

Nel caso in cui i Knicks non dovessero arrivare a LaVine, Trent o giocatori di status simile, giunti a fine mercato – valutando anche la situazione di classifica – ci si potrà aspettare qualche movimento “minore”. Di recente, Zuch Buckley (B/R) ha suggerito Gary Harris (Magic) e Doug McDermott (Spurs) come potenziali obiettivi low-cost; altri nomi accostati a NY nel’ultimo mese sono Jae Crowder (Suns), Patrick Beverley (Lakers) e Will Barton (Wizards).

Fino a inizio febbraio, in ogni caso, New York rimarrà presumibilmente in agguato, osservando l’evolversi delle situazioni dei principali (indiziati) “venditori” di questa trade deadline.