La point guard dei Los Angeles Lakers non ha giocato gli ultimi minuti della sfida persa contro i Pacers. Che sia l’inizio della rottura definitiva?

Da settimane è ormai noto come i due membri dei Los Angeles Lakers maggiormente sotto la lente di ingrandimento del front office (e del pubblico) siano Russell Westbrook e coach Frank Vogel. Se la point guard è al centro di ripetute voci di scambio, l’allenatore, vede da giorni la propria panchina traballare, complici i risultati deludenti della squadra.

Forse anche a causa di questa forte pressione esterna, il coach di Wildwood ha preso nell’ultima sconfitta contro gli Indiana Pacers una decisione inaspettata, mettendo in panchina il numero 0 per gli ultimi quattro minuti di gara. Una decisione che potrebbe suggerire uno strappo tra i due, considerando lo status del giocatore.

Vogel ha dato questa spiegazione ai media in conferenza stampa:

“A volte devi fare ciò che è necessario. Ho fatto giocare chi secondo me ci avrebbe potuto far vincere la partita.”

Del caso ha parlato anche il reporter Dave McMenamin, autore di un lungo pezzo sulla questione per ESPN. Secondo McMenamin, Vogel avrebbe avuto da circa 10 giorni il benestare per allenare RW0 come meglio ritiene, a costo di “fare ciò che è necessario”, come riportato da una fonte vicina alla situazione.

A convincere Vogel in modo definitivo sarebbe stata – secondo il reporter – la pigra e discontinua difesa di Westbrook su Caris LeVert. Russell, infatti, non avrebbe ascoltato le direttive del coaching staff durante la partita, commettendo diversi errori di posizionamento e concedendo diversi vantaggi all’avversario.

La scelta di tenere fuori Westbrook è stata ovviamente al centro delle domande dei giornalisti nel post-partita. Se LeBron James – uno dei maggiori fautori dell’operazione-Westbrook in estate – ha glissato, Carmelo Anthony – che ha vissuto momenti simili durante la stagione 2017/18, quando si trovava proprio alla corte di Westbrook ad OKC – ha fornito una risposta più esaustiva:

“Non penso che sia stato nulla di personale. [Westbrook] si deve semplicemente abituare ad un nuovo ruolo. Te lo aspetteresti in campo, visto il suo status, ma e scelte possono dipendere dal flow della partita. Io sono stato molto spesso fuori, così come altri. Per me non è niente di personale. […] Si tratta di qualcosa che deve… anzi, dobbiamo capire insieme. Io so per certo che è frustrante per un giocatore che prova a dare tutto sè stesso e fare le cose giuste. Si deve abituare, ma finchè è sereno mentalmente va bene.”

Nonostante i toni distensivi di Anthony, tuttavia, la situazione dei Lakers continua ad apparire caotica: James e Westbrook sono stati visti uscire dall’arena insieme, senza parlare ai reporter; con la trade deadline che si avvicina, le voci di una rivoluzione del roster sono sempre più insistenti, alimentate dall’ottavo posto nella Conference e dal record negativo (22-23) della squadra; la panchina di coach Vogel, infine, appare sempre più traballante.

Saranno settimane intense per i giallo-viola.