La storia dei due tifosi avversari che, provocando Draymond Green, hanno involontariamente fatto un grosso favore agli Warriors

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Nel corso delle 82 partite che compongono una Regular Season NBA, è inevitabile per un giocatore incappare in qualche serata in cui le energie fisiche e mentali non sembrano proprio arrivare. Specialmente in trasferta e in back-to-back.

Esattamente quello che stava succedendo a Draymond Green nel primo tempo contro Washington lunedì sera. Prestazione piatta, non da lui, che i suoi compagni non potevano permettersi, e poteva causare l’ennesima sconfitta in trasferta e un record di 21-23.

Proprio in quei minuti di difficoltà, due tifosi Wizards posizionati molto vicini al campo hanno cominciato a provocare rumorosamente e ripetutamente Green, mettendo in dubbio la sua candidatura all’Hall of Fame.

Infrangere il proverbio “Non svegliare il can che dorme” non si è rivelata una grande idea. Nel diverbio continuo con i due tifosi, Green ha trovato energie e motivazioni che pensava di non avere.

Nel quarto quarto, il numero 23 ha messo a referto 11 punti (con due triple) e 4 assist, difendendo al solito magistrale livello, e indicando con il dito verso bordocampo dopo ogni giocata decisiva. Grazie alla sua reazione e all’esplosione realizzativa finale di Stephen Curry, gli Warriors hanno portato a casa una vittoria fondamentale.

Dopo la partita, il GM Bob Myers e il proprietario Joe Lacob hanno raggiunto i due provocatori prima di tornare negli spogliatoi. Myers li ha ringraziati, con tanto di pacca sulla spalla. Lacob li ha addirittura voluti invitare nella trasferta a Boston, con l’obbiettivo di continuare a motivare Green, incassando però un secco rifiuto.

Certe cose si vedono solo in NBA.