FOTO: Chicago Bulls / Twitter

Stando a K.C. Johnson di NBC Sports Chicago, Bulls e Trail Blazers non sarebbero mai stati così legati. Il filo comune parte dallo scambio a tre con i Cleveland Cavs, che portò Lauri Markkanen in Ohio. Nella trade, per l’Illinois partì anche una first-round pick, lottery protected fino al 2028, da parte di Portland.

Sulle protezioni di questa pick aveva parlato molto apertamente il GM di Portland, Joe Cronin, che aveva ammesso di essere disponibile a rinegoziare l’accordo per ottenerla indietro:


“Io e la dirigenza di Chicago parliamo spesso durante ogni finestra di mercato, del tipo ‘Hey, se diventasse necessario, saresti aperto all’idea di…?’, mettiamo delle fondamenta sul fatto ‘Ti chiamerò se qualcosa dovesse scaldarsi’, praticamente cercando di tenere viva la cosa qualora avessimo bisogno urgente.”

“La cosa è negoziabile, qualunque cosa otteniamo in cambio, che sia cambiare le protezioni per un certo anno e via dicendo in modo da riavere indietro l’intera pick. Potrebbe trattarsi di un giocatore, dipende da mille variabili.”

Stando all’insider dei Bulls, in un primo momento la compensazione poteva fondarsi sulla scelta 23 al prossimo Draft, che spetta ai Trail Blazers tramite i Knicks, a causa dello scambio che ha coinvolto Josh Hart alla trade deadline. Ma, adesso, sfruttando questi contatti già in corso, le cose avrebbero preso una piega più mastodontica.

Secondo quanto riportato dallo stesso Johnson su Yahoo Sports, è opinione comune in giro per la Lega che i Trail Blazers proveranno a scambiare la loro terza scelta assoluta al prossimo Draft. In cambio, le fonti di NBC Sports riportano l’interesse per giocatori più defensive-oriented, che possa avere un impatto sulle due metà campo. Nonostante questo, viene fatto notare come Damian Lillard abbia un rapporto di amicizia sia con DeMar DeRozan, sia con Zach LaVine (suo compagno a Tokyo 2020), uno dei quali sarebbe ovviamente richiesto da Portland in un eventuale scambio per la terza scelta assoluta.

K.C. Johnson riporta giustamente le parole di Artūras Karnišovas dopo l’eliminazione al Play-In:

“La mia responsabilità è guardare ad ogni opzione. In fin dei conti, essere una squadra dal 50% di vittorie non è abbastanza. Non lo è per questa organizzazione, non lo è per la fan base. Hanno bisogno di meglio, perciò terrò contro di qualunque possibilità. Come posso aiutare questo gruppo a migliorare? Dobbiamo fare un passo in avanti prima. Ma sarò aperto a tutto.”

Chissà che non sia questa la mossa per risollevare le sorti dei Chicago Bulls che l’executive cerca.