FOTO: The Ringer

Quando il commissioner NBA Adam Silver salirà sul palco tra la notte di giovedì 22 e venerdì 23 giugno (alle 2:00, ora italiana), avrà inizio in tutto e per tutto il Draft 2023, che quest’anno si preannuncia ricco di scambi intricati, trattative e, di conseguenza, dei più svariati commenti da parte dei tifosi. Come quelli di San Antonio, che hanno manifestato la loro gioia per la prima scelta assoluta come se una squadra europea avesse vinto la Champions League, suonando clacson per le strade e facendo dediche al giocatore anche sulla propria pelle. Tuttavia, proprio dopo l’elezione di Wembanyama, ci sarà il caos: dalla seconda scelta assoluta fino all’ultima, tutto il Draft di quest’anno ci nasconde probabilmente una lunga catena di eventi. E l’effetto domino potrebbe nascere da molti punti di vista.

Lillard in un triangolo tra Portland, Miami e Philadelphia

Il nome più caldo è ovviamente il numero zero di Portland, Damian Lillard, in questi giorni costantemente accostato a Miami, come suggeriscono i rumors. Eppure non è chiaro il modo in cui Lillard potrebbe arrivare a giocare con Jimmy Butler e compagni. Per gli insider, gli Heat starebbero aspettando un chiaro messaggio dal giocatore, perché alla fine Dame ha sempre sostenuto di voler restare, a patto che si fosse rafforzato il roster. Compito, quest’ultimo, che Joe Cronin sembrerebbe ancora intenzionato a svolgere:

“Siamo una squadra che sta cercando di vincere e di massimizzare la timeline di Damian Lillard. I front office delle altre squadre sono molto alti su questo Draft, perciò saranno tanti quelli che cercheranno di scalare l’ordine di scelta. E la terza ha un certo valore.”


– Joe Cronin

E così non sarà da escludere una trade collaterale, perché tra i giocatori sacrificabili – da accostare alla terza scelta assoluta al Draft 2023 – ci sarebbe Anfernee Simons. Il 24enne ha giocato un’ottima stagione e per questo motivo potrebbe essere oggetto di scambio, soprattutto considerando l’appeal della Draft pick di quest’anno (un nostro approfondimento QUI).

Tra i vari scenari, c’è anche quello in cui Portland confermerebbe i suoi migliori, cercando magari una trade di spessore con Simons, Nurkic o altri, sperando di pescare bene al Draft. A tal proposito, per The Athletic, i Blazers litigheranno con Charlotte per uno tra i due giocatori più quotati dopo Wemby: Scott Henderson o Brandon Miller. In un certo senso, se si considera una lineup con Lillard, Grant, Sharpe e Nurkic, forse la scelta migliore sarebbe Brandon Miller. Di fatto, sarà Charlotte a decidere prima di Portland, in ogni caso.

Qualora l’esito della Draft night non dovesse soddisfare Lillard, Miami non sarebbe l’unica squadra a essere interessata al giocatore. Per Barry Jackson, che menziona ESPN, sembra che Philadelphia stia cercando di trovare un accordo per liberarsi dell’ingente contratto di Tobias Harris (per ora senza successo), con l’aggiunta di Maxey come “sweetener”, e che i Sixers potrebbero utilizzare questo pacchetto per arrivare a Damian Lillard. Se così fosse, allora Portland potrebbe aver visto in Scott Henderson un erede della loro bandiera – posto che arrivi fino alla 3.

Dallas: due contratti troppo pesanti e una scelta senza errori

Un altro effetto domino potrebbe partire da Dallas, perché i Mavericks sono ricchi di contratti pesanti, una delle motivazioni per cui non è facile trovare un accordo con Kyrie Irving. Tra la lista dei giocatori da cedere ci sono Davis Bertans e Tim Hardaway Jr. Al primo sono rimasti due anni di contratto, di cui il secondo solo parzialmente garantito, al secondo sempre due anni, pieni, rispettivamente a 18 e 16 milioni. Una spesa davvero scomoda per una squadra che ha deluso le aspettative e che si trova a litigare con il salary cap.

Tuttavia, a questi giocatori sacrificabili, si aggiunge il fatto che Dallas ha la decima scelta: per ESPN, qualora si dovesse decidere di trattenerla, cadrà sul giovane Gradey Dick. Il ragazzino cresciuto nel Kansas è considerato una top ten choice, forse l’ultimo grande talento che questo Draft potrà offrire. Ottimo nel tiro dai tre punti, è stato l’attaccante di riferimento della sua squadra per tutti questi anni di college – un nostro approfondimento QUI.

Ad ogni modo, gli scenari che si potrebbero aprire nella notte del Draft 2023 sono molteplici a altrettante sono le trattative in corso per i texani, che cercheranno anche di liberare il maggior spazio salariale possibile per qualche firma di livello in free agency, come quella di Harrison Barnes o Grant Williams, menzionati nei rumors.

Chi pensa solo al futuro: Utah Jazz e Oklahoma City Thunder

Un’altra situazione scomoda coinvolge Utah Jazz e Oklahoma City Thunder. Sono entrambe in una posizione particolare, perché Utah ha il diritto di eleggere una delle prime dieci scelte (la 9 per esattezza), mentre OKC ha la dodicesima scelta e una grande collezione di first-round picks future.

Come sottolineato da Wojnarowski, l’insider di ESPN, Utah ha l’obiettivo di salire in graduatoria e arrivare a scegliere più in alto rispetto alla nona posizione. I Jazz sono disposti a sacrificare alcuni dei loro infiniti asset (questo bottino QUI), pur di arrivare alla sesta scelta di Orlando o l’ottava di Washington, alla ricerca di Anthony Black.

Anthony Black è un prospetto particolare: considerato un ottimo giocatore dalla parte più alta del perimetro, è un playmaker di quasi due metri, ma questo non gli impedisce di arrivare al ferro – come dimostrato dal suo 64,4% di realizzazione nell’area. Inoltre, la sua fisicità gli permette di giocare molto bene anche in difesa, dove riesce a marcare avversari più fisici. Utah è pronta a tutto pur di arrivare a questo giovane talento.

Dall’altra parte, anche Oklahoma vuole sfruttare i suoi vantaggi per arrampicarsi alle prime dieci scelte del Draft. Le voci parlano di una strategia per collezionare ancora più scelte, così come si parla di sacrificare una grossa fetta per un roster completo nell’immediato, ma che sia anche profondo e versatile.