FOTO: Daily Knicks

Ormai l’asse tra Cleveland Cavaliers e i New York Knicks è diventato ufficialmente uno dei più trafficati degli ultimi anni. Prima la trade, al sapore di scippo, che ha portato Donovan Mitchell in Ohio, poi l’incontro ai Playoffs, durante i quali la franchigia newyorkese si è presa una pesante rivincita. E, adesso, ancora rumors che avvicinano l’ex Jazz alla Grande Mela. Dopotutto, è normale, dal momento che si parla di un nativo di Elmsford, nei pressi di New York, che è rimasto stupito – per sua stessa ammissione – di non essere stato scambiato ai Knicks, letteralmente a casa. “Chi non vorrebbe avere casa accanto a mamma?”, ha dichiarato poco dopo lo scambio, senza escludere comunque l’entusiasmo per l’arrivo ai Cavaliers. Proprio per queste ragioni, Ian Begley risponde su SportsNet New York che “non sia improbabile” che i Knicks considerino la stella ex Jazz ancora un’opzione:

“Si parla di qualcosa di così distante che è impossibile sapere qualcosa di concreto. Basandosi su ciò che è successo l’estate scorsa, non penso che sia improbabile. Donovan Mitchell sarà eleggibile per un’estensione con Cleveland, ma sarei sorpreso se la firmasse; finanziariamente avrebbe più senso rinunciare a quell’estensione. Una volta che un giocatore del calibro di Mitchell si avvicina alla fine del contratto, tutto diventa possibile. Mi chiedo, però, se i Knicks saranno disposti ad aspettare un’altra stagione per completare la loro grande trade. Possono permettersi di aspettare, basandosi su probabilità ancora basse di arrivare a uno nella situazione di Mitchell? Si tratta di una manovra rischiosa. Se siete fan dei Knicks e volete Mitchell, penso che la chiave consista nei risultati che Cleveland otterrà nelle prossime due stagioni. Se completeranno percorsi fino alle Finals, è ovvio pensare che Mitchell resterà molto probabilmente lì.”

Come si può leggere, anche Brian Windhorst ha messo bocca sulla questione, ammettendo di non vedere un futuro a lungo termine per la stella ai Cavs. Donovan Mitchell avrà una player option nel 2025/25 e, prima di essa, due anni pieni di contratto: qualora Cleveland non dovesse riuscire a costruire un contesto più competitivo di quanto dimostrato finora, sarà difficile immaginare anche solo che possano essere avviate delle trattative per l’estensione. Anzi, la crew di ESPN ci è andata giù ancora più pesante su The Hoop Collective, in particolare Tim Bontemps:

“Non penso che ci sia alcuna possibilità che firmi mai un’estensione lì e, se fosse per me, lo scambierei subito. Non penso che i Cavs arriveranno lontano quanto sperono nella prossima stagione e quindi non credo che estenderà, perciò potrebbero ottenere molto di più scambiandolo con due estati rimaste anziché con una.”

“Sono anche consapevole che non è quello che faranno e capisco anche il motivo. Ma personalmente reputo più probabile vederli uscire al primo turno piuttosto che superarne due. E, in questo scenario, non trovo motivi per cui Donovan Mitchell potrebbe voler restare dopo la prossima stagione.”

Si ragiona comunque nel campo delle ipotesi. I Cavaliers hanno tanti problemi da risolvere, in primis dovuti alle spaziature limitate da un front-court composto da Mobley e Allen, in secundis all’assenza di un 3&D affidabile fra le wing, difetti che solo in parte potranno essere aggiustati dalle firme di Max Strus e Georges Niang. Detto ciò, prevederne una completa incapacità di competere nelle prossime due stagioni è un po’ azzardato: lo scambio giusto o un po’ di fortuna potrebbero benissimo aprire un passaggio verso le fasi finali della Eastern Conference, soprattutto se Cleveland si dovesse confermare fra i top seed in Regular Season.

Qualora tutto dovesse andare male, è ovvio che Donovan Mitchell cercherà fortuna altrove, e a quel punto i New York Knicks sarebbero senza dubbio favoriti. Le opzioni consisterebbero o nel rifiutare la player option, diventando free agent nell’estate 2025, o in un uno scambio, che si paleserebbe a fine 2024 se i Cavs dovessero decidere di seguire i consigli di Bontemps, fiutando l’addio e cercando di trarre il massimo da una stella nel suo peak e con un paio d’anni ancora di contratto. La prossima stagione in Ohio sarà cruciale.