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Questo contenuto è tratto da un articolo di Reign Amurao per Sportskeeda, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Stephen Curry e Derrick White si sono trovati più volte uno di fronte all’altro in campo, negli ultimi anni. La più rilevante, ovviamente, nelle NBA Finals 2022 tra Golden State Warriors e Boston Celtics.


L’ex San Antonio è considerato uno dei difensori perimetrali più affidabili dell’NBA e durante un episodio del podcast di JJ Redick, “Old Man and the Three”, ha raccontato cosa voglia dire, quanto sia complicato ed estenuante (fisicamente e psicologicamente) difendere su Curry:

“Tutti parlano di quello che va fatto contro di lui, del game-plan difensivo. Semplicemente, si passano 48 minuti chiedendosi: dov’è Steph? Devi saperlo in ogni momento, non perderlo mai di vista e provare a rendergli la vita difficile. È molto stancante, ed è uno stato di continua tensione mentale. Ovviamente, poi, il modo in cui gioca e l’impatto che con la sua gravity aprono tante possibilità per gli atri.”

Nonostante tutte le attenzioni riservate a Steph durante la serie, la point guard dei Warriors ha chiuso la serie contro i Celtics con oltre 31 punti e 5 assist di media, tirando con il 62.6% di True Shooting, il dato più alto per una guardia (ad alto volume di tiro) nella storia delle NBA Finals. Il suo apice è stato in Gara 4, quando ha portato la serie sul 2-2 con una prestazione da 43 punti, 14/26 dal campo e 7/14 da tre sul campo di Boston. Una performance che ha impressionato lo stesso Derrick White:

“Steph è stato speciale. Lo è stato per tutta la serie a dire il vero, ma in quella partita soprattutto. Se avessimo vinto Gara 4, credo che avremmo vinto il titolo. E stavamo giocando bene, stavamo facendo quello che dovevamo fare… poi ci sono stati un paio di momenti in cui ha cambiato la partita. Non direi che ci ha spezzati, ma sicuramente non siamo riusciti a riprenderci del tutto da lì.”