FOTO: NBA.com

Ospite di Shams Charania (The Athletic), Derrick Rose ha parlato di svariati argomenti, toccando il presente ai Knicks e il passato ai Chicago Bulls. A tal proposito, Joakim Noah, in una recente intervista con lo stesso Charania, avrebbe accennato al fatto che la maglia di Rose meriti al 100% di essere ritirata dalla franchigia dell’Illinois.

Questa è stata la risposta del diretto interessato:

“Non ci ho pensato seriamente ma l’idea sarebbe bella. Più che alla cerimonia del ritiro della maglia, penso al discorso al discorso che potrei fare al centro del campo…”


Chiudendo la frase con un sorriso di imbarazzo. Perché? Si tratta di un argomento che aveva già toccato in passato, sempre su The Athletic, di cui avevamo parlato QUI e di cui vi lasciamo un estratto:

“Percepisco l’amore che mi danno in quella città, ogni volta che ci vado, è tutto ciò di cui ho bisogno. La fama non mi piace, è un po’ imbarazzante per me. Da una parte sarebbe bello per me e la mia famiglia andare alla cerimonia del ritiro del numero, ma poi penso che dovrei dire qualcosa, dovrei parlare di fronte a tutti, e ci penso molto perché non mi piacciono quei momenti.”

Prima di una serie di tremendi infortuni, Derrick Rose è stato MVP della stagione 2010/11 con la maglia dei Bulls, all’età di 22 anni, restando a Chicago dal 2008 al 2016. Nel corso dell’intervista, il giocatore ha affrontato anche un discorso su Jimmy Butler, suo avversario nella serie fra Knicks e Heat e un tempo compagno in Illinois, lasciando un bellissimo messaggio:

“Sapevo che sarebbe stato un ottimo giocatore, ma credo che ogni giocatore o persona conosca la propria strada o abbia consapevolezza di sé stesso, nessun altro. Anche quando sono stato MVP, nessuno credeva in me, nemmeno mia madre probabilmente. Ma io ci credevo. Credo che tu sia l’unico a sapere cosa ci sia dentro di te, perciò credo che Jimmy abbia sempre saputo che un giorno sarebbe diventato qualcuno.”