FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Dylan Eustis per The Lead e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 21 ottobre 2021.


Dopo la sua migliore stagione da quando è in NBA e soprattutto dopo una post-season molto, molto solida, le chances di guadagnarsi un max contract per DeAndre Ayton sembravano schizzate alle stelle. Ayton sembra ormai essersi guagnato il ruolo di attore co-protagonista di questi Suns, essendosi imposto come uno dei migliori centri della NBA ed avendo solo 23 anni.

Eppure, non è stata nemmeno offerta dai Phoenix Suns l’estensione attesa dal nativo di Nassau.

DA pretendeva 5 anni di contratto al massimo salariale. I Suns erano fermi ad un’offerta sui tre/quattro anni. Nessuna delle due parti ha arretrato, e la deadline è passata senza un accordo.

DA e la Draft Class 2018

Un altro aspetto da tenere in considerazione quando si parla del contratto di Ayton è sicuramente il confronto con altri giocatori del Draft 2018. E’ stato scelto con la numero uno, ma altri giocatori di quell’anno si sono presi la scena (e la max extension).

Luka Doncic è uno dei migliori giocatori di adesso nella NBA. Trae Young ha raggiunto il grado di superstar negli Atlanta Hawks, che l’anno scorso ha trascinato alle Conference Finals. E giocatori di grandi prospettive come Shai Gilgeous-Alexander e Michael Porter Jr hanno firmato estensioni contrattuali molto ricche con i Thunder e i Nuggets.

Facendo un rapido confronto tra DA e questi giocatori, credo sia evidente come anche il centro si meritasse un max contract. Non è meglio di Luka e forse nemmeno di Trae, ma ha dimostrato di più (in contesto di Playoffs soprattutto) di SGA e MPJ. Non lo dico io, ma i numeri – e lo stesso Ayton, quando ha parlato di “rispetto” nei suoi confronti, menzionando altri giocatori della Draft Class 2018 che hanno viste accontentate le proprie richieste.

DA in quella classe di giocatori è terzo per apporto offensivo e secondo per apporto difensivo. E’ vero che Gilgeous-Alexander è un’ottima point guard e che Porter Jr può diventare un grande scorer, ma SGA deve lavorare ancora tantissimo per rendere i Thunder competitivi e MPJ ha una tendenza ad infortunarsi piuttosto preoccupante, nonché un’attitudine difensiva non proprio di livello. Entrambi, comunque, hanno già ricevuto la loro estensione contrattuale.

Una delle qualità indiscusse di Ayton è la sua difesa del pitturato. Durante l’ultima stagione è emerso come vera e propria ancora per i Suns.Indubbiamente si tratta del miglior giocatore difensivo del sua Draft Class. Deve lavorare ancora sul suo skillset nella metà campo offensiva, ma ha fatto comunque ottimi miglioramenti e ha dimostrato di essere molto efficiente come rollante al fianco di Chris Paul e Devin Booker.

Perché non è stato trovato un accordo?

Il proprietario dei Suns, Robert Sarver, è noto per essere spesso riluttante nel ripagare contrattualmente le prestazioni ad alto livello dei propri giocatori, rovinando le relazioni costruite con loro. L’esempio più famoso è quello di Amar’e Stoudemire.

Stoudemire era uno dei migliori centri della NBA, in cerca di un’estensione contrattuale. In questa intervista, ha raccontato di quando Sarver l’ha convocato nel suo ufficio per dirgli che avrebbe potuto trovare il suo rimpiazzo anche subito. ( Spoiler: nessuno tra Hedo Turkoglu, Hakim Warrick e Marcin Gortat fu in grado di prendere davvero il posto di Stoudemire.)

Un’altra icona del passato dei Suns ha raccontato la sua esperienza con Sarver. Nell’agosto 2020, Raja Bell è stato ospite del Podcast Ringer’s NBA Show, e ha parlato del suo meeting con Sarver per l’estensione contrattuale:

“Sarver mi ha portato fuori a pranzo e gli ho parlato del mio contratto. Lui mi ha risposto: Ho capito che vorresti un’estensione. Te la meriti? Si. Lo farò? No. E vuoi sapere il perché? Perché non sono tenuto a farlo.”

Tutte queste decisioni di Sarver hanno portato i Suns a non vincere nulla e a non essere mai competitivi nell’ultima decade. Si poteva pensare che stesse cambiando modo di gestire le cose, vista la presenza di James Jones e Monty Williams, e data la ri-firma di Chris Paul e le estensioni di Mikal Bridges e Landry Shamet. Ma se Ayton non rimanesse a Phoenix dopo la prossima estate, in cui sarà restricted free agent, i dubbi su Sarver tornerebbero più forti di prima.

I Suns credono in DA?

Forse la ragione principale per cui Ayton non ha ri-firmato con i Suns è dovuta al fatto che la franchigia non crede abbastanza in suoi ulteriori miglioramenti. Le prime due stagioni in Arizona sono state costellate di up and down, e dalla scelta numero 1 del Draft forse ci si sarebbe aspettato un apporto diverso. Tuttavia, dalla scorsa stagione, abbiamo visto un DA totalmente differente.

Per questo motivo si potrebbe pensare che i Suns vogliano “testare” se il centro sia in grado di confermarsi ai livelli della passata annata, per vedere se può valere un’estensione contrattuale a cifre importanti. Nel caso in cui un altro team facesse un’offerta per lui durante la prossima free agency, i Suns avrebbero comunque la possibilità di pareggiare e trattenere DA in Arizona.

Ma è stata una buona scelta? Con il salary cap destinato a salire, firmarlo prima di questa stagione con il rookie max deal poteva essere una scelta più saggia. Oltre al fatto che avere uno dei propri migliori giocatori a roster scontento non dovrebbe essere l’obiettivo di nessuna organizzazione.

DA ci sta mettendo sicuramente più tempo a raggiungere i livelli delle altre star del Draft 2018, e non necessariamente arriverà fino a quel punto. Ma questo è dovuto anche alla differenza di ruolo.

Ayton rientra già nelle discussioni tra i migliori centri della Lega. E si merita il massimo salariale.