Dopo la scossa al roster del mese scorso con la trade-Porzingis, ieri il grande giallo dell’estate dei Boston Celtics è giunto alla soluzione: Jaylen Brown ha firmato la maxi-estensione (QUI i dettagli dell’affare) che lo legherà alla franchigia per altri cinque anni.

Come sempre in presenza di estensioni del genere, ormai, la reazione del pubblico è stata intasata da riflessioni, più che sulla scelta di Brad Stevens – che, comunque, non aveva alternative se voleva tutelare il trade value di Brown, e non rischiare di perderlo a zero in futuro – sulle cifre dell’estensione. Un evitabile tormentone di ogni estate, ma tant’è.

Lo scetticismo per l’estensione di Brown, tra l’altro, sembra che coinvolga anche molti addetti ai lavori all’interno dell’NBA, come ha riportato Zach Lowe (ESPN) nell’ultimo episodio del suo podcast; con annessa riflessione sul fatto che, condizionati eccessivamente dall’ultima Playoffs run di Boston, forse in questo momento si sia passati da un estremo all’altro, sottovalutando il talento di JB. Di seguito le sue parole:


“È un buon contratto? Probabilmente no, Jaylen Brown probabilmente dovrà migliorare molto nel playmaking per meritarlo. Dopo tutta l’ironia sul suo palleggio, sul suo passing e sulla sua assist-to-turnover-ratio, peró, penso che Brown in questo momento venga sottovalutato da molte persone, in particolare in certi ambienti. Ho sentito due esponenti di front office rivali dire cose come: davvero i Celtics stanno dando tutti quei soldi al loro terzo, o forse quarto o quinto, miglior giocatore?”

– Zach Lowe (ESPN)