FOTO: The Cold Wire

A livello individuale, la stagione di Damian Lillard non ha alcun senso: unico ad aver segnato 60+ punti in due occasioni, fra cui una prestazione da 71 punti; una striscia irreale da 36.8 punti di media che si prolunga da gennaio con percentuali nei pressi del 50/40/90; passaggio a miglior realizzatore all-time con la maglia dei Portland Trail Blazers, dopo aver superato Clyde Drexler.

Insomma, una serie di dimostrazioni di onnipotenza assurde, ma vane. Già, perché Portland ha perso 9 delle ultime 11 gare giocate ed è in una striscia negativa di 6 sconfitte consecutive, a 4 partite piene di distanza dalla zona Play-In. Di questo Dame è purtroppo consapevole, e il malumore ha iniziato a farsi sentire.

Ad esempio, dopo l’ennesima sconfitta subito, questa volta contro i Clippers, la superstar ha rilasciato durante la media session quella che è, a tutti gli effetti, un’ammissione di resa:


“Amo giocare, non sono pronto a non giocare. Siamo in una striscia perdente, siamo crollati dalla corsa al decimo posto, a meno che non le vinciamo tutte. Ripeto, amo giocare, amo la competizione, non sono mai davvero pronto ad arrendermi. Ma arriva un punto in cui smetti di mettere la tua natura competitiva in primo piano e devi iniziare a fare calcoli come in una specie di partita a scacchi, basandoti sulla situazione.”

Fa davvero specie sentire parole simili uscire dalla bocca di un rinomato competitor come Damian Lillard, il quale però non fa altro che dimostrarsi lucido. Le possibilità di arrivare al Play-In sono ormai praticamente sfumate, e già 5 giorni fa Chris Haynes (nel podcast con Marc Stein) aveva anticipato la possibilità di vedere la superstar dei Trail Blazers passare a riposo il finale di stagione senza ambizioni, in quanto Dame estremamente contrario al principio di giocare a perdere per un miglior posizionamento al Draft.

Avversione al tanking che si è palesata proprio nella recente conferenza che abbiamo citato, durante la quale Lillard ha risposto anche a una domanda sull’eventuale rebuilding:

“Non è quello che mi interessa, è questo che è frustrante. Parlare della prossima stagione, di ‘costruire’, non è quello per cui sono qui, soprattutto in questa fase della mia carriera. Per quanto incoraggiante possa essere promuovere questo approccio, per cui non si dovrebbe vincere andando avanti, abitudine a cui dovremmo abituarci, per adesso per me è difficile evadere dal presente e essere entusiasta pensando in prospettiva.”

Ricordiamo che Damian Lillard ha esteso con Portland e, oltre ai $48.8 milioni di player option del prossimo anno, percepirà anche $121.8 milioni nel biennio 2025-2027, potenzialmente. Usiamo quest’ultimo avverbio perché, a livello contrattuale, quella del 2026/27 è una player option ($63.2M), su cui Dame dovrà deliberare.

Potrebbe essere quella la data designata per la sua partenza dall’Oregon? O magari avverrà ancora prima? Mentre lui continua a ripetere che ‘l’erba del vicino non è sempre più verde’ (le sue parole QUI), i Portland Trail Blazers devono stare molto attenti a non abusare della pazienza di Damian Lillard.