FOTO: Dallas Morning News

Kyrie Irving si è presentato davanti alla stampa per la prima volta da membro dei Dallas Mavericks, dopo la trade che domenica sera ha concluso la sua esperienza ai Brooklyn Nets.

Alla vigilia del debutto al fianco di Luka Doncic, atteso questa sera sul campo dei Clippers, Irving ha risposto alle domande dei media sulla rottura con Brooklyn, sulle prospettive con la sua nuova squadra e, come al solito, su qualche controversa vicenda extra-campo. Di seguito, gli estratti più interessanti.


  • Sul passaggio ai Mavs e sul rapporto finito male con i Nets:

“Quello che so è che voglio giocare dove vengo celebrato, e non dove vengo tollerato o comunque trattato in un modo che non mi fa sentire rispettato. Sono contento di essere qui, dove mi sento voluto. Quando il mio agente mi ha chiamato e mi ha detto dello scambio, ne ero molto felice. Anche per il mio rapporto con Nico (Harrison) e Jason (Kidd).”

“Ci sono stati momenti durante la mia esperienza a Brooklyn in cui avvertivo una mancanza di rispetto nei miei confronti, e anche verso il mio talento. Lavoro duramente in palestra, ma nessuno parla mai della mia etica del lavoro. Tutti parlano soltanto di quello che sto facendo lontano dal campo. Voglio cambiare questa narrativa. Voglio scrivere la mia storia.”

“Tiferò ancora per i Nets, comunque. Ma quando le cose iniziano a cambiare e non vieni trattato con trasparenza e onestà, dalle persone del front office o da quelle intorno a te, non so chi possa sentirsi a proprio agio, o fiducioso, in quel tipo di ambiente. In ogni caso, non voglio entrare nei dettagli perché ormai è acqua passata, e auguro ai Nets ogni bene. Li ho lasciati al quarto posto, ho fatto tutto quello che dovevo fare, mi sono preso cura dei miei compagni e sono stato incredibilmente altruista nella mia leadership. Voglio solo fare le cose giuste per me stesso, non per rispondere a chi ha qualcosa di negativo da dire sul mio conto.”

  • Sulla nuova sinergia con Doncic (a proposito, coach Jason Kidd poco prima aveva detto: “non si tratta di due 23enni che cercano di vedere chi sarà l’alfa, questa è e sarà la squadra di Luka”):

“Sarà la prima volta che vedrò da vicino uno di questi ragazzi terribili arrivati dall’Europa per dominare la lega. Doncic lo fa a un ritmo che non credo si sia mai visto dai tempi di Larry Bird. Gioca al suo ritmo, continua a segnare punti ed è costantemente nella conversazione per l’MVP, ogni anno. (…) Farò del mio meglio per stare al suo fianco, per alleggerire il suo carico, ma non c’è nessuna forzatura tra me e lui. Sono qui per divertirmi giocando a basket, godermi il suo talento e quello degli altri compagni di squadra, e lavorare insieme per provare a vincere il titolo.”

“Sì, cancello molte cose sul mio profilo Instagram. Ci sono state cose che sono successe prima nella mia vita, probabilmente non così drastiche come quel momento, che hanno portato a molta confusione e incertezza su chi io sia e cosa senta di rappresentare. Ho dovuto sedermi davanti a questi microfoni e spiegare al mondo chi sono, e so chi sono. Quindi, elimino spesso cose dal mio profilo, non è una mancanza di rispetto verso nessuno all’interno della comunità. Sto solo vivendo la mia vita.”

“Mi sono scusato, e lo rifarei, perché tengo alla mia famiglia e ho membri ebrei della mia famiglia che si prendono profondamente cura di me. Ma i media lo sapevano, prima di chiamarmi con quella parola antisemita? No. Sapevano qualcosa della mia famiglia? No. Tutto è stato pubblicato prima che potessi dire qualcosa. Ho reagito, invece di rispondere in modo emotivamente maturo. Ma non intendevo mettermi sulla difensiva, né andare contro qualcuno.”