Si torna a Memphis sul 2-2, cosa dovranno fare Grizzlies e Timberwolves per vincere Gara 5?

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Pivotal game: Minnesota Timberwolves e Memphis Grizzlies sono arrivate al dunque. In una serie che finora è stata molto divertente e a tratti frenetica, ora non c’è più margine d’errore. Chi vince si concede il primo match point in Gara 6, e in un matchup con protagonisti così giovani c’è un’elevata possibilità che questo diventi un fattore determinante.

Arrivati a un punto in cui le due squadre si conoscono ormai parecchio bene, la differenza potrebbero farla le stelle, da Ja Morant a Anthony Edwards, da Desmond Bane a Karl-Anthony Towns, ma non solo; ci sono ancora sfumature tecniche o tattiche di cui controllare l’evoluzione nelle prossime gare.

Concentriamoci dunque su cinque fattori chiave da tenere d’occhio per il proseguimento della serie:

  • Pagina 1 – Grizzlies: l’attacco dei punti deboli dei T’Wolves
  • Pagina 2 – Grizzlies: la difesa del Pick&roll di Russell e Edwards
  • Pagina 3 – Timberwolves: le soluzioni per DLo (e Anthony Edwards)
  • Pagina 4 – Timberwolves: time to drop
  • Pagina 5 – Condiviso: Young Guns, way too much

1 – Grizzlies: l’attacco dei punti deboli dei T’Wolves

Al momento questa non è stata la serie di Ja Morant. Per lui “solo” 20.5 punti con il 50% di True Shooting nella serie. Lui non sta giocando al meglio, sbagliando più conclusioni rispetto al solito, ma gran parte del merito va dato ai Timberwolves.
La squadra di coach Finch ha finora eseguito uno straordinario lavoro nel farsi trovare pronta alle sue penetrazioni, potendo contare su diversi difensori di notevole stazza per proteggere il ferro.

Se lo scoring non è ai livelli toccati durante la Regular Season, lo stesso non si può dire del playmaking: sono ben 10.8 gli assist a partita, con i Grizzlies che segnano 1.2 punti per possesso quando Morant fa da portatore per il Pick&roll (quando l’handler è Dillon Brooks, i punti per possesso crollano a 0.28).

L’ottima produzione offensiva dei Grizzlies derivante dai ball screen dipende principalmente dalla strategia difensiva adottata durante l’intera serie dai Timberwolves. La scelta è sempre stata quella di difendere con Karl-Anthony Towns “at the level”, ovvero all’altezza del blocco, con lo scopo principale di non far prendere velocità a Morant e togliergli la palla dalle mani.
Così facendo però la difesa è costretta a impiegare un terzo uomo per ruotare sul bloccante, scoprendo il tiratore in angolo sul lato debole.

Arma micidiale per massimizzare l’efficienza è la presenza sul lato debole di Desmond Bane, tiratore da 43% in stagione e da 49% nella serie.

E’ importante anche che il bloccante faccia lo “slip”, ovvero finti solamente il blocco per correre immediatamente verso il canestro. Ciò costringe gli avversari a portare l’aiuto in fretta e dare ancora più spazio al tiratore in angolo. Nei possessi in cui Brandon Clarke, da bloccante, ha svolto questo tipo di compito, i Grizzlies hanno prodotto 1.4 punti per possesso.

Finché i Timberwolves proseguiranno per questa strada nella difesa del Pick&roll, l’imperativo per la squadra di coach Jenkins sarà punire il punto debole, che finora si è dimostrato una garanzia per generare tiri aperti.