Dopo la vittoria del titolo, la concorrenza è più forte che mai: andiamo a scoprire i Milwuakee Bucks con una preview della prossima stagione.

FOTO: NBA.com

PARTENZE

  • P.J. Tucker
  • Bryn Forbes
  • Sam Merrill
  • Jeff Teague
  • Mamadi Diakite

ARRIVI

  • Grayson Allen
  • George Hill
  • Rodney Hood
  • Semi Ojeleye
  • Justin Robinson (two-way)

DRAFT

  • #54 Sandro Mamukelashvili (two-way)
  • #60 Giōrgos Kalaitzakīs 

LA STAGIONE 2020-21

Ripartiamo un secondo da dove ci siamo lasciati. Dopo la cocente sconfitta nella bolla per mano dei Miami Heat, Giannis Antetokounmpo e compagni erano chiamati ad una grande stagione per dimostrare il loro reale valore.

L’arrivo di Jrue Holiday via trade durante l’estate e l’aggiunta di PJ Tucker a febbraio facevano ben sperare in vista dei Playoffs. Entrambi si sono rivelati fondamentali nella scorsa run, soprattutto nella metà campo difensiva, mentre in attacco hanno risposto presente quando sono stati chiamati in causa dalle due stelle, nonostante le percentuali dal campo non siano state brillanti.

Un’altra aggiunta della scorsa offseason è stato Bobby Portis. Il lungo dell’Arkansas ha sempre portato dalla panchina energia, rimbalzi e spacing. Nonostante i problemi difensivi è stato un fattore positivo anche ai Playoffs, in particolar modo alle Finals, anche se ad inizio stagione non ci si aspettava un impatto del genere a causa della sua scarsa attitudine difensiva e ai problemi extra-cestistici.

Dopo lo sweep sui Miami Heat, ben diversi da quelli incontrati qualche mese prima nella bolla di Orlando, al secondo turno la fortuna ha aiutato Milwaukee a superare Brooklyn, che ha perso per infortunio prima James Harden (rientrato in gara 5 ma decisamente non in condizione) e poi Kyrie Irving.

Una serie “for the ages” per Antetokounmpo e Durant, che si sono sfidati in un duello fantastico culminante nella resa dei Nets in una gara 7 al cardiopalma.

In gara 4 delle Eastern Conference Finals Antetokounmpo ha spaventato tutta la BucksNation con un infortunio che poteva costare caro ma, fortunatamente, ha saltato le ultime due gare della serie in cui Milwaukee, trascinata da Khris Middleton, ha eliminato gli Atlanta Hawks di Trae Young (anche lui assente per due gare).

Dopo due vittorie convincenti dei Phoenix Suns in apertura alle NBA Finals, da gara 3 in poi hanno cominciato a fare effetto gli aggiustamenti di coach Mike Budenholzer, che ha portato Giannis a ricevere in movimento e a giocare meno con la palla in mano, riportando il titolo nel Wisconsin dopo 50 lunghi anni.

LA FREE AGENCY

Nemmeno il tempo di finire la parata per celebrare il titolo che subito è arrivato il tempo di fiondarsi nella offseason. Il rinnovo di Holiday (oltre ai contratti già presenti di Antetokounmpo e Middleton) non ha permesso al front office di muoversi molto nel mercato dei free agent.

Per evitare una luxury tax troppo pesante i Bucks hanno dovuto salutare PJ Tucker, fondamentale ai Playoffs e vero eroe della parata, che si è accasato ai Miami Heat di Butler e Adebayo. Oltre a lui, in partenza anche Mamadi Diakite e Jeff Teague, ancora Free Agent.

Ma veniamo ai nuovi arrivati: in una trade che ha portato Sam Merrill ai Memphis Grizzlies, ecco che è arrivato Grayson Allen, tiratore dal 40% nelle triple catch&shoot (praticamente la metà del suo repertorio offensivo, per frequenza), che rimpiazzerà Bryn Forbes, tornato agli Spurs, portando anche anche un po’ più di garra difensiva. Non è un caso che i Bucks abbiano anche optato per un’estensione da $20 milioni in due anni per lui.

Sono stati poi firmati Rodney Hood e Semi Ojeleye al minimo salariale, in aggiunta a George Hill, di ritorno dopo aver disputato gli ultimi Playoffs con Philadelphia. Nessun nome altisonante ma scelte intelligenti, fatte per non snaturare il modo di giocare nemmeno quando a scendere in campo saranno i pezzi da rotazione.

Fondamentale, da questo punto di vista, il rinnovo di Bobby Portis (biennale da $8.9 milioni, con una player option sul secondo anno) che guiderà la panchina cercando di confermarsi al livello dello scorso anno.

Per quanto riguarda i Rookie, nella notte del draft sono stati scelti Sandro Mamukelashvili da Seton Hall alla 54 e Giorgios Kalaitzakis alla 60 dal Panathinaikos.

Mamukelashvili è una Power Forward che può fare bene in attacco mentre, dal punto di vista difensivo, è tutto da inventare. Nonostante sia 2.10 ha movenze da esterno, è un buon passatore, ha un buon palleggio e un tiro abbastanza fluido ma non è dotato di grande tocco, motivo per cui farà fatica ad avere subito un impatto. Dovrà lavorare su questo fondamentale se vorrà fare strada.

Giorgios Kalaitazkis, la guardia ex-Pana, non è un prospetto altrettanto intrigante: solo 5 minuti a partita nella scorsa Euroleague, con buoni flash da passatore e molta fiducia al tiro, nonostante le percentuali non particolarmente brillanti. Non avrà molti minuti se non nel garbage time o nelle partite in cui Budenholzer farà riposare i titolari.

Le rotazioni dovrebbero apparire, più o meno, così:

Milwuakee Bucks – Depth Chart

COSA ASPETTARSI DA QUESTA STAGIONE?

Vincere il titolo sarà difficile. I Nets sono sani e hanno allungato la panchina aggiungendo veterani come Patty Mills e Paul Millsap e. nonostante rimanga l’incognita di Kyrie Irving, anche senza di lui (momentaneamente fuori rosa) Brooklyn rimane la favorita per il titolo, dal momento che KD e Harden avranno voglia di rivalsa dopo la sconfitta dello scorso anno.

I Miami Heat hanno intenzione di ritornare alle Finals due anni dopo la bolla di Orlando, e si sono molto rinforzati con le firme di Lowry e Tucker in free agency. Ad ovest i Lakers sembrano l’unica contender, nonostante le numerose incognite riguardanti il fit tra Westbrook e LeBron, in primis.

Milwaukee si affiderà ai suoi big three per cercare di ripetersi dopo l’impresa dello scorso anno. Nelle prime uscite di preseason, Antetokounmpo sembra aver ritrovato la fluidità al tiro mostrata nei primi anni di carriera. Se riuscisse ad aggiungere un tiro affidabile alla sua dimensione da rollante potrebbe alzare sempre di più il livello sia in Regular Season che ai Playoffs, diventando ancora più difficile da arginare in post-season.

Aver vinto il titolo sarà utile a lui e a tutti i Bucks per giocare con meno pressione rispetto alle ultime stagioni e concentrarsi di più sulle partite, consapevoli di aver già vinto una volta e, di conseguenza, di avere meno da dimostrare.

In questa stagione ci sarà il ritorno di Donte DiVincenzo, che dovrà confermare i miglioramenti che si sono intravisti durante la stagione 2020/21, durante la quale ha mostrato grande reattività sulle linee di passaggio e una grande dimensione da tagliante, chiudendo con il 67.7% (21/31) sulle conclusioni al ferro in situazioni di taglio, sporadiche ma essenziali per un giocatore perimetrale o, in ogni caso, più avvezzo a chiudere con un jump shot.

Middleton, alla sua nona stagione in Wisconsin, è chiamato al suo solito ruolo da secondo violino in cui dovrà cercare di essere il più costante possibile, soprattutto in ottica Playoffs, dove anche una serata storta può rivelarsi cruciale per il titolo. E, per adesso, le “serate no” hanno dimostrato di possedere un certo peso.

Holiday avrà anche quest’anno un ruolo fondamentale in questi Bucks. In difesa dovrà cercare di arginare il più possibile le guardie avversarie, mentre in attacco dovrà gestire i ritmi, cercando di trovare i tagli di Antetokounmpo e DiVincenzo. Oltre a questo, servirà creare spazio per gli isolamenti di Middleton e cercare gli uno-contro-uno, sfruttando i mismatch sui pick&roll a favore di Brook Lopez, che ha sì chiuso la post-season con 1.41 punti per possesso giocando da rollante (85° percentile), ma ha agito in queste situazioni molto sporadicamente (1 solo possesso per partita, 10.3% del suo gioco offensivo).

Jrue (come anche Middleton) dovrà migliorare molto come ball-handler sul pick&roll, in modo da alzare la qualità di squadra nella metà campo avversaria rispetto alle recenti prestazioni ai Playoffs:

Jrue Holiday (P&R – Ball handler)Khris Middleton (P&R – Ball handler)
6.3 possessi / partita 8.3 possessi / partita
0.89 punti / possesso 0.9 punti / possesso
39.0% score frequency 39.8% score frequency
8.9% Turnover frequency14.1% Turnover frequency
39° percentile44°esimo percentile
Fonte: NBA.com

I big three necessiteranno ancora di tutto il supporto possibile da parte di Brook Lopez e Pat Connaughton, oltre ai già citati DiVincenzo e Portis, per essere aiutati in questa lunga stagione, il cui obiettivo sarà, ancora una volta, il Larry O’Brien Championship Trophy.