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Questo contenuto è tratto da un articolo di JD Tailor per Welcome to Loud City, tradotto in italiano da Edoardo Viglione per Around the Game.


Nell’ultima settimana abbiamo sentito moltissime critiche al processo di ricostruzione degli Oklahoma City Thunder. Tutte le critiche vertevano sulla falsariga del “OKC sta rovinando la carriera di Shai Gilgeous-Alexander” oppure “Il processo di rebuilding dei Thunder nuoce alla Lega”. Spazzatura.

Vi spiegherò perché il piano dei Thunder non è per nulla diverso da quello che è successo altrove nell’NBA, e perché tutte queste opinioni sono prive di fondamenti.

#1: “I Thunder stanno sprecando la carriera di Shai”

L’ex Clippers si trova spesso al centro di tutte queste discussioni. Molti esperti trovano inconcepibile che un grande giocatore come lui sia all’interno di una squadra esattamente all’inizio della propria ricostruzione. La realtà, però, è ben diversa.

Shai Gilgeous-Alexander sta disputando la sua terza stagione con i Thunder e ha già giocato delle gare di Playoffs con loro. Nella sua prima annata ad Oklahoma, il prodotto di Kentucky è stato il miglior realizzatore della squadra e nella serie contro i Rockets nella bubble ha giocato abbastanza bene e aiutato gli sfavoriti Thunder ad arrivare a Gara 7. Shai ha 23 anni e la sua ultima partita di post-season è stata 14 mesi fa – quando Devin Booker, per esempio, non ha assaporato i Playoffs prima della sua sesta stagione nella lega.

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SGA avrebbe potuto guidare OKC a giocarsi il Play-in se fosse stato lontano dagli infortuni per l’intera stagione scorsa. Con Shai nel quintetto titolare, Oklahoma ha registrato 16 vittorie e 19 sconfitte, una percentuale di vittoria del 45.7%. In proiezione, equivale a 33 vittorie su 72 (gli Spurs, 33-39, hanno strappato l’ultimo pass per il Play-in).

Gilgeous-Alexander ha fatto tutto questo senza un grande aiuto da compagni con esperienza nella lega. George Hill ha giocato solamente 14 partite, Al Horford 28 .

#2: “Shai non era realmente infortunato”

Quest’altra teoria è spazzatura completa. Gilgeous-Alexander ha sofferto di una fascite plantare e non avrebbe potuto giocare senza sentire dolore. Come mai nessun’altra squadra è stata criticata per aver preso le dovute precauzioni per la propria stella?

Nella stagione 2019/20, Stephen Curry è stato indisponibile per tre mesi a causa della rottura del metacarpo della sua mano sinistra. Solitamente questo tipo di infortunio richiede due mesi per recuperare a pieno, ma Golden State è stata molto prudente e ha optato per un altro mese di tanking e pessimo basket senza Steph.

I Thunder sono stati molto pazienti con la fascite plantare del canadese, ma ciò non significa che l’infortunio non fosse serio. A prova di questo, la sua rinuncia a disputare il torneo olimpico con il Canada. Tokyo era un’occasione d’oro per Shai pr mettersi in mostra davanti al mondo intero. Jamal Murray era fuori e SGA sarebbe stata la point guard titolare del Canada. Difficile rinunciare, ma Shai ha dovuto concentrarsi sulla sua riabilitazione.

#3: “I Thunder sono dannosi per la Lega”

Questa teoria mi fa veramente ridere, perché è incredibilmente ridicola. Dal 2011 ad oggi, con il loro 60.9% i Thunder sono quarti per percentuale di vittorie in tutta l’NBA. Hanno giocato quattro Finali di Conference, una serie di NBA Finals e mancato l’accesso ai Playoffs solamente due volte negli ultimi dieci anni. Sono i Thunder il problema della Lega?

I Kings non centrano i Playoffs da quindici anni, i tanto amati Los Angeles Lakers hanno attraversato anni terribili prima che LeBron James decidesse di unirsi a loro.

In molti hanno etichettato il processo di tanking dei Thunder come “dannoso per la Lega”. Sul campo, l’anno scorso, non è stato tale almeno fino a marzo. Poi, OKC ha semplicemente cercato per due mesi di ottenere una scelta alta al Draft. Niente di diverso da quello che hanno fatto Rockets, Pistons o Magic. L’unica differenza risiede nella decisione di Oklahoma di far sedere in panchina Al Horford negli ultimi due mesi della stagione. È giusto pensare che ogni squadra professionistica dovrebbe scendere in campo sempre con lo scopo di vincere la partita, ma ci sono diversi precedenti.

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La lunghezza del processo di tanking dei Thunder può essere corta, tutto sommato, se paragonata a quella di altre franchigie. Cleveland ha passato così almeno tre anni da quando è andato via LeBron, per draftare Darius Garland, Collin Sexton e Isaac Okoro. Oppure, i 76ers ovviamente, che hanno perso per tre anni di “Process” durante l’era di Sam Hinkie.

La realtà è che OKC attualmente non è una squadra competitiva, è molto giovane e vincerà poche partite, ma lo stesso si potrebbe dire di diverse altre squadre nella Lega. Perché c’è un’attenzione così intensa sulla ricostruzione dei Thunder?

Sam Presti continuerà a perseguire il suo piano. Ha parlato di successo futuro come obiettivo per Oklahoma City, e questo non cambierà.