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Questo contenuto è tratto da un articolo di Dr Rajpal Brar per 3CB Performance, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


 

Nelle ultime partite i Los Angeles Lakers non hanno potuto contare su LeBron James, a causa di un gonfiore al ginocchio sinistro e di versamento di liquido nell’area, dovuti probabilmente all’intensità e alla frequenza dello sforzo nell’ultimo periodo.

LeBron è stato sottoposto a un test ai Raggi-X, che non hanno evidenziato lesioni o problemi strutturali nell’articolazione; ciò significa che il gonfiore non è causato da infortuni di tipo traumatico, ma molto più probabilmente da eccessivo stress, che avrebbe sovraccaricato ed irritato le cartilagini e/o i menischi del ginocchio; in alternativa, si potrebbe trattare di una lieve borsite (infiammazione della borsa del ginocchio, un cuscinetto sieroso sopra la rotula).

James è tornato a Los Angeles per sottoporsi a cure e trattamenti dello staff medico dei Lakers. Il fattore più indicativo, adesso, sarà la risposta del ginocchio di LeBron a questi trattamenti e al ritorno all’abituale carico di allenamento. Tuttavia, come ha già affermato coach Frank Vogel, “sarà doveroso tener conto di questo gonfiore e non sottovalutarlo”.

Le parole di Vogel lasciano presumere che, come prevedibile, i Lakers intendono mantenere un approccio cauto in questa situazione, nonostante le pressioni derivanti dalla deludente prima metà di stagione dei giallo-viola. La priorità è evitare ricadute che precluderebbero la presenza in campo di LeBron per tempi più lunghi.

Un rischio di questo tipo era già stato corso nel 2021, quando LeBron aveva poi subito una distorsione alla caviglia. La lezione è stata appresa: riposare qualche partita in più, nonostante la criticità della situazione, per evitare stop più lunghi.