Kyrie vuole andarsene: i Suns lo vogliono a Phoenix? Se sì, a che prezzo?

Questo contenuto è tratto da un articolo di John Voita per Bright Side Of The Sun, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Ok, è successo quello che molti credevano, era troppo bello per essere vero che i Brooklyn Nets potessero essere questo. E i Phoenix Suns ne potrebbero beneficiare. No, non parliamo (di nuovo) di Kevin Durant.


Sebbene KD sia stato per buona parte della passata offseason il protagonista indiscusso dei trade rumors dell’Arizona, questa volta è l’altra superstar, Kyrie Irving, ad essere infelice, frustrato per le discussioni sull’estensione contrattuale e in cerca di una trade che lo porti lontano dai Nets.

Kyrie Irving è stato al centro di dibattiti simili sin da inizio carriera e anche a inizio stagione. Ha perso 53 gare lo scorso anno per le regole sulla vaccinazione ed è stato sospeso in questa stagione per aver postato un tweet in riferimento a un documentario anti-Semita. Inoltre, qualcuno ha già fatto la battuta sulla terra piatta?

Dal suo ritorno dalla sospensione, le performance sul campo sono comunque state stellari. Ha viaggiato a una media di 27.2 punti per partita nelle ultime 32, tirando con il 49.5% dal campo e con il 39.9% dalla lunga distanza, dimostrandosi un ingranaggio vitale per i Brooklyn Nets, emersi come una contender. La squadra è al momento quarta ad est, con un record di 31 vittorie e 20 sconfitte.

Ma sembrava troppo bello per essere vero, ed è per questo che un po’ ce lo aspettavamo. Nulla che abbia a che fare con Kyrie Irving può andare avanti a lungo senza qualche controversia, che essa sia giustificata o meno.

La prima discussione che Irving ha avuto con i Brooklyn Nets riguarderebbe l’estensione. Gran parte della passata offseason è stata spesa su questo argomento, ed è uno dei motivi per cui sono nati i rumors su Kevin Durant. Mentre la squadra ha esteso quest’ultimo, non lo ha fatto con la sua controparte, provocando frustrazione nel 12 volte All-Star.

Kyrie ha così raggiunto un punto in cui ha chiesto una trade. Se non la otterrà, entrerà nelle free agency per andarsene dai Nets. Ed è qui che subentrano i Suns.

Lo sappiamo, Kyrie porta con sé una serie di attività extracurriculari e una personalità eccentrica. Ma se si parla di puro talento cestistico, Irving non ha rivali. La sua padronanza del palleggio è considerata la migliore in NBA, può segnare da qualunque posizione ed ha un ottimo senso del gioco.

Phoenix beneficerebbe della sua presenza per il resto della stagione, consapevoli che sarà free agent in estate. Ed è qui che la cosa si fa interessante perché, se i Suns entreranno davvero in contatto con Brooklyn, quale sarà il prezzo? Sono forse la sola delle squadre citate che possa mettere in piedi un accordo favorevole ad entrambe la parti.

A causa della volontà di Kyrie di essere ceduto, i Nets hanno perso molta leverage sul giocatore. Si tratta di ricevere qualcosa ora o perderlo a 0 a fine stagione, e starà a Brooklyn stabilire quale sarà una contropartita ragionevole per uno dei giocatori maggiormente talentuosi in NBA.

Jae Crowder è ovviamente uno dei pezzi da tenere in considerazione per una trade, con i suoi $10 milioni che permettono già di mangiare una fetta degli oltre $30 milioni in uscita richiesti dal salary matching.

Phoenix ha inoltre tutte le proprie scelte al Draft fino al 2030, perciò potrebbe cercare di aggiungerne qualcuna per indorare la pillola.

Questo vorrebbe dire Crowder, Dario Saric, Landry Shamet, Cameron Johnson e due prime per mezza stagione di Kyrie Irving. Quello che sarebbe appetibile per i Nets deriva da Johnson e dalle scelte, dato che Saric e Crowder sono in scadenza. I Suns, invece, devono sì stare attenti a non rovinare il proprio futuro per 30 gare di Irving, ma questa proposta sembra appetibile – magri sostituendo Cam Johnson con un altro nome.

La seconda opzione, invece, è più questione di “business”.

Con una first-round pick in aggiunta, sembra ancora più appetibile. CP3 ha 37 anni, il suo contratto è parzialmente garantito e ci sono argomenti sia per cederlo, sia per non cederlo. Questo forse potrebbe sconvolgere un po’ l’alchimia creata da James Jones, ma non si può negare che sarebbe un buon upgrade.

Ma Brooklyn lo farebbe? C’è un terzo fattore da tenere in considerazione. I Dallas Mavericks e i Los Angeles Lakers sono stati collegati a Kyrie Irving, ma non hanno la stessa flessibilità di Phoenix, sebbene i texani vantino svariate frecce al proprio arco. Russell Westbrook è la sola pedina che i losangelini possano muovere, assieme alle due first-round pick 2027 e 2029.

Probabilmente, come detto, saranno i Mavs ad essere in competizione con i Suns nella corsa a Irving.

La scelta 2023 di Dallas andrà ai Knicks dopo la trade Porzingis, a meno che non sia in top-10. Spencer Dinwiddie e i suoi $18 milioni sarebbero parte del pacchetto, lo stesso Dinwiddie che i Nets hanno scambiato nel 2021, girandolo a Washington.

E si ritorna alla leverage che hanno i Nets: qualcosa è meglio di niente. E “niente” è esattamente quello che riceveranno se non scambieranno Kyrie. Il GM dei Nets, Sean Marks, avrà molto a cui pensare e riceverà una marea di telefonate, sperando che una di esse parta dal telefono di James Jones.